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L’Italia fanalino di coda in Europa per l’assistenza agli anziani

Uomo anziano in carrozzina, insieme a donna anziana dietro di luiSono anziani soli di oltre 75 anni, soprattutto donne, vivono nel Nord Italia, non sono seguiti dai servizi sociali e non possono permettersi la badante. Esprimono bisogni di compagnia, socialità, necessità di spostarsi nel territorio, aiuti a domicilio. Questo l’identikit degli utenti che contattano il Filo d’Argento, il servizio di telefonia sociale dell’Associazione Auser, che ha presentato in una conferenza stampa a Roma i dati del suo Secondo Rapporto Nazionale.
Si tratta di un universo di cittadini “seminascosti” più fragili e in forte crescita rispetto al passato. Nove su dieci, al momento del contatto con il Filo d’Argento, non beneficiano di alcuna assistenza, né pubblica né privata e sono inoltre caratterizzati da un certo isolamento relazionale.

Filo d’Argento Auser assicura interventi di assistenza a un numero crescente di anziani soli e poveri, tagliati fuori dal sistema dei servizi sociali, sempre più caratterizzato, quest’ultimo, da carenza di risorse pubbliche e dalla progressiva riduzione del numero dei presidi territoriali. «Siamo la voce degli anziani – sottolinea Michele Mangano, presidente nazionale dell’Auser – e cerchiamo con la forza del nostro volontariato di dare una risposta ai bisogni. Il disagio cresce ogni anno e non si intravedono politiche adeguate e programmate di risposta da parte del Governo, se non interventi estemporanei. Siamo fanalino di coda in Europa per l’assistenza agli anziani ed è un triste primato. A questo quadro poco edificante si aggiunge poi la carenza di risorse con cui devono fare i conti gli Enti Locali che sono stati costretti a ridurre i servizi».

I volontari del Filo d’Argento Auser (circa 40.000 in tutta Italia) hanno realizzato nel 2008 un milione e 300.000 interventi di aiuto (nel solo Nord Ovest oltre 689.000), a favore di 374.000 anziani in difficoltà. Le persone assistite sono soprattutto donne (quasi il 70%), con un’età media superiore ai 65 anni. In generale il 60% degli utenti – concentrati per il 77% nel Nord del Paese – ha più di 75 anni, il 15% più di 84.
L’intervento di Filo d’Argento presenta caratteristiche di continuità soprattutto al Nord, dove ogni persona che accede al servizio può contare mediamente nell’anno su un numero di interventi  molto più alto di quelli erogati nelle altre zone d’Italia. In generale il rapporto tra utente e numero di servizi erogati risulta di 1 a 15, un valore molto più elevato rispetto al 2007 (era di 1 a 8).
Fra tutti gli interventi il trasporto sociale per visite, controlli medici o per altri motivi fa la parte del leone con il 56,4%, segno della presenza di un problema mai risolto di mobilità e accesso ai servizi socio-sanitari. Seguono la compagnia a domicilio e telefonica (13,1%), la consegna dei pasti, della spesa e dei farmaci (17,5%) e piccoli aiuti a domicilio (4,6%), mentre la richiesta di informazioni su possibilità di svago, servizi e altro raggiunge l’8,5% del totale.
In particolare la richiesta di aiuto nei trasporti è ormai un fenomeno in forte crescita, collegato non solo alla necessità, da parte degli anziani, di raggiungere uffici pubblici e presidi ospedalieri e ambulatoriali, ma anche al desiderio di spostarsi nel territorio per svolgere attività sociali e sbrigare in modo autonomo pratiche d’ufficio.
Filo d’Argento sembra dunque intercettare sempre più la domanda sociale dei “grandi anziani” e in modo particolare di quelli più vulnerabili che vivono in difficili condizioni fisiche e igieniche, in uno stato di isolamento sociale e a basso reddito. Cosa chiedono gli over 85? Piccoli interventi domestici, assistenza al momento del ricovero e delle dimissioni da ospedale, inerenti la sicurezza, l’accompagnamento e i trasporti.

Per quanto riguarda infine le Regioni del Sud, anche in ragione della prevalenza di “vecchi” modelli culturali, la quasi totalità degli utenti di Filo d’Argento è costituita da donne. Si amplia invece la quota di utenza in età non anziana, con particolare riferimento alle persone con disabilità (trasporti sociali, domiciliarità ecc.). Ciò conferma che nel Mezzogiorno i servizi territoriali faticano a coprire la domanda espressa da questa fascia di popolazione. (Giusy Colmo)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione dell’Auser, tel. 06 84407725, ufficiostampa@auser.it.