La scuola con l’handicap

Si chiama così un libro recentemente uscito a cura di Davide Cervellin, che sarà uno dei moderatori del seminario dedicato all’integrazione scolastica, organizzato per l’11 novembre dal Centro Efesto di Loreggia (Padova) e dall’Istituto David Chiossone, nell’ambito di ABCD, il Salone Italiano dell’Educazione che si terrà presso la Fiera di Genova. Per l’occasione le stesse organizzazioni proporranno ai visitatori anche uno stand in cui provare “un percorso al buio”

La copertina del libro «La scuola con l'handicap», curato da Davide CervellinIn occasione della sesta edizione di ABCD, il Salone Italiano dell’Educazione previsto dall’11 al 13 novembre alla Fiera di Genova – luogo di confronto dove convergono e interagiscono gli operatori e i fruitori del “sistema educazione” attraverso incontri, iniziative e seminari dedicati ai temi di maggiore attualità del settore – si terrà anche, mercoledì 11 novembre (Padiglione B, Stand G8), un interessante seminario promosso dal Centro Efesto di Loreggia (Padova) e dall’Istituto David Chiossone di Genova, denominato Dalla scuola con l’handicap alla scuola per l’handicap.

Moderato da Davide Cervellin – curatore del volume di recente uscita intitolato La scuola con l’handicap (Venezia, Marsilio, 2009) e del quale pubblichiamo qui di seguito un provocatorio messaggio inviato al ministro dell’Istruzione, scritto proprio per presentare il seminario di Genova – e da Cristina Martinoli, responsabile scientifico dell’Istituto David Chiossone, l’incontro potrà contare sulla partecipazione di Fabiola Scarpetta, psicologa del Centro Efesto, Ida Collu, presidente nazionale dell’ENS (Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi), Anna Gettani, pedagogista del Centro di Riabilitazione della Disabilità Visiva dell’Istituto David Chiossone, Roberto Bolzon, formatore dell’Area Motoria e della Comunicazione del Centro Efesto, Mauro Mario Coppa, psicoterapeuta e pedagogista della Lega del Filo d’Oro di Osimo (Ancona), Silvano Venier dell’Associazione Libro Parlato Lions di Milano, Lorenza Vettor, e-tutor e presidente dell’UIC (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Treviso) e Roberto Pozzar, referente regionale per l’Integrazione della Liguria.

Da segnalare anche che sempre presso l’ABCD di Genova, in tutte e tre le giornate dell’evento (ore 9-18.30), il Centro Efesto e l’Istituto Chiossone offriranno ai visitatori la possibilità di vivere emozioni uniche e indimenticabili, con l’iniziativa Percorso al buio (Black Path): l’elogio della multisensorialità, esperienza ideata da Davide Cervellin e curata dallo staff della Società Tiflosystem, che farà scoprire appunto il significato della multisensorialità, quasi sempre negata dal ruolo sovrastante del senso della vista. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Centro Efesto, tel. 049 9301555, segreteria@efesto.org – Istituto David Chiossone, tel. 010 83421, direzione@chiossone.it – Tiflosystem, tel. 049 9366933, segreteria@tiflosystem.it.

Gli insegnanti di sostegno? Mandiamoli a casa!*
di Davide Cervellin

Per anni abbiamo dibattuto sprecando fiumi di parole sull’integrazione o l’inclusione scolastica degli alunni disabili. Partendo dal presupposto che ciò fosse facilmente realizzabile, abbiamo affiancato ad essi gli insegnanti di sostegno e ciò facendo, se da un lato abbiamo garantito l’occupazione di tante migliaia di persone, dall’altro non abbiamo offerto nulla ai tanti alunni bisognosi di competenze e specializzazione, se non degli assistenti che troppo spesso si sono sostituiti nello svolgimento delle attività scolastiche.
Mai nessuno si è interrogato sulla relazione costi-benefici di questi interventi e i nostri alunni, diventando adulti – per questo pressappochismo sciagurato e questo approccio demagogico – non hanno imparato nulla di quello che potevano imparare, trovandosi così doppiamente disabili per le loro menomazioni fisiche, sensoriali, intellettive e disabili per non essere stati educati, istruiti e formati. L’unico dato oggettivo è che abbiamo fatto l’inserimento scolastico, ovvero li abbiamo posti fisicamente entro le mura delle scuole di tutti, illudendo tanti genitori che il loro figlio pluriminorato, cieco, sordo o spastico imparasse a scuola come tutti gli altri.
La disabilità non si socializza, se mai si esorcizza, si allontana, si nasconde e tutto il resto è mistificazione e ipocrisia. Io credo che se abbiamo un’etica, una coscienza, dovremmo veramente pensare alla scolarizzazione di questi alunni, offrendo loro gli strumenti necessari a compensare i loro deficit  e insegnanti davvero competenti ad affrontare in relazione ai loro limiti adeguati percorsi didattico-formativi. Quindi, se non rivediamo completamente la formazione e il ruolo degli insegnanti di sostegno, meglio sarebbe lasciarli subito a casa; ne guadagnerebbero il bilancio dello Stato e tanti ragazzi che così troverebbero la forza di tirar fuori le loro abilità, preparandosi così ad affrontare meglio da adulti la vita!

*Testo curato per la presentazione del seminario dell’11 novembre a Genova, all’interno di ABCD, Salone Italiano dell’Educazione.

Stampa questo articolo