Una raccolta di firme per vivere liberi e con dignità

È quella lanciata dall’ENIL (European Network on Independent Living) e dal CNVI (Coordinamento Nazionale per la Vita Indipendente), che fino a maggio cercherà adesioni per sostenere una Proposta di Legge presentata nel dicembre del 2008, contenente disposizioni per il finanziamento di progetti di assistenza personale autogestita in favore delle persone con disabilità grave. Stretto il collegamento dell’iniziativa anche con uno degli articoli della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, riguardante proprio la “Vita indipendente e l’inclusione nella società”

Il volantino che ha lanciato la campagna di raccolta firme«In Italia 200.000 persone con disabilità vivono ancora oggi negli istituti per mancanza di alternative. I servizi di assistenza alla persona sono insufficienti o totalmente mancanti e l’obbligo dell’assistenza ricade interamente sulle famiglie».
Incomincia così il testo del volantino in distribuzione da parte dell’ENIL (European Network on Independent Living) e del CNVI (Coordinamento Nazionale per la Vita Indipendente), per promuovere una campagna di raccolta firme a sostegno della Proposta di Legge bipartisan 1978/08 (Disposizioni per il finanziamento di progetti di assistenza personale autogestita in favore delle persone con disabilità grave), presentata il 3 dicembre del 2008.

Stretto è il collegamento dell’iniziativa con uno specifico articolo (il 19°) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, intitolato appunto Vita indipendente ed inclusione nella società. Infatti, come si scrive ancora nella presentazione della campagna, «la segregazione forzata delle persone con disabilità per lunghi periodi o per tutta la vita è una violazione dei diritti umani. Per garantire alle persone con disabilità grave la possibilità di essere libere nella società, è essenziale che i Governi si impegnino a finanziare una rete di servizi alla persona che permetta loro di continuare a vivere nella propria abitazione. L’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite riconosce il diritto di tutte le persone con disabilità grave a vivere nella società e ad esserne parte attiva. Con il potenziamento dei servizi a sostegno della domiciliarità, in particolare dell’assistenza personale autogestita per la Vita Indipendente, possiamo farcela».

Fino a qualche giorno fa la raccolta di firme era già stata attivata in dieci Regioni del Paese (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Toscana e Veneto), ma si auspica che ben presto se ne aggiungano altre.
L’iniziativa si concluderà in maggio, con la consegna delle firme in Parlamento, quando cioè verrà chiesto ai presidenti di Camera e Senato: «1. Il riconoscimento del diritto soggettivo perfetto a beneficiare dell’assistenza alla persona come misura indispensabile di intervento sociale attraverso l’adozione del livello essenziale di assistenza sociale della “domiciliarità”, prevedendo fra le prestazioni l’assistenza personale autogestita; 2) l’approvazione entro l’anno 2010 del Disegno di Legge 1978/08 relativo all’assistenza personale autogestita per la Vita Indipendente a favore delle persone disabili gravi, sottoscritto da rappresentanti di tutte le forze politiche». (S.B.)

Per informazioni sulla campagna: AVI (Agenzia per la Vita Indipendente) di Roma,  agvitaindipendente@libero.it.
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