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Dentro la disabilità: «Basta guardare il cielo»*

La locandina di «Basta guardare il cielo»Basta guardare il cielo (The Mighty) del regista inglese Peter Chelsom (altri suoi titoli noti: Il commediante, Serendipity, Shall We Dance?) è un film del 1998 di sicura presa emotiva che riesce ad affrontare con i toni della fiaba (seppur melodrammatica) il tema della disabilità.

Il piccolo Kevin (Kieran Culkin) è costretto a convivere con una grave malattia degenerativa, la sindrome di Morquio**. Nonostante sia un “genietto” a scuola e nonostante l’amore libero di una famiglia molto disinvolta, incontra nel robusto Maxwell (Elden Henson), vicino di casa e compagno di scuola, un amico che riesce a “donargli” un paio di gambe e sulle cui spalle può immaginare di essere uno dei suoi miti letterari: un Cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù.

Prodotto da Sharon Stone – che si ritaglia il ruolo della madre – il film è originale e sensibile nell’affrontare con toni favolistici (ma non distanti dalla realtà) la tematica della disabilità. Infatti, Peter Chelsom (che poi si sarebbe inserito nel contesto hollywoodiano, adattandosi a film più commerciali) tratta con disivoltura il tema, evitando di essere edificante o melenso, all’insegna di una vitalità fatta di pennellate divertenti e solari. Ne esce una storia coinvolgente, interpretata “da urlo” dai due giovani interpreti, in cui la forza dell’amicizia e dell’immaginazione aiutano il ragazzo con disabilità ad essere più forte di chi lo accompagna verso gli ultimi giorni della sua vita.

*Testo apparso nel n. 166 di «DM», giornale nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e qui ripreso per gentile concessione.
**Vale a dire la mucopolisaccaridosi di tipo IV. Su tale patologia e sulle altre forme di mucopolisaccaridosi, si può leggere nel nostro sito una scheda cliccando
qui.

In questa rubrica abbiamo già parlato di:
– Go Now
di Michael Winterbottom (testo disponibile cliccando qui).