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L’intervento precoce e lo sviluppo della comunicazione nell’autismo

I disturbi dello spettro autistico colpiscono sei bambini su mille, rappresentando quindi un disturbo abbastanza comune nell’infanzia. I dati più recenti della ricerca nel campo dei “neuroni-specchio” suggeriscono che nell’autismo una serie di alterazioni nelle connessioni nervose fra alcune parti del cervello comprometterebbe i complessi meccanismi sottostanti alle funzioni imitative che – secondo le attuali evidenze scientifiche – vengono considerate elementi cruciali per lo sviluppo dell’interazione sociale, della comunicazione e delle capacità cognitive.
La psicologa dello sviluppo e ricercatrice Sally J. Rogers, che condurrà l'incontro del 7 ottobre a PratoL’identificazione e la predisposizione di programmi intensivi precoci in età prescolare portano ad esiti evolutivi più favorevoli per molti bambini con autismo. Tra questi programmi, si segnala il modello Early Start Denver Model (ESDM), programma di intervento destinato appunto al bambino con autismo in età prescolare, rivolto allo stesso nella sua globalità e realizzato in collaborazione con i genitori, utilizzando una serie di strategie di insegnamento, di orientamento comportamentale ed evolutivo, integrate in un approccio basato sulla relazione, in una cornice affettivamente positiva.
In sostanza, il modello ESDM si indirizza principalmente allo sviluppo di competenze di comunicazione e di interazione sociale reciproca, proponendosi di sviluppare poi – sulle competenze costruite in queste aree – altre competenze in aree diverse dello sviluppo. L’insegnamento della comunicazione è un obiettivo fondamentale di tale intervento: la comunicazione, infatti, è un fattore prognostico essenziale, in termini di impatto sulla vita sociale e familiare, sugli apprendimenti scolastici e sullo sviluppo di abilità funzionali alla vita adulta.

Con l’evento formativo che si terrà mercoledì 7 ottobre a Prato (Sala Pellegrinaio Novo, Piazza Ospedale, 1, ore 9-18), a cura della locale Fondazione Opera Santa Rita ONLUS – in collaborazione con Autismo Italia ONLUS e con il MIND Institute (Medical Investigation of Neurodevelopmental Disorders) dell’Università della California a Davis – si vogliono passare in rassegna le evidenze empiriche disponibili sul tema e fornire indicazioni specifiche per il trattamento precoce con il modello ESDM.
A condurre la giornata sarà una “protagonista in prima persona” di quanto si andrà a esporre, vale a dire Sally J. Rogers, psicologa dello sviluppo, ordinario di Psichiatria e Scienze Comportamentali presso il citato MIND Institute, esperta ricercatrice nel campo dell’autismo e degli altri disturbi dello sviluppo, oltre che impegnata nell’attività clinica, rivolgendosi in particolare al trattamento precoce dei bambini con autismo e delle famiglie.
Gli studi condotti da Sally J. Rogers vertono in particolare sullo sviluppo sociale, cognitivo ed emotivo precoce, su quello delle abilità motorie, della comunicazione, del linguaggio e dell’imitazione e sull’efficacia dei trattamenti per l’autismo. Le sue aree di interesse in ambito clinico includono la diagnosi e l’intervento precoce nei disturbi dello spettro autistico, e la valutazione del funzionamento cognitivo, comportamentale, sociale ed emotivo. Numerose sono le sue pubblicazioni, tra cui anche materiali audiovisivi didattici sullo sviluppo infantile. Partecipa inoltre al comitato di redazione di varie riviste scientifiche, fra cui il «Journal of Autism and Developmental Disorders». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Segreteria organizzativa, c/o Fondazione Opera Santa Rita ONLUS, tel. 0574 21245, info@operasantarita.it