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Progredisce e viene premiata la tecnologia riguardante nuove protesi

L’Associazione Italiana di Robotica e Automazione (SIRI) ha attribuito presso la propria sede di Cinisello Balsamo (Milano) il Premio “Antonio D’Auria per progetti e prototipi di dispositivi meccantronici innovativi di ausilio a disabili motori” al progetto denominato Protesi mioelettrica a 5 gradi di liberta per amputati di spalla, seguito dall’Area Ricerca e Sperimentazione del Centro Protesi INAIL, in collaborazione con il DIEM (Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni Meccaniche, Nucleari, Aeronautiche e di Metallurgia) dell’Università di Bologna.Il prototipo di protesi di spalla, premiato in questi giorni, qui alla manifestazione «Exposanità 2008»

«La nostra realizzazione – spiegano dal Centro Protesi INAIL – è nata con l’obiettivo di avere una protesi di spalla attiva a due gradi di libertà, attualmente non presente sul mercato. Infatti, per le amputazioni di arto superiore a livello transomerale terzo prossimale o per le disarticolazioni di spalla sono previste solo soluzioni passive, con evidenti limitazioni per il paziente. Questo progetto, invece, propone una spalla attiva a comando mioelettrico, integrabile con i componenti normalmente utilizzati, quali il gomito INAIL, il polso e la mano protesici. Dallo studio, quindi, si è ottenuto un prototipo di braccio robotico completo, con amplissimo spazio di movimento, che, in prospettiva e dopo gli opportuni test e verifiche, potrebbe permettere di raggiungere anche oggetti posti in alto, come un pensile della cucina o un ripiano della libreria».

Da segnalare che oltre al primo premio ottenuto dal progetto di cui si è parlato, il Centro Protesi INAIL ha avuto anche un “diploma di merito” per Algoritmo di Intelligenza Artificiale per il controllo delle mani protesiche poliarticolari, iniziativa svolta in collaborazione con l’Università di Genova e l’IIT (Istituto Italiano di Tecnologie).
Questo secondo progetto riguarda la possibilità di controllare mani poliarticolate in modo “più naturale”. «Infatti, allo stato attuale – sottolineano ancora i responsabili del Centro Protesi INAIL – le protesi di mano, in amputazioni transradiali, vengono comandate in apertura e chiusura mediante i segnali mioelettrici del muscolo flessore e del muscolo estensore del polso. Questo comporta che, per l’attivazione della mano protesica, il paziente debba di fatto pensare di muovere il polso. L’obiettivo è invece quello di consentire un controllo della protesi che corrisponda effettivamente alla volontà di azione ovvero che venga mossa la mano protesica, pensando effettivamente alla mano e non al polso. Dalle prove effettuate su alcuni pazienti, l’algoritmo software appare efficace, anche se l’implementazione di un’elettronica di controllo basata sull’algoritmo stesso richiederà ancora notevoli sforzi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Centro Protesi INAIL (Simona Amadesi), tel. 051 6936243, s.amadesi@inail.it.