Identikit delle competenze di un giovane con disabilità

Si presenta come tale, infatti, un nuovo strumento ideato in Lombardia dall’Istituto Scientifico “E. Medea-La Nostra Famiglia”, denominato “Passporto delle competenze”, frutto di un progetto ora in fase di sperimentazione, che verrà presentato il 27 novembre a Bosisio Parini (Lecco). L’obiettivo è quello di attuare in internet – con la piena tutela della privacy – una piattaforma comune tra enti, organizzazioni e servizi, che consenta una transizione più agevole per le persone con disabilità dal mondo della scuola a quello del lavoro

Foto di spalle di un giovane in carrozzinaLa certificazione delle competenze, ovvero una descrizione di ciò che sanno o non sanno fare i giovani nelle diverse discipline, ha un’importante funzione per l’orientamento e il sostegno al processo formativo di ciascun alunno. Le recenti disposizioni in materia richiedono inoltre che i sistemi dell’istruzione, della formazione e i percorsi finali di avvio al lavoro siano considerati come un’unica “filiera” per la trasmissione dei dati relativi al singolo allievo.
Ciò risulta però particolarmente difficile nel caso di allievi con disabilità. Per questi ultimi, infatti, la certificazione del grado di disabilità è affidata solitamente a un modello clinico basato ancora per lo più sulla valutazione della malattia, cosicché alla fine di un percorso riabilitativo viene redatta una relazione di dimissione che contiene informazioni sulla condizione di minorazione del soggetto, linguaggio assai poco traducibile al di fuori del contesto clinico-sanitario che lo ha prodotto.
Ma c’è di più. Risulta complesso, ad esempio, anche il passaggio di informazioni tra un ordine di scuola e l’altro e tra la formazione e il mondo del lavoro.

Per assicurare la transizione tra riabilitazione, scuola, formazione e lavoro, occorre dunque trovare un linguaggio comune fra tutti coloro – enti, organizzazioni e servizi – che operano in questi ambiti. Infatti, per poter realizzare con successo interventi di politica attiva del lavoro per i ragazzi con disabilità, sono fondamentali accordi tra i responsabili delle strutture presenti nei diversi sistemi territoriali ed è quindi necessario un sistema informativo condiviso, in grado di seguire la persona con disabiltà nel processo riabilitativo, di apprendimento e nella successiva collocazione lavorativa.
Ultimo, ma non certo ultimo, la stessa persona con disabilità e la sua famiglia devono avere parte attiva in questo processo.

Partendo da tutte queste considerazioni, l’IRCCS “E. Medea“-La Nostra Famiglia ha studiato il modello denominato Passporto delle competenze: percorsi di ricerca e innovazione metodologica per la disabilità, progetto la cui ideazione è durata tre anni e del quale è in corso una sperimentazione.
Obiettivo dell’iniziativa – che è stata finanziata e premiata dalla Regione Lombardia come “attività di eccellenza regionale” – è quello di creare una rete di collegamento tra enti, da tradursi in un sistema online di certificazione.
Attualmente hanno aderito alla sperimentazione – e quindi sono già “in rete” – centri di formazione professionale, fondazioni, associazioni e istituti professionali delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano e Varese.

L’idea centrale del progetto prende spunto da una sorta di “metodo indiziario“. Il passporto, infatti, è un “identikit” in cui vengono rappresentati i tratti distintivi della persona. All’alunno vengono proposte diverse tipologie di prove (cognitive, linguistiche, relazionali o altre), alcune delle quali possono essere effettuate direttamente online (ad esempio quelle relative alle funzioni mnestiche o logiche). Queste vengono quindi inserite in una piattaforma informatica e poi condivise con tutti coloro che hanno una responsabilità di presa in carico del soggetto che, esaminando o integrando con nuove prove il profilo dell’alunno, potranno quindi formulare un giudizio con un linguaggio condiviso. Attualmente sono online circa settanta passporti per un totale di seicento prove inserite.

Il sistema – il cui accesso riservato è ovviamente garantito dal rispetto delle norme per la privacy – implica pertanto la possibilità di una validazione e di un arricchimento degli indizi via via che si svilupperà. Ai genitori viene così offerta la possibilità di essere sempre aggiornati sulle competenze del ragazzo e garantita la facoltà di recedere in qualsiasi momento dalla piattaforma.
Le modalità d’uso dello strumento e le sue prime applicazioni – con particolare attenzione alla valutazione delle persone con disabilità mentale – verranno illustrate durante il convegno denominato Passporto delle competenze: uno strumento di partecipazione, che si terrà venerdì 27 novembre (ore 9) presso l’IRCCS “E. Medea”-La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco). (C.T.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Associazione La Nostra Famiglia, tel. 031 877384, ufficio.stampa@bp.lnf.it.
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