A Mirandola da undici Paesi d’Europa, per studiare l’inclusione

Accadrà dal 18 al 22 maggio, con la visita di studio promossa nell’ambito del programma europeo LLP (Lifelong Learning Programme), che coinvolgerà quindici persone impegnate nel proprio Paese in attività di alta responsabilità a livello scolastico. E per il Comune in provincia di Modena sarà motivo di legittimo orgoglio presentare gli accordi di programma e le “buone pratiche” di lavoro in rete attuate sul proprio territorio, nel segno dell’inclusione degli alunni con disabilità

Aula scolastica affollata. In primo piano una ragazza in carrozzinaUn’importante iniziativa a carattere internazionale si avrà a Mirandola (Modena) dal 18 al 22 maggio. Si tratta di una visita di studio afferente al programma europeo LLP (Lifelong Learning Programme), incentrata sul tema dell’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole e organizzata dalla dirigente scolastica della Direzione Didattica di Mirandola Paola Cavicchioli, con il supporto dell’Amministrazione Comunale. Quindici le persone selezionate per partecipare, provenienti da undici Paesi (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Irlanda, Svezia, Finlandia, Norvegia, Belgio, Olanda e Cipro) e tutte impegnate in attività di alta responsabilità a livello scolastico o di servizi sanitari, in qualità di dirigenti scolastici, ispettori ministeriali o psicologi educativi.

«Com’è noto, la realtà scolastica europea – sottolinea Paola Cavicchioli – è connotata da approcci diversi rispetto al tema dell’integrazione degli studenti con disabilità, tant’è vero che in molti Paesi esistono “scuole speciali” o “classi speciali”, dove questi alunni ricevono un’istruzione separata. In Italia, invece, la strada dell’educazione “inclusiva” nelle scuole è stata scelta più di trent’anni fa e introdotta nelle scuole di base nel 1977 dalla Legge 517. La successiva Legge 104 del ’92, internazionalmente riconosciuta come  particolarmente avanzata, è stata poi ulteriormente supportata, nel nostro territorio, da accordi di programma e “buone pratiche” di lavoro in rete. Ed è proprio questa peculiarità il fattore che determina la curiosità degli esperti nei confronti della nostra esperienza, che ha molti punti di forza e non va sottovalutata».
La settimana di studio seguirà un programma già sperimentato nella prima esperienza di questo tipo, che ha avuto luogo a Mirandola nel 2007. Si apriranno cioè i lavori con una giornata di inquadramento teorico, dove i partecipanti avranno anche l’occasione di presentare le loro esperienze e l’approccio adottato da ciascun Paese nei confronti dei cosiddetti “bisogni speciali”, seguita da tre giorni dedicati alle visite alle scuole, da quelle dell’infanzia alle superiori. «Qui – continua Cavicchioli – i partecipanti potranno concretamente toccare con mano la quotidianità delle pratiche scolastiche volte all’integrazione e valutare l’efficacia della didattica, attuata anche attraverso progetti specifici innovativi ormai consolidati. Sarà un’occasione da cogliere per mantenere sempre alta la tensione sui valori in gioco, che vanno riaffermati con convinzione, ma anche interpretati con flessibilità e apertura al confronto».

Non mancheranno infine nemmeno momenti ricreativi per i graditi ospiti, tra cui una rappresentazione teatrale, fissata per il 19 maggio e altri incontri. La lingua di lavoro dell’intera attività sarà l’inglese, ma è prevista la presenza di traduttori per facilitare la comunicazione. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: dd.mirandola@tiscali.it.
Stampa questo articolo