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Ostensione della Sindone: quei «percorsi speciali» per malati e disabili

Tra qualche mese a Torino vi sarà l’Ostensione della Sacra Sindone [dal 10 aprile al 23 maggio, N.d.R.]. Decine di migliaia di pellegrini arriveranno in città e come ogni evento religioso, saranno momenti di gioia e di passione per i cristiani che giungeranno nel capoluogo sabaudo.
Tutto è pronto, la macchina organizzativa è in moto e ormai mancano pochi dettagli perché tutto possa risultare perfetto. Mancano appunto solo i dettagli e guarda caso tra questi “dettagli” ci siamo noi, persone con disabilità.
Una precedente Ostensione della Sacra Sindone
Ma leggiamo dal sito www.sindone.org [cliccando qui, N.d.R.], in una pagina ripresa anche nel sito del Comune di Torino: «Ostensione Sindone 2010 – Prenotazioni Malati e Disabili . Il percorso per raggiungere la Sindone è attrezzato per accogliere persone diversamente abili. Dove necessario, si potrà richiedere l’assistenza di volontari e personale specializzato. I pellegrinaggi dei malati sono un momento “privilegiato” dell’ostensione, come già in quelle precedenti. Al pellegrinaggio dei malati è specialmente riservato il pomeriggio del mercoledì. Come nelle precedenti ostensioni la diocesi di Torino ha predisposto un programma di accoglienza, individuando gli edifici che, in città e nelle vicinanze, sono specialmente attrezzate per accogliere i disabili. Coloro che intendono prenotare la visita e conoscere le condizioni di accoglienza e assistenza possono mettersi in contatto: tramite e-mail all’indirizzo accoglienza@sindone.org, telefonicamente il lunedì dalle 14 alle 17.30, il mercoledì dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 17.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 12 al numero 011.0204734.
Fonte Sindone.org – e.c./c.a».

In questi giorni a Torino si discute molto su questo problema che non è però legato esclusivamente all’evento di cui si parla, bensì ai problemi di accessibilità che hanno i luoghi di culto in città. Vero, ai tempi in cui si costruì la Chiesa della Gran Madre di Dio o quella di San Lorenzo non esistevano normative e gli architetti del tempo non si scontravano con le nostre associazioni; oggi, però, quando riusciamo ad ottenere semplicemente un po’ di dignità, di traverso si mettono anche altri, anche quelli che dicono di essere dalla parte dei più deboli.
Ad esempio l’incuria (mi si perdoni il bisticcio di parole) della Curia torinese fa sì che nella Basilica di San Lorenzo da dieci anni esista un sollevatore che porta davanti al sagrato: peccato, però, che sempre da dieci anni sia rotto e nessuno si occupi di ripararlo!

Riporto al termine di questa mia segnalazione un pensiero di Piergiorgio Maggiorotti, presidente della FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che così ha commentato le dichiarazione ufficiali qui sopra riportate del comitato che si occupa dell’Ostensione della Sindone: «Credo che la discriminazione comunque resti, bella grossa, e dispiace che ci sia chi non se ne renda conto. Il fatto che si organizzino “percorsi speciali”  in giornate particolari è l’evidente dimostrazione che non tutto è sempre accessibile. D’altra parte, l’essere irreggimentati in comitiva, almeno a me, non sembra dignitoso. Non so cosa ne pensiate: a me pare che si debba andare avanti, anche se evidentemente l’esistenza di percorsi e giornate speciali “per malati e disabili” costituirà la loro linea di difesa»; …di fronte a queste discriminazioni, si potrebbe aggiungere.