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Non è questo il nostro punto d’arrivo

Immagine ufficiale del servizio della Coop «La spesa che non pesa»Ringraziamo innanzitutto Raffaella Lombardo per il messaggio che ci ha rivolto [lo si legga cliccando qui, N.d.R.] perché ci offre la possibilità di chiarire le dinamiche del servizio di e-commerce, cercando così di dare anche una risposta alle difficoltà che ha incontrato nel fare la spesa.

Nel mese di ottobre del 2009 è stata realizzata la nuova versione del sito La spesa che non pesa.it, portale rinnovato nella veste grafica e nei contenuti. Tutti i suggerimenti che nel corso di molti anni di attività ci sono arrivati da parte di soci e consumatori sono stati raccolti e utilizzati per offrire un servizio ancora più efficiente. Inoltre, con l’obiettivo di dare la possibilità di una spesa completa, abbiamo aggiornato anche il nostro assortimento, aprendolo, ad esempio, ai prodotti non alimentari. Migliorare l’attività ha significato anche rendere più efficiente il servizio di preparazione delle spese, investendo anche in attività di formazione del nostro personale.
In seguito ai buoni risultati ottenuti nei mesi successivi al lancio e al riscontro positivo degli utilizzatori, abbiamo preso la decisione di aumentare il quantitativo di ordini giornaliero per far fronte alle esigenze di un numero sempre maggiore di clienti. Non diciamo questo perché pensiamo che possa essere la risposta alla sua lettera, ma per provare a raccontarle l’impegno che mettiamo in questa attività nella quale crediamo perché pensiamo rappresenti prima di tutto un servizio da offrire ai nostri clienti.

Ci rendiamo conto che esiste un problema di indisponibilità delle fasce di consegna per gli utenti disabili, generato dall’esiguo numero di posti assegnati alla convenzione, in relazione all’elevato numero di utenti che ne beneficiano. Si è posta pertanto la necessità di definire e formalizzare i criteri di accesso alla convenzione stessa, al fine di aggiornare il numero degli iscritti e riservare il privilegio agli utenti che ne abbiano realmente i requisiti.
Sappiamo che questo intervento – che consideriamo ineludibile – non può rappresentare la sola soluzione del problema, ma crediamo che possa, almeno in questa prima fase, rendere il servizio più rapido ed efficiente. La consegna gratuita che la Cooperativa riconosce ai disabili – che ad oggi rappresenta oltre il 10% delle consegne quotidiane – è infatti un costo che inevitabilmente dev’essere sostenuto e possiamo riuscire a farlo solo garantendo un numero definito di consegne quotidiane. Certo, non facciamo questo per assicurare il servizio a tutti gli altri, ma per poterci permettere di mantenere almeno una consegna settimanale gratuita ai nostri utenti disabili.

Comprendiamo che parlare di sostenibilità dei costi rispetto a un tema così delicato possa risultare inopportuno, ma confrontarsi con questa realtà è per noi l’unico modo di mantenere in vita un servizio che ha rappresentato e continua a rappresentare un’agevolazione importante per molte persone che vivono nella città di Roma.
Naturalmente la situazione attuale non rappresenta per la Cooperativa il punto d’arrivo; quello che ci auguriamo, e quello per cui stiamo lavorando, grazie anche ai suggerimenti di chi come lei utilizza il nostro portale, è lo sviluppo del servizio e con esso l’incremento delle fasce riservate ai disabili.

Ricordiamo ancora che il presente testo risponde a quello di Raffaella Lombardo da noi pubblicato nei giorni scorsi, con il titolo I mille volti della discriminazione, disponibile cliccando qui.
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