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Storia semiseria di tre killer ciechi

Copertina del libro «Colpo di stato a Ciecagna»Sono tornati recentemente a “colpire”, Sergio Prelato e Marco Pronello, coppia di scrittori torinesi non vedenti e l’hanno fatto con il tono scanzonato del loro primo libro – Cronache dalla Ciecagna – che aveva messo in luce con ironia talora disarmante gli aspetti paradossali e umoristici della disabilità visiva. Con la seconda opera – Colpo di stato a Ciecagna, presentata anche nei giorni scorsi in Valle d’Aosta – gli autori si sono posti un nuovo obiettivo, quello di cioè di sfatare lo stereotipo secondo cui un cieco non potrebbe mai diventare un killer, in quanto «vittima della propria inettitudine visiva». E quindi la storia – semiseria, come da cifra letteraria ormai consolidata di Prelato e Pronello – è proprio quella di “tre killer ciechi”.

«L’handicap visivo – hanno scritto i due autori – che sia cecità completa o ipovisione, viene per lo più affrontato in maniera scientifica, sociale o sotto molti altri aspetti, tranne uno, quello dell’ironia. Sono in molti a dire che ridere di una disgrazia non è bello, ma a nostro parere se questo viene fatto da chi è portatore dell’handicap tutto cambia». E anche – aggiungiamo – se viene fatto con intelligenza, come succede in Colpo di stato a Ciecagna.
«Nessun senso di colpa – concludono dunque Prelato e Pronello – né paura di offendere, ma solo un sano senso dell’umorismo, per sdrammatizzare le difficoltà quotidiane». Il sorriso, insomma, più che il riso, ovvero un raffinato esercizio di intelligenza da coltivare quanto più possibile. (S.B.)

Sergio Prelato e Marco Pronello, Colpo di stato a Ciecagna, Vaprio d’Adda (Milano), Edizioni Nuovi Poeti, 2008, 118 pagine, 10 euro.