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Superare lo stigma dell’improduttività

L'intervento di Pietro Barbieri, presidente della FISH, presso la sede dell'INAILUno “spettro” si aggira per l’Auditorium: devono averlo pensato in molti, il 16 dicembre, nella sede centrale dell’INAIL di Roma, dove l’Ente ha  presentato il nuovo Contact Center Integrato SuperAbile, versione significativamente aggiornata dell’ormai storico portale e del corrispettivo servizio offerto dal call center 800 810810.
“Convitato di pietra”, ma non troppo – considerando il suo intervento da programma previsto in apertura dei lavori – il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, però assente; eppure direttamente o indirettamente in molti, nella prima parte della giornata, hanno chiamato in causa le politiche e le campagne con ricadute sui temi della disabilità condotte dal suo Dicastero. Un confronto con il ministro avvertito e invocato non solo da parte dei rappresentanti del movimento per i diritti delle persone con disabilità e dei sindacati, ma riscontrabile anche nelle osservazioni dello stesso presidente dell’INAIL Marco Fabio Sartori, che ha tenuto a definire «un fatto molto grave» che in Italia la persona con disabilità venga vista ancora come un fattore antieconomico dalle imprese. «La persona con disabilità è e può continuare ad essere sempre più un fattore economico positivo», è stato il commento di Sartori.

A fronte dell’impegno in questo senso di INAIL – che ha anche recentemente stilato con il Forum del Terzo Settore un protocollo d’intesa mirato alla promozione dell’inserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità – non sembra essere di questo avviso la maggior parte dei responsabili di enti e imprese del nostro Paese, stando ai dati recenti, tra cui quelli contenuti nella Relazione Annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), che attestano un calo delle assunzioni di lavoratori con disabilità.
Il presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Pietro Barbieri, nel suo intervento presso la sede dell’INAIL, ha ripreso il concetto della presunta antieconomicità dei lavoratori con disabilità, denunciata dal presidente Sartori, definendola «come uno stigma – quello della supposta improduttività – che va affrontato con urgenza». Il recente dibattito “fuori controllo” alimentato sulla necessità di riforma dell’articolo 33 della Legge 104/92, caldeggiata proprio dal ministro Brunetta, non ha di certo favorito, secondo Barbieri, quel cambio di paradigma necessario su questo tema.
«Questa campagna sui permessi lavorativi per le persone con disabilità e i loro familiari – ha infatti  affermato il presidente della FISH – non ha contribuito a evolvere il concetto di persona con disabilità produttiva al pari di chiunque altro». Al contrario. Un immediato riverbero si sta avendo in questi giorni con le dichiarazioni – e stando alle affermazioni di Barbieri, con i fatti che ne sono seguiti – dei vertici della CAI, la nuova Compagnia Area Italiana, che avevano anticipato durante i primi incontri con le rappresentanze sindacali l’intenzione di non riassumere nella nuova compagnia i dipendenti Alitalia che avevano diritto a quanto previsto dalla Legge 104/92, e che ora starebbero agendo di conseguenza [su tale questione si leggano in questo nostro sito i testi disponibili cliccando qui e qui, N.d.R.].
Le persone con disabilità sono le prime ad essere escluse dalle assunzioni della CAI – ha denunciato Barbieri – facendo riferimento in particolare non solo alle persone con disabilità motoria o intellettiva, ma anche a gruppi di persone sorde che sono state considerate dalla nuova compagnia completamente estranee a una prospettiva di produttività. E anche questo era stato anticipato dall’amministratore delegato di CAI Rocco Sabelli, che aveva fatto capire come la nuova gestione avrebbe assunto «solo persone con una capacità produttiva».
«Questo significa – ha concluso Barbieri – che secondo l’attuale amministrazione di CAI le persone con disabilità non sono produttive e stiamo parlando di un’azienda che sta assumendo 12.000 persone, non esattamente poco. Per cui è chiaro che su questo tema va fatta una riflessione profonda dei metodi, dei linguaggi, delle norme, e delle pratiche».

Il sottosegretario alla Salute Francesca MartiniAl ministro Brunetta avevano organizzato una “calorosa accoglienza” anche i rappresentanti dei Sindacati CUB, con un simbolico presidio all’ingresso della sala. «Siamo qui – ha dichiarato prendendo la parola un rappresentante della sigla sindacale – con un’iniziativa di protesta, di denuncia, e di proposta perché non possiamo accettare che i cosiddetti permessi retribuiti per l’assistenza vengano definiti in maniera arbitraria e con una superficialità pazzesca come un privilegio».
L’invito del sindacato, rilanciato con differenti sfumature da molte fonti autorevoli in questo complicato autunno, è stato indirizzato affinché «la crisi economica non debba essere un pretesto per distruggere lo Stato sociale, o per togliere servizi essenziali indispensabili a chi ne ha bisogno».
A questo acceso intervento fuori programma, e incidentalmente – se non si è capito – al ministro Brunetta, ha fatto riferimento anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha tenuto a precisare il fatto che la Legge 104 non è messa in discussione, ma, anzi, ha “soltanto” il difetto di non essere stata applicata pienamente fino ad oggi. «Questo – ha sostenuto il sottosegretario – è il grande problema di questo Paese: calare una normativa tra le più avanzate in Europa nella prassi quotidiana. Nella presa in carico globale del paziente, nella capacità di risposta degli Enti Locali, nell’omogeneità della qualità e della quantità dei servizi in Italia».
Quello dei permessi è stato individuato da Francesca Martini come un tema strategico fondamentale che attiene ad un particolare settore della disabilità, le persone riconosciute aventi diritto in base all’articolo 3, comma 3 della Legge 104, «che vivono nel loro ambiente grazie all’apporto di familiari che sostengono questo diritto fondamentale su cui ancora ci dobbiamo fortemente battere, che è il diritto della persona con disabilità grave di vivere a casa propria».
Anche il “tremontiano refrain” sui falsi invalidi è stato ripreso da Martini, con una dichiarazione di attenzione, anche questa volta, alle disabilità gravi. «Dobbiamo colpire le false invalidità – è stato il commento del sottosegretario – colpire il fatto che l’invalidità sia stata usata come ammortizzatore sociale in alcune aree del Paese e dare veramente tutto quello di cui ha bisogno la persona con un particolare riferimento alla situazioni di maggiori gravità».

La stretta attualità ha rubato spazio in questa pagina – ma fortunatamente non nella giornata di ieri – alle novità del rinnovato e completamente accessibile portale www.superabile.it e dei servizi connessi. Un portale definito come «decisamente più ricco» dal suo direttore Stefano Trasatti: «Un portale che ha trentacinque home page, che significano altrettanti portali e che prevede centinaia di notizie in primo piano nello stesso momento. Ecco perché non ho altre parole che “ricchezza” per definirlo».
Magari complice il maggior tempo libero concesso dalle imminenti feste natalizie, l’invito ai lettori non può che essere quello di approfondire con un’attenta “navigata” le novità introdotte in questo importante canale di informazione sulla disabilità, quale continua sempre più ad essere SuperAbile.