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Eppure Trenitalia dichiara il proprio impegno sui temi sociali…

Persona in carrozzina a fianco di un trenoQualche giorno fa, sempre su queste pagine, Sonia Zarino del Coordinamento dei Pendolari Liguri aveva evidenziato come  il servizio telefonico messo a disposizione da Trenitalia per prenotare i viaggi ferroviari sia a pagamento, pur essendo quella la via più comoda e semplice per chi abbia problemi di disabilità. E questo nonostante il nuovo Regolamento Europeo relativo ai Diritti e agli Obblighi dei Passeggeri nel Trasporto Ferroviario preveda la totale gratuità dei servizi accessori resi alle persone con disabilità, allo scopo di abbattere il più possibile le difficoltà di fruire dei servizi stessi. La questione era stata oggetto anche di una recente interrogazione parlamentare, ma la risposta del sottosegretario alle Infrastrutture non aveva convinto fino in fondo (se ne legga cliccando qui).

C’è però un altro problema che merita senz’altro di essere segnalato, come ha fatto Gustavo Fraticelli, consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, e riguarda la sostanziale esclusione della clientela con disabilità dalla possibilità di avvalersi di tutti i servizi previsti da Trenitalia tramite internet.
«Tale esclusione – ci ha scritto infatti Fraticelli – è dovuta all’illegalità di un sito come quello delle Ferrovie dello Stato, rispetto alla cosiddetta “Legge Stanca” (Legge 4/04, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici), che obbliga tutte le aziende pubbliche e quelle private che erogano servizi pubblici di trasporto e telecomunicazione ad offrire nei loro siti servizi accessibili anche alle persone con disabilità».
«E invece – prosegue Fraticelli – nel sito di Trenitalia il processo di acquisto del biglietto e di prenotazione del posto – che molto spesso è obbligatoria – non offre la possibilità di prenotare i posti dedicati alle persone con disabilità». Con quali conseguenze? «Che il disabile può prenotare on line solo un posto comune. Quest’ultimo, poi, gli verrà cambiato una volta giunto in stazione, nelle sale dedicate, con il rischio che i posti sul treno riservati alle persone con disabilità, per i quali ha acquistato il biglietto, non siano più disponibili perché occupati da altre persone con disabilità».

Sarà così difficile risolvere tale questione, per un gruppo come Trenitalia che nel proprio sito assicura di dedicare «impegno e attenzione ai temi sociali, ambientali, di trasparenza economica e di gestione del territorio»? Attendiamo con fiducia. (S.B.)