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Tutte quelle persone con sindrome di Down che rischiano di restare senza reddito

Occhio di uomo calvo con espressione sconsolata«Sconcerto e gravissima preoccupazione» vengono espressi dal Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down (CoorDown), in una lettera inviata a tutte le principali cariche istituzionali e di Governo, per quanto previsto nella Manovra Finanziaria presentata in questi giorni dall’Esecutivo, in particolare per quanto riguarda l’ambito delle invalidità.

«Condividiamo – scrive nel messaggio Sergio Silvestre, coordinatore nazionale di CoorDown – le azioni di controllo per trovare le persone che in modo disonesto, agevolate da medici compiacenti, hanno ottenuto un falso riconoscimento dell’invalidità, abusi che offendono e mettono in cattiva luce chi ha invece diritto all’invalidità per deficit acquisiti fin dalla nascita o durante il corso della vita».
E tuttavia, prosegue la lettera, «l’articolo 9  del Decreto Legge licenziato dal Consiglio dei Ministri prevede l’aumento della percentuale di invalidità per avere diritto all’assegno mensile, che d’ora in poi spetterebbe alle persone con un grado di invalidità pari all’85%, mentre oggi l’assegno stesso, il cui importo mensile è di 256,67 euro, va alle persone con un’invalidità oltre il 74%».

«Le tabelle del Ministero della Salute – precisa Silvestre – riconoscono alle persone con sindrome di Down un’invalidità pari al 75%. Se alla sindrome è associato un ritardo mentale grave, il grado di invalidità riconosciuto è pari al 100%. Quanto previsto nella manovra, dunque, escluderebbe tutte le persone con sindrome di Down con invalidità al 75% dall’usufruire dell’assegno mensile che, pur non avendo certo un importo elevato, è comunque un sostegno per loro e per le loro famiglie già  gravate da un compito di assistenza a vita del proprio figlio disabile».
Inoltre, si sottolinea, «dai dati in nostro possesso risulta che soltanto il 10% delle persone con sindrome di Down accede a un lavoro retribuito, per cui rimarrebbero moltissime persone con sindrome di Down senza alcun  reddito».
«Alla luce di quanto sopra esposto – conclude la lettera – si chiede che il Governo possa rivedere quanto previsto nella Manovra Finanziaria poiché è fuori di discussione che le persone con sindrome di Down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti».

«Disoccupati e indigenti», avevamo definito in una nostra nota “a caldo” queste persone con disabilità intellettive di media entità, espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell’improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria. «Il carico assistenziale – avevamo concluso – ricadrà ancora una volta esclusivamente sulle loro famiglie» (se ne legga cliccando qui).
La lettera di CoorDown conferma pienamente quelle nostre rilfessioni, senza dimenticare nemmeno che – come segnala ancora Sergio Silvestre – «oggi la modulistica delle ASL non prevede una valutazione percentuale analitica, ma un’organizzazione a fasce “74-99%” e “100%”, con la dicitura che nella maggior parte dei certificati è semplicemente “superiore al 74%”. Quanto previsto nella Manovra è quindi sostanzialmente inapplicabile, se non con ulteriori costi e risottoponendo a visita tutti gli invalidi!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: CoorDown ONLUS (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), tel. 010 5705461, segreteria@coordown.it.