La Vita Indipendente in provincia di Padova

In una Regione che è certamente tra le più attive sul fronte dei progetti di Vita Indipendente delle persone con disabilità, si parla anche a livello provinciale delle prospettive future in questo settore, all’interno dei singoli Comuni. Lo si farà ad esempio il 15 maggio a Casalserugo (Padova), con un incontro promosso dal Comitato Vita Indipendente di Padova

Varie persone con disabilità sul viale di un parcoLa Regione Veneto è indubbiamente tra quelle più attive sul fronte dei progetti dedicati alla Vita Indipendente delle persone con disabilità e in particolare di quelle con disabilità fisico-motoria. Lo dimostrano sia le cifre – 920 interventi in questo settore nel 2007, 3.000 progetti approvati nel quinquennio 2003-2007, con un investimento di 25 milioni e mezzo di euro in contributi – lo dimostra anche la recente Delibera di Giunta Regionale n. 865 del 31 marzo scorso (disponibile cliccando qui), approvata su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Stefano Valdegamberi, che contiene alcune importanti novità.

Innanzitutto il provvedimento riconosce il diritto a usufruire di progetti di vita indipendente anche a persone in età superiore ai sessantaquattro anni. Inoltre, è prevista anche l’assunzione, da parte della persona con disabilità, di familiari come assistenti regolarmente assunti, a patto che siano in età lavorativa e «senza alcun tipo di rapporto di lavoro a tempo pieno». Una soluzione, questa, valida per altro solo per la realizzazione di determinati progetti e in casi particolari valutati di volta in volta dall’Unità di Valutazione Multidimensionale Strutturale, tenendo conto della situazione personale e familiare.
«I destinatari del progetto di Vita Indipendente – è il concetto principale attorno a cui ruota l’intera Delibera – sono esclusivamente le persone con capacità di agire e di esprimere coscientemente la propria volontà di rimanere nel proprio domicilio, con disabilità fisico-motoria, in possesso della certificazione di gravità, ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge n. 104/92, che intendono realizzare il proprio progetto di vita individuale, finalizzato a garantire alla persona con disabilità la conduzione di una normale vita personale e familiare comprensiva dell’esercizio delle responsabilità genitoriali nei confronti di figli a carico, e/o l’attività lavorativa in essere o in progetto, e/o le attività scolastico-formative finalizzate a configurazioni lavorative».

Una lunga premessa, questa, necessaria però a far meglio capire il titolo dell’incontro promosso per venerdì 15 maggio a Casalserugo (Scuola Media di Via Roma, 14, ore 21), nei pressi di Padova, denominato appunto Programmi di Vita Indipendente, una realtà consolidata. Prospettive future nei Comuni dell’ULSS 16.
A promuovere l’iniziativa è il Comitato Vita Indipendente di Padova, in collaborazione con il Movimento Vita Indipendente Regione Veneto, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e con il Comune di Casalserugo. Vi parteciperanno Nicola Schiavolin, per il Comitato Vita Indipendente di Padova, Flavio Savoldi, per il Movimento Vita Indipendente Regione Veneto, Damiano Zampieri della UILDM di Padova (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e il sindaco di Saonara Andrea Buso, in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci della Provincia di Padova, insieme a Elisa Venturini e Cristian Sartorato, rispettivamente sindaco e assessore ai Servizi Sociali del Comune di Casalserugo. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: UILDM Padova, tel. 049 624885, uildm.pd@gmail.com.
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