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Il bell’esempio di Nuoro

2 marzo 2010: il Consiglio Comunale di Nuoro vota all'unanimità l'Ordine del Giorno sulla Convenzione ONU. In primo piano Anna Maria MuraNon sarà dimenticata tanto facilmente, a Nuoro, la giornata del 2 marzo, che ha coinciso con un evento tuttora inimitato nel nostro Paese. Come avevamo infatti annunciato nei giorni scorsi (se ne legga cliccando qui), in quella data il Consiglio Comunale della città sarda è stato il primo dell’isola – ma anche il primo capoluogo di Provincia in Italia – ad adottare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
E così sia il sindaco Mario Demuru Zidda che il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Moro e l’assessore ai Servizi Sociali Graziano Pintori – nel far propria unitamente all’intera Assemblea l’iniziativa della consigliera Anna Maria Mura, donna con disabilità – hanno voluto indossare una maglietta con la scritta Diversità è ricchezza, così come ha fatto l’autorevole ospite della giornata, Giampiero Griffo, membro dell’Esecutivo Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), uno di quelli che hanno letteralmente “fatto” la Convenzione, come componente della Delegazione Italiana all’Assemblea delle Nazioni Unite, che ha lavorato per anni alla definizione dello storico Trattato. Senza dimenticare che la sala era gremita anche da studenti e persone con disabilità di ogni età, rendendo Nuoro vero e proprio simbolo della volontà di creare una città a misura di disabilità.

«La voglia di avere un mondo migliore – ha dichiarato alla platea uno studente della Scuola Maccioni – è la nostra primaria aspettativa. L’integrazione delle persone affette da disabilità nella nostra società si presenta ai nostri occhi come un percorso lungo e tortuoso che con un piccolo contributo da parte di tutti potrebbe rivelarsi più semplice da percorrere».
Nel presentare la sua iniziativa, Anna Maria Mura ha innanzitutto invitato ad abbattere le barriere architettoniche e quelle “invisibili”, proponendo l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga tutte le associazioni. In tale direzione è andato l’Ordine del Giorno anch’esso approvato all’unanimità per l’avvio di un Osservatorio Permanente sulle Barriere. Ha sollecitato poi l’aumento di risorse da destinare al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e anche iniziative locali (seminari, dibattiti, incontri con gli operatori, con il mondo del non profit, degli Enti e delle Istituzioni), coinvolgendo tutte le varie componenti della società, dalle banche agli uffici postali, dagli esercizi commerciali ai sindacati, dalle scuole alle università, dalle banche ai musei, fino ai cinema, ai teatri e naturalmente agli organi d’informazione.
3 marzo 2010: nel Liceo Scientifico di Nuoro, Giampiero Griffo «spiega» la Convenzione ONU agli studenti delle scuole superioriNell’esortare infine gli altri Comuni e Province sarde a seguire l’esempio di Nuoro, Mura ha ricordato anche l’apertura del centro per persone con disabilità di Pratosardo, a pochi chilometri dal capoluogo.

Tutte iniziative e risultati quanto meno significativi, tanto più in un momento come quello attuale, di particolare difficoltà per le persone con disabilità sarde, le cui Associazioni stanno conducendo da alcune settimane una dura battaglia contro i tagli decisi dalla Giunta Regionale nei confronti dei piani personalizzati di assistenza individuale, come riferiamo in altra parte del nostro sito (se ne legga cliccando qui). Anche qui Nuoro ha voluto far sentire la propria voce, votando quasi all’unanimità un ordine del giorno di contrarietà ai provvedimenti regionali.

Da dire infine che lo slogan Niente su di Noi Senza di Noi, adottato ormai a livello internazionale dal movimento delle persone con disabilità, ha risuonato non solo il 2 marzo in Comune, ma anche il giorno successivo nell’Aula Magna del Liceo Scientifico cittadino, dove Giampiero Griffo ha condotto un seminario rivolto agli studenti delle scuole superiori, ricordando una volta in più «lo storico rinnovamento culturale apportato dalla Convenzione ONU, che ha definito la disabilità come una possibile condizione sociale cui riconoscere e garantire la massima e totale inclusione in termini di diritti. Una Convenzione che prevede inoltre come siano le stesse persone con disabilità ad essere chiamate a decidere in merito a beni e servizi che ne garantiscano l’inclusione». (S.B.)