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Anch’io posso comunicare

Genitori con una bimba tenuta a manoSi terrà a Lanciano (Chieti), sabato 20 giugno (Palazzo degli Studi, ore 9) il convegno regionale denominato Anch’io posso comunicare, evento dedicato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa* (CAA), a conclusione di un progetto formativo in favore di operatori e familiari di persone con disabilità verbale.

Promosso e organizzato dall’AIAS di Lanciano (Associazione Italiana Assistenza Spastici), in collaborazione con il Comune della città abruzzese e finanziato dall’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, il convegno rappresenterà un momento di riflessione sulle opportunità e le tecniche terapeutiche da proporre a persone che – per la loro condizione di disabilità motoria non possono comunicare mediante il linguaggio verbale. Un progetto, quindi, che si auspica possa “decollare”, per proporlo alle famiglie, alle scuole, ai centri di riabilitazione e a chiunque sia interessato.
«Questa iniziativa – spiega Cinzia Di Sebastiano, presidentessa dell’AIAS di Lanciano – nasce da un’esigenza concreta verificata direttamente sul territorio. Sappiamo perfettamente che la comunicazione fra le persone, pur non essendo tangibile, è una cosa concreta e molto importante nella nostra quotidianità. Grazie alla comunicazione, infatti (non solo ed esclusivamente verbale), gli esseri umani possono interagire tra loro e prendere parte a pieno titolo e attivamente alla società. In assenza di linguaggio verbale, oggi, grazie alle tecniche sviluppate con la Comunicazione Aumentativa Alternativa, si ha l’opportunità di offrire anche alle persone che non possono utilizzare la parola, di esternare o comunicare i propri bisogni, necessità, pensieri e sentimenti».

In Italia la Comunicazione Aumentativa Alternativa sta conoscendo buoni sviluppi negli anni più recenti, grazie all’intervento di professionisti come la psicologa Maria Luisa Gava, che lavora nel campo della disabilità dal 1972. Sarà proprio lei a illustrare a Lanciano la propria lunga esperienza professionale.
«Il nostro scopo – dichiara ancora Di Sebastiano – è far conoscere che anche in una situazione di grave disabilità comunicativa si può uscire dal silenzio. Non a caso abbiamo scelto per il dépliant presentativo del convegno una frase che non necessita di commenti, ovvero: “Anche se non parlo non è detto che non abbia nulla da dire, anzi. Mettemi in condizione di potermi esprimere e farò meraviglie…». (S.B.) 

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)

*Tecnica nata in America agli inizi degli anni Settanta, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) sottende tutte quelle modalità volte a facilitare e/o migliorare questo aspetto specifico nelle persone che hanno difficoltà ad utilizzare gli abituali canali, quali la scrittura o il linguaggio, andando quindi a compensare una disabilità temporanea o permanente in coloro che manifestano in questo senso bisogni più complessi. La CAA utilizza tutte le competenze comunicative di una persona, includendo vocalizzazioni o linguaggio verbale residuo, gesti, segni, comunicazione con ausili e tecnologia avanzata.
Le indicazioni all’intervento – che includono patologie motorie, autismo, ritardo mentale, sindromi genetiche, disfasia grave, malattie progressive e altro ancora – sono in costante aumento e questo ha determinato negli ultimi anni anche un notevole incremento dell’interesse degli esperti verso questo approccio.
Per approfondimenti si può anche consultare il sito di ISAAC Italy, la Sezione Italiana della Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, raggiungibile cliccando qui.

Per ulteriori informazioni sul convegno del 20 giugno: cinziadisebastiano@inwind.it.