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Da troppi anni viviamo in piena crisi dei Diritti Umani

Uomo in carrozzina con espressione puntigliosaPochi anni fa l’Europa indicò il 3 dicembre come “Giornata della Persona con Disabilità”, iniziativa avviata in primo luogo per sensibilizzare le varie Istituzioni nazionali sui problemi nostri e delle nostre famiglie. Nella sua prima edizione italiana, l’associazionismo riuscì a dialogare con il Governo, ad elaborare, a proporre, a imporre. E tuttavia, negli anni successivi la situazione cambiò – sia quella politica che quella più generale – per cui “girammo a vuoto” nel tentativo di far capire, cambiare, risolvere.
Poi arrivò l’ONU, con una Convenzione che precisa ed evidenzia i diritti umani, sociali, civili e politici delle persone con disabilità. E il dato innovato è che tale Convenzione è stata elaborata e imposta al dibattito generale dall’associazionismo mondiale, dal Global Disability, e fra tutti dalla FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, tramite persone come Pietro Barbieri e Giampiero Griffo, che qui e non solo dobbiamo una volta in più ringraziare per l’impegno e l‘intelligente capacità avuta.

Ed è proprio perché la Convenzione non mira solo a sensibilizzare, bensì a realizzare tali diritti e la nostra inclusione sociale – da ottenersi principalmente con la nostra attività di Federazione alimentata dalle singole associazioni – che propongo alla stessa FISH di proclamare il 13 dicembre come “Giornata annuale di rilancio della battaglia per la liberazione dall’handicap“, proposta che dovrebbe essere estesa anche al FID (Forum Italiano sulla Disabilità), di cui la FISH è componente [sulla nascita del FID, nell’estate del 2008, si legga in questo sito il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.].
Non si tratta di un mero cambio di data, bensì di un appuntamento annuale per valutare la situazione e dare ulteriore slancio unitario alla nostra grande battaglia di libertà. Le Istituzioni rimandano tutti gli impegni presi, asserendo che di ciò va imputata l‘attuale crisi economica: sono convinto, invece, che da troppi anni viviamo in piena crisi dei Diritti Umani, per noi, per tutti gli emarginati, per l’intera collettività tranne gli “aguzzini”. Sono i Diritti a dover indirizzare l’economia e non già il contrario.
Noi abbiamo bisogno di una profonda e globale riflessione politica, dalla quale far sgorgare un’adeguata partecipazione di tutti gli aderenti alla FISH e conseguentemente una sua specifica e mirata riorganizzazione. Spero che se ne prepari il percorso e che il prossimo 13 dicembre possa segnare un punto di ulteriore e compatta spinta e non di una mera celebrazione senza troppa convinzione.

*Presidente Lega Arcobaleno.