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La crescita della disabilità visiva nelle persone anziane

Mani di donna anziana che legge un libro con sistema tattileSono stati presentati alla fine di novembre, nel corso di un convegno tenutosi a Genova (L’anziano disabile visivo), i risultati della ricerca denominata Occhio all’Età, riguardante la disabilità visiva negli anziani e promossa dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, insieme all’Istituto David Chiossone del capoluogo ligure.

Lo studio, condotto a livello nazionale, lancia un importante messaggio di sensibilizzazione sulla tematica emergente delle malattie della vista nella terza età, che riguardano oggi oltre un milione di persone anziane in Italia, di fronte soprattutto alla scarsa attenzione con cui vengono affrontate tali problemi a livello sociale e istituzionale e alle forti differenze presenti nelle normative regionali che definiscono i livelli di assistenza e di cura.
Realizzata nell’ambito degli Istituti della Federazione Nazionale Istituzioni Pro Ciechi, tale ricerca nasce appunto per colmare la mancanza di attenzione verso la fascia emergente degli anziani che perdono la vista o diventano ipovedenti. Una problematica sempre più diffusa – come si accennava – se si pensa che tra gli ultraottantenni (oggi il 5,6% dell’intera popolazione), uno su tre è affetto da una malattia della vista curabile ma non guaribile, come la degenerazione maculare senile (che colpisce il 20% degli anziani dagli 80 anni in su) e il glaucoma (che ne colpisce il 10%). Questo significa che oltre un milione di anziani in Italia è a rischio di cecità o ipovisione, come ricordato da Giovanni Calabria, presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto David Chiossone.

«Oltre che dalla constatazione che l’incremento della vita media comporta l’aumento delle patologie della vista nella terza età, Il Progetto Occhio all’Età – dichiara Rodolfo Masto, presidente della Federazione Nazionale Istituzioni Pro Ciechi – prende avvio dal fatto che circa la metà degli Istituti federati gestisce residenze in cui sono assistiti anziani con disabilità visiva. Per questo abbiamo ritenuto opportuno dar vita a un processo di scambio a livello tecnico, per identificare e mettere a confronto i problemi e le soluzioni adottate nelle diverse situazioni».
«Il nostro Istituto – aggiunge Claudio Cassinelli, presidente del David Chiossone –  che da oltre centoquarant’anni si occupa della presa in carico globale di persone con disabilità visiva di ogni età, ha assunto con entusiasmo e impegno il ruolo di capofila del Progetto Occhio all’Età. Siamo infatti profondamente convinti che la creazione di una rete integrata di soggetti che si occupano di disabilità visiva sia fondamentale per stimolare lo scambio di buone pratiche e l’innalzamento dei livelli qualitativi dei servizi offerti».

Tra gli otto Istituti dei Ciechi di tutta Italia che hanno partecipato all’indagine – oltre allo stesso Chiossone di Genova, che ha coordinato la ricerca – sono stati coinvolti quelli di Milano, Lecco, Roma, Padova, Trieste, Udine e Napoli, i quali tutti erogano servizi alberghieri, di assistenza infermieristica e sociosanitaria, pur essendo molto diversi tra di loro in termini di disponibilità di posti letto e di rapporto fra utenti non vedenti e normovedenti: si va infatti dai 17 posti letto di Napoli, con il 100% di utenti con patologie visive, ai 304 posti letto di Padova con il 6% di utenza con patologie visive.
In totale, negli Istituti esaminati, sono comunque stati rilevati 594 ospiti anziani, di cui in media il 35% affetti da malattie della vista; è quindi molto elevata la presenza di anziani normovedenti (il 65%), anche se in modo differenziato per i diversi Istituti. Sono invece comuni a tutti, in modo proporzionale, la maggioranza delle donne (75%) e il dato medio di età (81 anni).
Dal confronto tra gli Istituti coinvolti nell’indagine è emersa poi la presenza di alcune metodologie e modalità di gestione imprescindibili per migliorare la qualità della vita degli anziani con disabilità visiva: monitoraggio costante della vista; orientamento e mobilità; sostegno psicologico; riabilitazione visiva e utilizzo di ausili; costruzione di spazi interni adeguati alla mobilità autonoma dei disabili visivi e adeguamento degli spazi esterni; formazione continua del personale dedicato; continuità degli operatori assistenziali delle strutture residenziali. (Studio Gardella)

Per ulteriori informazioni: studiogardella@fastwebnet.it.

L’Istituto David Chiossone di Genova è una ONLUS ed è attivo da oltre centoquarant’anni in tutti i campi che riguardano l’handicap visivo: prevenzione, assistenza, riabilitazione e ricerca. Lavora ogni giorno per offrire a bambini, ragazzi, adulti e anziani il conseguimento o il recupero di abilità, autonomia e occasioni di integrazione nella società in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi nasce a Firenze il 23 febbraio 1921. Eretta in Ente Morale nel 1930, riunisce, fin dalla sua costituzione, le più importanti Istituzioni del settore, impegnandosi, senza scopi di lucro, al fianco dell’UIC (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), per il raggiungimento della piena integrazione sociale e professionale dei disabili visivi.