Perché il diritto all’integrazione scolastica è in grave crisi

Classi sovraffollate, ritardi e avvicendamenti nelle nomine degli insegnanti di sostegno: sono solo due tra le tante criticità che mettono in pericolo il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Le enumera tutte, in un documento ufficiale, il CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), ove si propongono azioni di sensibilizzazioni su tutto il territorio nazionale, ricercando anche alleanze con le altre organizzazioni di tutela delle persone con disabilità

Bimbo alla lavagna, con espressione corrucciataLe associazioni che compongono il CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) hanno prodotto, nel corso della loro recente Assemblea di Roma (20-21 marzo), una mozione che impegna l’organizzazione ad attivare una serie di azioni di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale, in ambito di integrazione e inclusione scolastica degli studenti con disabilità, ricercando alleanze anche con tutte le altre organizzazioni di tutela delle persone con disabilità.

«Attualmente – si legge nel documento, che è già stato inviato anche alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap) e alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Disabili – il diritto allo studio degli alunni con disabilità è messo troppo spesso in discussione, a causa di scelte operative ed economiche che lo ostacolano anziché agevolarlo. Ribadiamo con decisione il diritto dell’alunno disabile di essere parte integrante della classe» e il fatto che la sua presa in carico venga «condivisa tra l’insegnante curricolare e l’insegnante di sostegno».
Successivamente il testo – firmato da Sergio Silvestre, coordinatore nazionale del CoorDown – elenca le ragioni per cui la situazione è sempre più difficile. «La formazione di classi di 25-30 alunni, i ritardi e gli avvicendamenti nelle nomine degli insegnanti di sostegno, la mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, la sensibile riduzione delle ore di sostegno assegnate ad ogni singolo alunno con disabilità, la modalità ormai resa consuetudine di accorpare gli alunni con disabilità con un unico insegnante di sostegno fuori della classe, l’utilizzo dell’insegnante di sostegno per supplire colleghi assenti ecc., penalizzano fortemente l’attività a favore degli alunni disabili» e a questo si aggiunge «la preoccupazione circa il delicato momento dell’attuazione della nuova riforma». Di fronte a ciò le famiglie chiedono che il diritto allo studio dei loro figli «venga sempre esercitato con i dovuti sostegni e supporti, in modo che il percorso scolastico possa essere quella opportunità di crescita e conoscenza a cui gli alunni con disabilità non possono e non devono rinunciare».

Al fine dunque di individuare «strategie efficaci affinché venga posta maggiore e adeguata attenzione all’integrazione scolastica, il CoorDown – conclude il documento – propone a tutte le organizzazioni e associazioni che si occupano di tutela dei diritti delle persone con disabilità la costituzione in tempi brevi di un tavolo di discussione che promuova iniziative ed azioni condivise, concrete e visibili in difesa del diritto allo studio degli alunni con disabilità», ricordando che «per realizzare tali azioni occorre un pieno coinvolgimento delle associazioni, dei familiari, degli alunni e dei mezzi di comunicazione locali e nazionali, nonché di tutti coloro che possono sostenerci». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: CoorDown ONLUS (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), tel. 010 5705461, associazioni@coordinamentodown.it.
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