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L’INPS regolamenta i congedi retribuiti ai figli

Madre accompagna il figlio con disabilitàCome avevamo a suo tempo riferito (lo si legga cliccando qui), la Sentenza della Corte Costituzionale n. 19 del 26 gennaio scorso aveva dichiarato l’illegittimità dell’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/01, nella parte in cui esso non aveva previsto per il figlio convivente con la persona in situazione di disabilità grave, il diritto a fruire del congedo retribuito di due anni, in assenza di altri soggetti idonei a prendersene cura.
Ora l’INPS – l’Istituto Previdenziale che assicura gran parte dei dipendenti privati – ha provveduto a diramare la Circolare n. 41 del 16 marzo 2009, che riepiloga, alla luce delle novità introdotte dalla citata Sentenza, le condizioni per accedere al congedo retribuito di due anni (anche frazionabile) e i soggetti che ne possono beneficiare.

Detto in linea generale che l’interpretazione dell’INPS e le relative indicazioni operative riservano anche alcune novità positive (si veda a tal proposito un’ampia scheda sulla questione, elaborata dal Servizio HandyLex.org, cliccando qui), va riepilogato che i beneficiari dei due anni di congedo retribuito sono, al momento attuale, il coniuge, il genitore, i fratelli e le sorelle, il figlio della persona con disabilità grave.
A parte poi l’eccezione dell’assistenza prestata dai genitori ai figli, in tutti gli altri casi è richiesta la convivenza fra il lavoratore e la persona da assistere. L’INPS fissa anche un ordine di priorità nella concessione dei congedi: coniuge > genitore > fratelli e sorelle > figli. Tale “priorità” è tuttavia svuotata di significato in quanto è possibile la rinuncia da parte di chi “verrebbe prima”.

Da segnalare che sempre nella citata Circolare l’INPS annuncia l’imminente revisione della modulistica relativa alla richiesta dei congedi retribuiti di due anni e consente alle sedi periferiche di riesaminare, alla luce delle nuove disposizioni, le pratiche eventualmente rigettate.
Quasi superfluo sottolineare infine che le disposizioni dell’INPS non sono cogenti per i lavoratori assicurati con altri Istituti (ad esempio buona parte dei dipendenti pubblici). (C.G.)

Come già ricordato, per approfondimenti suggeriamo la consultazione dell’ampia scheda pubblicata dal Servizio HandyLex.org, cliccando qui.