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Il Terzo Settore non può perdere il cinque per mille!

Dito puntato in primo piano, sullo sfondo faccia sfuocata«Grave preoccupazione» è stata espressa da Andrea Olivero, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, dopo la bocciatura nei giorni scorsi, da parte della maggioranza parlamentare, dell’emendamento presentato in Commissione al Senato per reinserire il cinque per mille per l’anno 2010. «Non solo non si è mantenuto l’impegno di stabilizzare il cinque per mille – ha dichiarato Olivero – ma oggi si cancella lo stesso strumento di sussidiarietà fiscale, ciò che provoca il forte disagio di decine di migliaia di organizzazioni sociali italiane tradite dallo Stato a fronte del loro impegno generoso nei confronti della collettività».
«Come si può andare avanti così – continua il portavoce del Forum – senza poter programmare né stabilizzare i propri progetti? Forse il Legislatore non sa che proprio in questi tempi di crisi le nostre organizzazioni hanno moltiplicato le iniziative e sono in prima fila per la tenuta sociale del Paese? La sussidiarietà non é elemosina, ma qualcuno sembra non averlo ancora capito».

Duro anche il commento di Flavio Bertoglio, presidente dell’AIMPS (Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi e Malattie Affini), oltre che segretario generale della Consulta Nazionale delle Malattie Rare. «Quello di perdere il cinque per mille – ha dichiarato in una nota – è un rischio che il mondo del non-profit non può assolutamente permettersi di correre e ci sono buoni motivi per affermarlo. Primo fra tutti la mancanza di una valida alternativa, di una risorsa che il mondo della politica in primis continua a non offrire al Terzo Settore. Esiste forse una vera e solida cultura che favorisca e spinga il donatore a metter mano al portafogli senza esitazione (parlo di soggetti singoli quanto di aziende e via discorrendo?) No! E di contrasto cosa si fa? Ci si permette di far vacillare, e nelle peggiori delle ipotesi di annientare, una risorsa di sussidarietà fiscale che ha invece contribuito a sostenere la dignità di molte associazioni votate alla ricerca, all’assistenza, al supporto delle fasce più deboli della società altrimenti lasciate in balia delle proprie criticità».
«Nel nostro caso – continua Bertoglio – parlo della penuria di attenzione che gravita intorno al mondo dei Malati Rari, ma è solo un esempio. Eppure il Terzo Settore è una risorsa di professionalità, competenza ed esperienza che non va dissipata, anzi incentivata, proprio per sopperire al vuoto lasciato del settore pubblico, che in molte circostanze si è mostrato per quello che è: insufficiente». « L’auspicio – conclude il presidente dell’AIMPS – è che si tratti di un imbarazzante scivolone, di una trovata di cattivo gusto e che l’allarme alzatosi nel mondo del non-profit sia destinato a rientrare senza gravi conseguenze per quella parte di sociale che trova nel mondo dell’associazionismo l’unico vero interlocutore».

«Il cinque per mille – ha sottolineato infine Michele Mangano, presidente nazionale dell’Auser, la principale associazione italiana impegnata sul fronte della terza età – è un istituto di democrazia fiscale e non un’elargizione del ministro Tremonti. Il voto dei giorni scorsi in Commissione al Senato cancella di fatto questo istituto dal panorama giuridico italiano e impedisce la raccolta delle scelte per il 2010. L’omissione della casella del cinque per mille sul Modello Unico 2010 non era dunque casuale, ma un pericoloso campanello d’allarme».
«A questo punto – ha aggiunto Mangano – il Governo e il ministro Sacconi, che nel suo Libro Bianco aveva esaltato il ruolo del Terzo Settore e annunciato la nuova stagione costituente, ci devono spiegare che tipo di confronto intendono sviluppare con il Terzo Settore e come pensano di sostenere l’impegno. Il Ministro, in particolare, che aveva assicurato la stabilizzazione dell’istituto, deve farci capire quello che invece sta accadendo. Riterremmo opportuno, dunque, che il Forum Nazionale del Terzo Settore mettesse in atto una pubblica manifestazione di protesta contro quanto accaduto»

Per il momento proprio al ministro del Welfare Maurizio Sacconi Il Forum del Terzo Settore ha deciso di chiedere un incontro, per esprimere le proprie preoccupazioni e chiedere al Governo un immediato gesto di responsabilità. (S.B.)