I sapori diversi della Trattoria degli Amici

Verranno presentati il 12 giugno a Roma, nel corso di una tavola rotonda, gli otto anni di esperienza, solidarietà e impegno che hanno portato la “Trattoria degli Amici” di Trastevere, locale in cui lavorano tredici persone con disabilità, ad essere una risposta particolarmente riuscita e concreta alla domanda di inserimento lavorativo

Nella cucina della «Trattoria degli Amici» di RomaIl lavoro è nella vita di tutti una realtà importante, ma per chi è disabile esso assume una valenza ulteriore, restituisce una dignità negata, è segno di normalità, è voglia di imparare, di fare propri i mezzi e gli strumenti per poter vivere nella società e dare il proprio contributo.
La “Trattoria degli Amici” di Roma – che  verrà presentata nella capitale venerdì 12 giugno (Sala della Promoteca del Campidoglio, ore 11), durante la tavola rotonda denominata SaporidiverSI – rappresenta una risposta  concreta all’inserimento lavorativo delle persone disabili, in un settore particolare, come quello della ristorazione, molto attivo in una città come Roma.
 
Già nel 1991, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, si era costituita la Cooperativa Sociale “Pulcinella – Lavoro” per gestire un piccolo locale nel cuore di Trastevere, una paninoteca che dal 2001 è diventata appunto la “Trattoria degli Amici”! Oggi vi lavorano tredici persone con disabilità, sia in cucina che in sala. Un laboratorio professionale attivo che permette loro di avere una discreta autonomia economica e un lavoro in cui crescere.
Il percorso ha coinvolto negli anni tante persone e ha visto concretizzarsi il sogno di un’attività stabile, capace di dare continuità e realizzazione a persone solitamente emarginate: la dimostrazione che l’handicap non è di per sé un ostacolo insormontabile, anzi si può trasformare in  occasione  di originalità e competenze e che il lavoro, in quanto diritto, non dovrebbe essere negato a nessuno.

Quattro persone con disabilità lavorano attivamente in cucina, hanno organizzato dei turni, hanno imparato a preparare i piatti con gli chef: insieme propongono quotidianamente una buona, classica cucina romana. Altri nove, poi, con tre camerieri, a turno, animano le due sale del locale, servono e spiegano i piatti, presentano la carta dei vini e consigliano i clienti, con competenza e simpatia, soddisfatti del lavoro  e del  buon andamento del locale. Un gruppo di amici della Comunità di Sant’Egidio, infine, aiuta volontariamente nella gestione del locale.
I vini che compongono la carta della “Trattoria degli Amici” e alcuni dei prodotti e materie prime della cucina, oltre al caffè, aderiscono al progetto della Comunità di Sant’Egidio Wine & Food for Life, una raccolta fondi che coinvolge grandi e piccole realtà dell’enogastronomia italiana, per sostenere Dream, il programma di prevenzione, trattamento e cura dell’infezione da HIV e della malnutrizione nei Paesi dell’Africa a risorse limitate, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. 

E ancora, i quadri esposti alle pareti sono realizzati da artisti con disabilità dei laboratori sperimentali della Comunità di Sant’Egidio, tutte opere (oli, acquerelli, tempere e tele a tecnica mista) attraverso le quali emerge un mondo di sentimenti, pensieri, capacità e aspirazioni, altrimenti imprigionato da problemi fisici e da difficoltà espressive talvolta molto serie
Tutti gli utili della “Trattoria degli Amici”, infine, oltre che alimentare un sistema di lavoro solidale ed etico, sono completamente finalizzati all’autofinanziamento dell’attività stessa.

Segnalata nelle migliori guide locali e nazionali («Gambero Rosso», «la Repubblica» e altre), la “Trattoria degli Amici” è stata “Ristorante dell’Anno nel 2002” per il sito Ristorantidiroma.it. Ha vinto inoltre, nel 2008, il Premio “Flavio Cocanari”, indetto dalla CISL, come migliore esempio di inserimento lavorativo.
Oggi sono due anni che una società di consulenza, esperta nella ristorazione, la Laurenzi Consulting, aiuta i volontari della Comunità di Sant’Egidio nella gestione del locale. Insieme si è cercato di creare un modo di lavorare più organico, iniziando dall’ottimizzazione dei costi, delle forniture e del personale. Valorizzando quindi i punti di forza, cercando di potenziare i punti deboli e dialogando con il disagio e le “abilità” degli “Amici”, il lavoro è stato ripensato e l’azienda si presenta oggi… nonostante l’handicap, in ottima salute. Il locale ha raddoppiato infatti l’offerta, aprendo anche a pranzo e raggiungendo l’obiettivo primario di inserire nuove persone con disabilità nello staff

Da segnalare anche come – in questo 2009 – con il contributo e in collaborazione con la Birra Peroni, la “Trattoria de Gli Amici” abbia tenuto il secondo corso di formazione professionale (commis di cucina e di sala) per disabili. Per sei mesi quindici docenti (specialisti, chef, professori) hanno dato vita a un corso per diciotto persone che ha messo le basi di una prima fase formativa nel settore della ristorazione. I corsisti  hanno seguito lezioni di igiene, sicurezza, storia del lavoro, inglese di base  e preparazione della sala. Hanno fatto pratica nelle cucine e debuttato in sala e hanno seguito, in visite agli stabilimenti, le fasi produttive di caffè, birra e altri prodotti enogastronomici.
 
Esiste insomma, nelle persone con disabilità, un’intelligenza del cuore che si coglie quando si ha la pazienza di ascoltare e guardare. Insegnare loro una professione ha inevitabilmente insegnato a tutti i partecipanti al progetto un nuovo modo di approcciare la formazione e un modo di lavorare non competitivo, ma di collaborazione e di aiuto. «Insieme – come è scritto sul menu della Trattoria – perché le cose migliori si fanno in amicizia».
All’impegno e alla fatica, poi, si sono aggiunti il divertimento e la gioia per i risultati raggiunti e per il successo e l’apprezzamento che l’attività ha riscosso. 
La tavola rotonda del 12 giugno in Campidoglio vuole essere la presentazione del lavoro della “Trattoria degli Amici”, l’occasione per ripercorrere otto anni di esperienza, solidarietà e impegno e il rilancio di nuovi progetti e sviluppi. Non ultimo quello di proporre ai ristoratori non solo romani la possibilità di coinvolgere in stage eo di inserire nel proprio staff persone con disabilità, partecipando a un importante programma di formazione, sostegno e reale integrazione dei disabili stessi nella nostra società.

Per ulteriori informazioni: Gli Amici – Comunità di Sant’Egidio, tel. 349 1081677, gliamici@santegidio.org.
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