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Toccare l’indennità avrebbe un impatto devastante

In primo piano dito puntato, sullo sfondo faccia sfuocata di uomo«In questi giorni – scrive Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org e nostro direttore reditoriale – vengono riportate, con notevole clamore, le intenzioni del Governo rispetto alla manovra finanziaria correttiva imposta dalla situazione di difficoltà economica che interessa anche il nostro Paese e fra gli intenti maggiormente enfatizzati, ci sono quelli che riguardano le persone con disabilità. In tal senso il Ministro dell’Economia ha dichiarato ad esempio che una delle principali azioni riguarderà la lotta ai “falsi invalidi”, ma altre dichiarazioni di questi giorni riportano anche l’intenzione di intervenire sull’indennità di accompagnamento, condizionandone l’erogazione al reddito».
«Si tratta – continua Giacobini – di una misura che se realizzata avrebbe un impatto devastante sui bilanci (le “tasche”) di milioni di famiglie in cui è presente una persone non autosufficiente. Non è nostra abitudine creare allarmismi, ma la situazione che si profila è molto preoccupante, visto anche il clima di “caccia all’untore” che si sta delineando. Anzi, l’accento posto sulle “false invalidità” finisce per oscurare la gravità delle misure che si intende adottare. Il rischio estremamente concreto è che il prezzo della crisi venga addossato alle famiglie delle persone con grave disabilità».
«Va detto – conclude il responsabile di HandyLex.org – che al momento non è disponibile alcun testo ufficiale di proposta (disegno di legge) su cui confrontarsi e pur tuttavia le dichiarazioni riportate e la quasi totalità degli articoli pubblicati in questi giorni contengono affermazioni prive di fondamento, distorte e superficiali in un “fuoco di fila” per ora bipartisan».
Su tale preoccupante situazione, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sta esprimendo con forza le proprie posizioni e lo ha fatto anche in queste ore con una nuova nota ufficiale, che qui di seguito proponiamo.

Il Ministro dell’Economia ha garantito che uno dei due baluardi della manovra anticrisi – salita ieri a 28 miliardi di euro – sarà quello di colpire i cosiddetti “falsi invalidi”. I dati sui quali il Ministro si basa sono quelli dell’INPS, ripresi nelle scorse settimane dalla CGIA di Mestre [Associazione Artigiani e Piccole Imprese, N.d.R.]: negli ultimi cinque anni le pensioni di invalidità sono aumentate del 25,5%, per quasi un punto di PIL e l’aumento di tale spesa sarebbe imputabile all’assenza di controlli.
Ci si dimentica però che dal 2004 l’INPS verifica ogni certificato di invalidità prodotto dalle Commissioni ASL e che nessun certificato diviene operativo senza la conferma dell’INPS stesso. E prima dell’INPS la verifica spettava al Ministero del Tesoro. Si dimenticano inoltre le ripetute campagne di questi anni per il controllo straordinario sui “falsi invalidi”.

Ma allora perché le pensioni e le indennità sono aumentate? L’invecchiamento della popolazione aumenta esponenzialmente il numero degli aventi diritto e vi è un progressivo impoverimento delle famiglie italiane. Quindi non è un problema di “false invalidità” e questo lo sa anche il Ministero, che tuttavia usa questo argomento per far digerire ben altre misure.
Infatti, le ipotesi di reale incidenza formulate dal Ministero si concentrano su un taglio orizzontale a tutti gli aventi diritto, legando l’accesso all’indennità di accompagnamento al reddito. Il che colpisce la popolazione con grave disabilità senza alcun discrimine.

Altra affermazione inesatta sta poi nello stesso trasferimento di competenze all’INPS, tramite il cosiddetto “Decreto Anticrisi” del 2009 (convertito nella Legge 102/09), che avrebbe tagliato ben tredici passaggi dove si anniderebbe la modalità di costruzione del fenomeno dei “falsi invalidi”. Ebbene, in realtà i passaggi certificatori rimangono gli stessi, si introduce solo la loro tracciabilità.
Infine, non è vera nemmeno l’informazione circa la spesa più alta d’Europa. È vero – purtroppo – il contrario: l’Italia spende almeno quattro punti di PIL in meno, rispetto a vari Paesi europei, in politiche sociali. «Ci aspettiamo mazzate pesanti a fronte di una disinformazione tanto accurata che ha trovato eco nei grandi quotidiani italiani – afferma Pietro Barbieri, presidente della FISH – e intendiamo dunque mettere in atto tutte le forme di protesta per evitare che venga soppressa l’unica forma di assistenza certa per le persone con disabilità grave e per gli anziani non autosufficienti». (Ufficio Stampa FISH)

Sui temi qui affrontati, suggeriamo anche la lettura – in «Corriere della Sera.it» – di Invalidi falsi e dati veri (di Carlo Giacobini; raggiungibile cliccando qui). E anche, nel nostro sito, di: Ci risiamo: ancora i «falsi invalidi», mentre quelli veri sono in ginocchio… (di Franco Bomprezzi; disponibile cliccando qui), La FISH contro il paventato taglio delle indennità di accompagnamento, disponibile cliccando quiLadri di dignità (di Luisella Bosisio Fazzi), disponibile cliccando qui e Indennità: il problema non è la spesa che cresce, ma la pochezza dell’intervento, (di Cristiano Gori), disponibile cliccando qui.

Ufficio Stampa FISH, tel. 06 78851262, ufficiostampa@fishonlus.it.