In piscina tutti liberi di «volare»

Grandi emozioni a Priolo (Siracusa), in occasione del Primo Campionato di Nuoto Regionale Siciliano per persone con disabilità sia psichica che fisica. Tifo caloroso, sana competitività, allenatori che trattano i loro ragazzi “da atleti normodotati” e l’elemento acqua che elimina o comunque diminuisce l’handicap. In poche parole: una gran bella giornata di sport

Andrea Rizza e Aurelio Alecci della Società Modipa Athletic Club di Modica (Ragusa), sono stati tra gli atleti più brillanti della giornata di PrioloSi è svolto il 9 maggio scorso il Primo Campionato di Nuoto Regionale Siciliano per persone con disabilità – provenienti da molte Province dell’isola – presso la Piscina Tapsos di Priolo (Siracusa), struttura costruita ad hoc per accogliere persone con qualunque forma di disabilità.

Fortemente voluta e splendidamente organizzata da Giovanni Spadaro dell’Associazione Il Faro di Augusta (Siracusa) – che è riuscito a trovare numerosi sponsor per questo suo progetto – la manifestazione ha visto gareggiare insieme persone con disabilità psichica e fisica, divise soltanto tra “agonisti” e “promozionali”, come mi ha cortesemente spiegato Cinzia Deliberto, delegata regionale del  FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), organismo che raggruppa al proprio interno le persone con disabilità psichica, mentre i disabili fisici che fanno parte del CIP passeranno poi alla Federazione Italiana Nuoto (FIN), perché i regolamenti degli agonisti con disabilità sono gli stessi di quelli dei nuotatori normodotati.
A una mia domanda specifica, la signora Deliberto mi ha spiegato che questi atleti gareggiano in tutte le specialità e quindi in tutti e quattro gli stili e anche nella staffetta. Le età variavano dagli 8 ai 50 anni e naturalmente hanno partecipato sia uomini che donne. Era presente anche il vicepresidente del CIP Sicilia Ninni Gambino, che ha poi gareggiato insieme allo stesso Spadaro.
Deliberto ha aggiunto che alle Paralimpiadi di Londra del 2012 ci saranno, per la prima volta, anche atleti con disabilità psichica, con buone probabilità che partecipi anche qualche persona della Sicilia. Ha ricordato anche che nel mese di settembre di quest’anno ci saranno in Messico gli Internazionali di Nuoto per ragazzi con la sindrome di Down, oggi numerosissimi e tra i più bravi e agguerriti. Ha voluto infine ringraziare pubblicamente i due tecnici Dario Cerruto e Marco Davì che hanno collaborato seguendo i Campionati in maniera egregia sempre attenti e vicini agli atleti con disabilità. Dal canto suo Spadaro ha ringraziato gli scout dell’Agesci Augusta 2 e del Masci, prodigatisi con tanta disponibilità per far sì che la giornata andasse nel migliore dei modi.

Grandi sono state le emozioni vissute grazie a questi atleti, insieme ai loro formidabili allenatori. C’è stata sempre una sana competitività e un caloroso tifo, ma quello che più ci ha colpito è stato forse notare come gli allenatori stessi trattassero le persone come “atleti normodotati” a tutti gli effetti e anche come l’elemento acqua elimini o comunque diminuisca quegli handicap fisici che fuori costringono a stare in carrozzina o a muoversi con le stampelle: in piscina, insomma, erano tutti uguali, liberi di “volare” nello stile prescelto e di esultare all’arrivo, battendo un cinque con gli amici-allenatori.
Conludo con una delle frasi che mi ha regalato il papà di uno degli atleti, Igor Catalano, un diciottenne ennese con sindrome di Down, una “forza della natura” di simpatia travolgente, vero e proprio “folletto”, attualmente campione italiano dei 50 dorso e per hobby anche batterista: «Avere un ragazzo come Igor è un regalo della vita».

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