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Come risolvere i problemi del welfare e degli operatori sociali in Italia

Ilo logo dedicato all'inchiesta sugli operatori socialiCome abbiamo riferito nei giorni scorsi – dopo la presentazione ufficiale avvenuta a Roma (se ne legga cliccando qui) – l’inchiesta sul lavoro sociale denominata Voci e volti del welfare invisibile ha coinvolto oltre 2.700 operatori sociali sia del Terzo Settore (85% del campione), sia di quello pubblico, in tutta Italia.

L’indagine – lanciata da un Comitato Promotore di cui in calce riportiamo l’elenco dei componenti – ha confermato da una parte le difficoltà vissute dagli operatori rispetto alla propria situazione lavorativa – dai bassi salari ai contratti precari – ma anche la grande motivazione che continua ad animare il loro lavoro, così come la soddisfazione rispetto alla propria organizzazione. Infatti, il principale responabile dei problemi relativi alla condizione lavorativa è individuato nelle amministrazioni pubbliche e solo in parte nel Terzo Settore.
Emerge poi il forte desiderio di partecipazione degli operatori alla vita delle organizzazioni e alla definizione delle scelte strategiche in merito ai servizi erogati, richiesta che deve riguardare pure gli utenti e che è rivolta anche agli Enti Locali cui si chiede di coprogettare le politiche.

Come spiega Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che fa parte del Comitato Promotore, «l’indagine ha permesso anche di rilevare il punto di vista degli operatori rispetto alla situazione del welfare italiano. Innanzitutto è considerata negativa, quasi da tutti, l’ipotesi di introdurre logiche di mercato nel campo dei servizi alla persona. Tra i cambiamenti necessari spiccano invece l’adeguamento della spesa sociale alla media europea, l’integrazione dei servizi sociali, sanitari ed educativi (ritenuta troppo scarsa) e la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIVEAS)».
«In definitiva – conclude Barbieri – gli operatori sociali si presentano come una risorsa determinante del sistema dei servizi sociali, motivati, pronti a investire nel proprio lavoro, attenti alle esigenze degli utenti e alle necessità del sistema dei servizi, anche se il quadro generale in cui si trovano ad agire appare sempre più instabile, a causa dei tagli di bilancio e di una crisi economica che scarica i suoi effetti sulle fasce più deboli della popolazione, compresi gli operatori e gli utenti».

Di tutto ciò e altro ancora si parlerà a lungo mercoledì 1° luglio a Roma (Città dell’Altra Economia, Largo Dino Frisullo – Testaccio, ore 9.30-13), durante l’Assemblea Nazionale con operatori e operatrici sociali, riguardante appunto i risultati dell’inchiesta, appuntamento promosso dal CNCA (Coordinamento Nazionale Centri di Accoglienza), da Libera-Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, dal Partito della Rifondazione Comunista e dalla FISH.
L’incontro costituirà un prezioso momento di incontro e scambio, sede utile a mettere a disposizione degli addetti ai lavori una rilevante quantità di dati, ma anche per definire le proposte politiche più urgenti da avanzare alle Istituzioni.
Dapprima, dunque, due ricercatori che hanno curato l’indagine ne presenteranno le caratteristiche, mentre successivamente sono previsti alcuni brevi interventi da parte degli esponenti della politica e del Terzo Settore che hanno promosso l’iniziativa, per poi lasciare ampio spazio agli interventi degli operatori. (S.B.)

Il Comitato Promotore dell’Inchiesta sul Lavoro Sociale Voci e volti del welfare invisibile è composto da:

– Lucio Babolin, presidente nazionale del CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza)
– Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)
– Simone Casadei, ricercatore di Scienze Sociali dell’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori)
– Silvana Cesani, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Lodi
 Tonio Dall’Olio, vicepresidente di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie
Salvatore Esposito, responsabile del Dipartimento Welfare dell’IRES Campania (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali)
– Antonio Ferraro, responsabile nazionale delle Politiche Sociali del Partito della Rifondazione Comunista
 Sergio Giovagnoli, responsabile del Welfare e dei Diritti Sociali dell’ARCI
– Roberto Latella, presidente di Città Visibile – Associazione di Imprese Sociali
– Vittorio Mantelli del Dipartimento Nazionale Area Lavoro del Partito della Rifondazione Comunista
– Giulio Marcon, coordinatore della Campagna Sbilanciamoci!
– Andrea Morniroli del Comitato di Direzione della Cooperativa Sociale Dedalus di Napoli, già consulente del Ministero della Solidarietà Sociale
– Giacomo Smarrazzo di Legacoopsociali Campania
– Damiano Stufara, assessore regionale dell’Umbria alle Politiche Sociali e all’Immigrazione

Per ulteriori informazioni: Antonio Ferraro, tel. 334 6883165, antonio.ferraro@rifondazione.it – Mariano Bottaccio, tel. 329 2928070, ufficio.stampa@cnca.it.