Interventi domiciliari e assistenza autogestita: quella petizione ha funzionato

Nell’ottobre del 2008 decine di associazioni, cooperative e altre organizzazioni delle Marche presentarono alla Regione una petizione per chiedere maggiori finanziamenti riguardanti la domiciliarità (aiuto alla persona e assistenza educativa) e il potenziamento della vita indipendente tramite l’assistenza personale autogestita. Oggi una Delibera approvata dalla Regione stessa sembra proprio marciare in quella direzione, a conferma che un lavoro puntuale sugli obiettivi e trasversale alle organizzazioni – pur lungo e faticoso – alla fine produce però i suoi effetti

Donna con disabilità in casa con assistente domiciliareLa petizione promossa nell’ottobre del 2008 dal Comitato Associazioni Tutela (CAT) delle Marche e sottoscritta da quarantacinque organizzazioni [il nostro sito se n’era a suo tempo occupato con l’articolo disponibile cliccando qui. Il testo integrale della petizione è in calce al presente articolo, N.d.R.] ha dato finalmente i suoi risultati. Infatti, con la Delibera n. 1765 del 2 novembre 2009, la Regione Marche ha stanziato una cifra aggiuntiva per l’anno 2009 a sostegno della domiciliarità pari a 1.750.000 euro da destinare agli Ambiti Territoriali Sociali, al fine di «mantenere, incrementare, ottimizzare» gli interventi domiciliari extrascolastici (educativi e di aiuto alla persona) e scolastici (educativi).

La petizione – vale la pena ricordarlo – chiedeva  il potenziamento dei servizi domiciliari (educativi e di aiuto alla persona), ivi compresa l’assistenza personale autogestita (vita indipendente), intervento avviato in via sperimentale nel 2008. Dunque la Regione ha accolto le prime due richieste, aggiungendo il vincolo del finanziamento anche all’assistenza educativa scolastica e non destinando invece un ulteriore finanziamento vincolato per la vita indipendente. La Regione stessa si è per altro impegnata alla fine del biennio di  sperimentazione – aprile 2010 – a integrare il fondo della vita indipendente, così da poter ampliare la platea dei beneficiari. Bisognerà dunque porre attenzione a che il proponimento diventi impegno effettivo.
Ora si tratta di verificare come negli Ambiti Territoriali Sociali verrà tradotto il «mantenere, incrementare, ottimizzare» gli interventi. Di estrema importanza, quindi, dovrà essere il monitoraggio degli interventi, per evitare che si possano verificare situazioni nelle quali il fondo che verrà incamerato si traduca in un trasferimento ai Comuni senza effettivi benefìci agli utenti (tenendo conto che in alcuni territori nel 2009 si sono avuti tagli negli interventi domiciliari).

Detto questo, non si può che rimarcare ancora una volta come il lavoro puntuale sugli obiettivi (trasversale alle organizzazioni), ancorché lungo e faticoso, produca i suoi effetti. In una stagione di grande difficoltà economica, la petizione ha ottenuto un consistente finanziamento mirato a sostegno degli interventi domiciliari, che non trovano nella programmazione regionale attuale un adeguato supporto finaniario. Il risultato ottenuto si traduce in un importante insegnamento sia per l’oggi che per il domani: analisi della situazione, chiarezza degli obiettivi, tenacia nel perseguirli, alleanza tra diversi soggetti, possono produrre risultati incoraggianti per le persone e le organizzazioni che si sforzano di rappresentarne le esigenze.

*Comitato Associazioni Tutela delle Marche. Di esso fanno parte oggi: AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) Ascoli Piceno; AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) Regionale; Alzheimer Marche; ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali) Jesi; ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazione hAndicappati Trasporti) Marche; ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Marche; Associazione Free Woman; Associazione Il Mosaico Moie di Maiolati (Ancona); Associazione La Crisalide; Associazione Libera Mente; Centro H; Gruppo Solidarietà; Tribunale della Salute Ancona; UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Ancona; UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale) Marche. 

Il testo dell’appello presentato nell’ottobre del 2008

Ancona, 20 ottobre 2008
Al Presidente della Giunta Regionale
All’Assessore Regionale ai Servizi Sociali

Oggetto: Interventi e servizi domiciliari rivolti a persone con grave disabilità. Un appello alla Giunta Regionale per l’aumento del finanziamento regionale

Le sottoscritte organizzazioni chiedono alla Regione Marche di aumentare a partire dall’anno 2008 il finanziamento destinato ai Comuni per:
– la realizzazione di interventi di sostegno alla domiciliarità (assistenza domestica/aiuto alla persona ed educativa) rivolta a soggetti con grave disabilita;
– il potenziamento della vita indipendente o assistenza personale autogestita.

Per i primi due interventi il contributo erogato ai Comuni attraverso il fondo della Legge Regionale 18/96 si assottiglia sempre di più, determinando di anno in anno riduzioni orarie o parziali attivazioni.

Come ben sapete, mentre per i Centri Diurni (CSER) o le Comunità (CoSER) gli enti hanno la certezza del finanziamento regionale, per questi interventi la quota di finanziamento varia di anno in anno e dipende dalla quota della Legge 18 rimasta a disposizione dopo il finanziamento degli interventi con contributo regionale certo. Ci si trova così che gli interventi di sostegno alla domiciliarità invece che venire sostenuti vengono progressivamente disincentivati.

Ciò appare inspiegabile se si considera che il sostegno alla domiciliarità viene indicato come una delle priorità delle politiche regionali di contrasto ai problemi della non autosufficienza.

Si deve poi aggiungere che, per gli anni 2007-2009, il “Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze” destina alle Marche una quota pari a circa 23 milioni di euro, fissando tra gli obiettivi prioritari da realizzare «l’attivazione o rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con riferimento prioritario alla domiciliarità, al fine di favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona non autosufficiente».

Per quanto riguarda la vita indipendente, la sperimentazione biennale (2008-2009) ha previsto un finanziamento limitatissimo che ha necessità di essere ampliato, così da permettere a più persone disabili con capacità di autogestione di poter usufruire di questo intervento.

Si viene pertanto a richiedere alla Giunta Regionale di aumentare il finanziamento destinato al sostegno di questi interventi, come peraltro sollecitato dalla V Commissione Consiliare in occasione del licenziamento dei criteri annuali riguardanti la Legge 18/96 (seduta del 31 luglio 2008).

Come più volte fatto notare, il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza è destinato a disabili e anziani non autosufficienti. Se la Giunta Regionale, come sembra, intende destinare l’intero ammontare della quota al finanziamento di interventi per gli anziani non autosufficienti (certamente necessari), deve trovare tra le proprie risorse una quota a sostegno dei servizi domiciliari per disabili gravi.

Per il Comitato
Fabio Ragaini

Oltre alle sopracitate organizzazioni che compongono il CAT, a firmare l’appello furono anche: Cooperativa Archimede; Cooperativa Labirinto di Pesaro; Associazione Paraplegici Marche; ANIEP di Ancona; ANFFAS di Ancona; ANTEAS di Serra de’ Conti; AVULSS di Ancona; AIAS di Pesaro-Urbino; Associazione La Meridiana di Ascoli Piceno; Associazione “Un tetto” di Senigallia; Cooperativa Grafica & Infoservice di Monte San Vito; Cooperativa Progetto Solidarietà di Senigallia; Consorzio Comunità Solidale di Fabriano; AIMA di Pesaro; Cooperativa Cogito di Capodarco di Fermo; Associazione Minimalia di Moie di Maiolati; Consorzio Solidarietà di Senigallia; Associazione Italiana Ciechi di Guerra di Ancona; Cooperativa Crescere di Fano; ANIEP di Ascoli Piceno; ANFFAS di Fano; Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia; Cooperativa IRS L’Aurora di Ancona; Fondazione G. Cardinaletti di Jesi; ANOSS di Ancona; AISLA di Fermo; Cooperativa Castelvecchio di Fabriano; UILDM di Pesaro; Centro Documentazione Handicap di Macerata; ANTEAS di Jesi; Unione Italiana dei Ciechi Marche; Cooperativa Il Girasole di Falconara Marittima.

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