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Diritti e ottica di genere: un legame imprescindibile

Carla Castagna è impegnata da tempo nelle organizzazioni nazionali e internazionali di persone con disabilità«La disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine e varie barriere che possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società sulla base di eguaglianza con gli altri» (dal Preambolo della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità).

Le ragazze e le donne con disabilità sono soggette a discriminazioni multiple per la loro maggiore invisibilità e povertà di diritti (scolarità più bassa, minore accesso al lavoro, minore indipendenza economica, maggiore rischio di povertà economica e sociale, solitudine).
Si stima per altro che la disabilità riguardi il 10-12% della popolazione e che stia aumentando significativamente. Tra i fattori principali vi sono l’aumento della popolazione, gli incidenti stradali, sportivi e sul lavoro, le malattie, l’invecchiamento, i disastri ambientali, le violenze familiari, i conflitti, la tortura, il deterioramento ambientale.

L’obiettivo del mio programma elettorale è proporre un nuovo modello culturale e un’ottica di genere, per influenzare sia le politiche sulla disabilità che quelle generali e avviare cambiamenti concreti a favore dei Diritti Umani, Civili, Sociali, Economici e Politici delle persone con disabilità.
Coerentemente dunque con i princìpi fissati dalla Convenzione ONU, le mie proposte prevedono:

– Il coinvolgimento attivo delle organizzazioni delle donne e degli uomini con disabilità in tutte le politiche che li riguardano, secondo il nuovo principio culturale riguardante la disabilità e riassunto nello slogan Nulla su di Noi Senza di Noi.

– L’avvio di un Osservatorio Regionale
con il compito di promuovere, proteggere e monitorare le politiche della disabilità, in coerenza con la Legge 18/09 che ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Il processo di monitoraggio dovrà prevedere  la partecipazione delle associazioni delle persone con disabilità, paritariamente rappresentate per genere.

– L’accessibilità ambientale
e la mobilità, il diritto cioè ad accedere all’ambiente fisico, ai trasporti, alle infrastrutture, agli strumenti per la comunicazione, ai beni e ai servizi, secondo i principi della cosiddetta “Progettazione Universale” (Universal Design). L’adozione, inoltre, di un Piano Regionale finalizzato a garantire la piena accessibilità delle infrastrutture, dei mezzi di trasporto e degli edifici pubblici e privati aperti al pubblico. Contestualmente verrà attivato e finanziato un Piano per la Mobilità, all’interno dei Piani Regionali di trasporto e di adeguamento delle infrastrutture. Verranno infine anticipate le spese – a coloro che ne faranno richiesta – relativamente ai contributi previsti per l’abbattimento delle barriere negli edifici privati.

– La Vita Indipendente
, l’inclusione nella società e l’avvio di un percorso di deistituzionalizzazione. Verranno privilegiate le politiche sulla domiciliarità e incrementati i finanziamenti per i Progetti per la Vita Indipendente per l’assistenza personale autodeterminata e autogestita delle persone con disabilità. Saranno inoltre avviate politiche innovative per tutti i tipi di disabilità e un Piano Regionale di deistituzionalizzazione. L’inserimento in strutture protette dovrà avvenire in abitazioni civili e per gruppi con un massimo di quattro persone.

– L’istruzione all’interno del sistema educativo generale, per garantire un’effettiva inclusione sociale sulla base di uguaglianza con gli altri. Si dovranno prevedere corsi di formazione permanente per gli insegnanti di sostegno e per quelli curricolari e si eviterà la concentrazione di troppi alunni con disabilità in una stessa classe.

– In ambito di lavoro e di occupazione si favoriranno il lavoro ordinario e la formazione professionale con un collocamento mirato che faccia incontrare proficuamente la domanda con l’offerta, in condizione di uguaglianza con gli altri, e non in laboratori protetti. Si favorirà inoltre l’autoimpresa e verrà proposto un Disegno di Legge Regionale che preveda azioni positive per l’inclusione nel mondo del lavoro delle donne con disabilità, perché più a rischio di disoccupazione e/o di perdita del lavoro.

– Adeguati livelli di vita e protezione sociale che assicurino l’accesso a programmi in tal senso, dedicati in particolare a donne, ragazze e persone anziane, per promuovere opportunità ed emancipazione. L’avvio, inoltre, di unità operative del Distretto Socio-Sanitario che, con le persone coinvolte, ne valorizzino le abilità e diano risposte personalizzate, unitarie, flessibili e sperimentino l’ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).

– La salute, come bene pubblico e diritto umano universale, che dovrà tener conto delle specifiche differenze di genere, comprese quelli riguardanti l’area sessuale e della salute riproduttiva. Quindi: fornitura gratuita di farmaci, prescrizione di protesi e ausili tecnici idonei a garantire la maggiore autonomia possibile, avvio di un Osservatorio sulla Salute delle Donne e corsi di formazione e aggiornamento – nell’ottica dei diritti umani – per operatori socio-sanitari.

– La libertà da sfruttamento, violenza e abuso. I programmi regionali contro la violenza alle donne dovranno includere infatti anche le donne e le ragazze con disabilità perché il loro rischio di subire violenza è altissimo.

– La comunicazione: verranno avviati – congiuntamente alla costituenda Agenzia Regionale contro le Discriminazioni – campagne di comunicazione, informazione, formazione e sensibilizzazione pubblica, per combattere i pregiudizi e la stigmatizzazione delle donne e degli uomini con disabilità e promuovere una loro immagine positiva.

*DPI Italia (Disabled Peoples’ International). Componente del Gruppo Donne della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), del Consiglio Direttivo della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Para-Tetraplegici) e di quello della FISH Piemonte.

Sulla candidatura nella Regione Calabria di Nunzia Coppedé, segnaliamo – sempre nel nostro sito – l’articolo disponibile cliccando qui.