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Anche la creatività contro gli ordigni che rendono disabili

Un'immagine del summit internazionale di Cartagena (Colombia) contro le mine antiuomo e le bombe a grappolo, svoltosi alla fine del 2009Va sempre più diffondendosi il flash mob (dall’inglese flash, “lampo”, “breve esperienza” e mob, “moltitudine”), termine con il quale si indica un gruppo di persone che si riuniscono all’improvviso in uno spazio pubblico a un’ora precisa – dopo essersi autoconvocate in genere via internet – e che mettono in pratica un’azione insolita e plateale, generalmente di breve durata, per poi successivamente disperdersi.
Questa forma creativa di manifestazione è stata scelta per sabato 3 aprile a Roma da Campagna Italiana contro le Mine ONLUS, in occasione della Quinta Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine e il sostegno alla Mine Action, evento indetto dalle Nazioni Unite per il 4 aprile.

«Abbiamo lanciato questo flash mob – spiegano i responsabili di Campagna Italiana contro le Mine – soprattutto per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disabilità e di tutte quelle persone che a causa di ordigni come mine e bomb cluster [bombe a grappolo, N.d.R.] hanno perso l’uso di gambe, di braccia o la vista, divenendo disabili. Vogliamo farlo con un nuovo linguaggio, creativo e diverso, ma per questo abbiamo bisogno della partecipazione di tutti. Chi parla di queste cose, infatti, raramente ha modo di farlo in TV, per questo chiediamo di essere protagonisti con noi, perché più numerosi saremo, più sarà forte il nostro segnale».

Il raduno, dunque, è previsto per sabato 3 aprile in Piazza del Popolo a Roma (davanti alla Chiesa di Santa Maria in Montesano – Chiesa degli Artisti, ore 15.50), dove i promotori, con la maglietta “bomba mangia bomba”, daranno il via alle 16 al flash mob con un suono di tromba cui seguirà la musica. Dopo quattro minuti di danza, alternando ogni minuto la gamba e utilizzando musiche che ricordino le vittime dei Paesi di Africa, America Latina e Asia, al quinto minuto tutti rimarranno in silenzio, con l’idea di sorreggersi gli uni con gli altri. Tre squilli di tromba avvertiranno infine che il flash mob sarà concluso, all’insegna di un grande applauso liberatorio e della tipica veloce dispersione finale.
«Il flash mob – aggiungono ancora da Campagna Italiana contro le Mine – nuoce gravemente all’indifferenza, ma fa molto bene alla società, se somministrato con puntualità, divertimento e accompagnato da un copioso passaprola: è il segno della nostra creatività contro le loro ingiustizie!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Campagna Italiana contro le Mine ONLUS, tel. 06 85800693, coordinamento@campagnamine.org, comunicazione@campagnamine.org.