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Si prova a superare quella possibile discriminazione nel lavoro

Donna in carrozzina al lavoro in un ufficio«Il comma 7 dell’articolo 17 della Legge 102/99 rischia di porre un ulteriore colpo al difficile percorso di inclusione sociale delle persone con disabilità. Infatti, il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, esteso anche alle liste speciali, viene interpretato da diverse Amministrazioni come comprendente anche le persone con disabilità e le relative disposizioni della Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.]».
Si rivolge così Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a Carlo Vizzini, presidente della Prima Commissione Permanente Affari Costituzionali del Senato, in una lettera ove torna su una questione già sottolineata con forza nei giorni scorsi anche da queste colonne (si legga ad esempio il testo intitolato Con buona pace dell’inclusione sociale, disponibile cliccando qui).
«La FISH – conclude Barbieri – e le associazioni ad essa aderenti sono molto preoccupate per la situazione che si sta creando e Le chiedono un urgente incontro, affinché si possa porre in essere un dispositivo chiarificatore».

Qualche novità successivamente c’è stata. Avevamo infatti già riferito dell’emendamento che alcuni esponenti del Partito Democratico avevano intenzione di presentare, per cercare di risolvere il problema (se ne legga cliccando qui). Oggi registriamo l’approvazione al Senato non dell’emendamento citato, ma di un ordine del giorno (il cui testo si può leggere integralmente cliccando qui) «che impegna il Governo – come riferisce la senatrice Rita Ghedini – ad intervenire con circolare interpretativa o, se considerata insufficiente dagli Enti, con provvedimento normativo da inserire in Finanziaria, per risolvere la questione delle assunzioni dei disabili nella Pubblica Amministrazione».

La situazione, dunque, resta fluida e come tale la seguiremo con attenzione, condividendo per il momento la preoccupazione espressa dalla FISH e auspicando che il percorso intrapreso porti a superare questo nuovo e ulteriore rischio di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. (S.B.)