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Ma non potete anche leggere la patologia?

«Anche Silvia è stata chiamata a “mostrarsi”. Ma mostrare cosa? Che la sua sindrome di Down non è miracolosamente svanita e che è la stessa da 26 anni a questa parte?». Convocata insieme alla figlia per accertamenti dalla Commissione dell’INPS di Padova, la mamma di Silvia è indignata. «Per pescare i falsi invalidi si sorteggiano dei nominativi a caso, solo che ovviamente, trattandosi di invalidi al 100%, nonostante lo Stato pensi sempre che vogliamo “rubare”, è molto probabile che ci sia un’alta percentuale di invalidi veri. E per loro è un’umiliazione. Insieme a noi c’erano altri due ragazzi in carrozzina con una disabilità talmente importante che mi sono vergognata per i medici della Commissione. Qualche anno fa ci avevano detto che sugli invalidi con patologie di tipo genetico non avrebbero più fatto controlli e adesso? Ci rispondono: “Ci dispiace, ma è uscito il nome di sua figlia. Sa, è per controllare”. Ma come è possibile? Quando cliccate un tasto e vi appare un nominativo, non potete anche leggere la patologia?».

Un giovane con sindrome di Down al lavoro in una serra«In questi ultimi anni – continua la mamma di Silvia – mi sono affidata ai progetti di autonomia dell’Associazione DADI (Down, Autismo e Disabilità Intellettiva) e Silvia si è molto più aperta alla vita, sono fiera di quello che è diventata e seppur con tante rinunce ed economie, mi sono sempre pagata le spese per il suo benessere e la sua dignità. Ciò che invece indigna è pensare che per rivendicare il diritto ad avere una vita quotidiana rispettosa, dobbiamo sempre umiliarci e chiedere, andare a fare manifestazioni. Alla mia età devo ancora alzare in alto le braccia per sostenere striscioni di protesta nei centri del potere. Signor Ministro, che giustamente vuole “stanare” quelle persone “schifose” che rubano a chi ne ha realmente bisogno, lo sa che anche tra i suoi dirigenti c’è chi sta sprecando su controlli che fanno ridere gli stessi controllori pagati per farli?».

Arrabbiata è anche la mamma di Davide, che ha ballato nel musical Grease ed è intervenuto più volte al Maurizio Costanzo Show. «E pensare a tutto quello che ho già passato – racconta – ma non perché Davide è Down, bensì a causa di medici che mi hanno fatto prendere farmaci dannosi. Davide è quello al quale avevano predetto una “vita da larva”: è nato infatti con una gravissima malformazione all’intestino dovuta all’assunzione di un medicinale che si dava negli anni Settanta alle donne incinta come ottimo antinausea. Peccato che siano nati parecchi bimbi o con gli arti inferiori e superiori non sviluppati o come Davide con parti di organi importanti mancanti. A lui è andata bene, i chirurghi, infatti, hanno in parte ricostruito e arginato il danno, ma dopo trentaquattro anni devo ora far passare ancora questa umiliazione a mio figlio?».

*Presidente dell’Associazione DADI (Down, Autismo e Disabilità Intellettiva).