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«Robydamatti», l’atleta con la gamba in spalla

gennaio 2010: Roberto Bruzzone sta per arrivare sulla vetta dell'Aconcagua, la cima più alta delle AndeHa 32 anni, è di Ovada (Alessandra) e lo chiamano anche “l’atleta con la gamba in spalla” perché, durante le sue imprese, porta sempre con sé nello zaino una “gamba di riserva”. Dopo l’incidente di moto che sei anni fa gli aveva fatto perdere una gamba dal ginocchio in giù, Roberto “Robydamatti” Bruzzone si era cimentato inizialmente nell’atletica leggera, anche per merito del campione paralimpico Roberto La Barbera e del supporto tecnico della Otto Bock di Bologna, che aveva deciso di sponsorizzarlo, fornendogli le protesi sia per camminare che per correre in pista. Ma successivamente, nonostante i buoni risultati raggiunti, aveva accolto l’invito dell’amico e preparatore atletico Alessio Alfier a cimentarsi con il trekking, disciplina appassionante e a contatto con la natura, che presto gli avrebbe dato grandi soddisfazioni. Nel giro di qualche anno, infatti, Bruzzone ha compiuto due ascese sul Gran Paradiso (una delle quali nel tempo recordi di 4 ore e mezza), il cammino di Santiago de Compostela (781 chilometri in 26 giorni), la conquista del Kilimangiaro in Africa (5.895 metri), fino al gennaio di quest’anno, con l’ascesa dell’Aconcagua (6.030 metri), sulle Ande argentine, la vetta più alta della cordigliera sudamericana.
Nel frattempo “Robydamatti”, insieme ad Alfier, ha anche fondato l’Associazione Naturabile, «nata – come spiega egli stesso – per trasmettere la passione per la montagna attraverso un’opera di sensibilizzazione, la consulenza e i corsi di mountain-fitness, ma anche per offrire sostegno alle persone con disabilità e ai loro familiari, tramite supporto psicologico e attività nella natura e favorire l’integrazione con il mondo dei cosiddetti “normodotati”».

Ebbene, ora è imminente una nuova sfida, perché Roberto sta per incominciare la traversata della Corsica, in completa autogestione, affrontando il GR20, famoso itinerario sportivo europeo per camminatori esperti, senz’altro uno dei percorsi più difficili d’Europa, con i suoi 400 chilometri e i 12.000 metri totali di dislivello, tra montagne, laghi, foreste, nevai, percorsi ripidi e terreni rocciosi che, soprattutto nella parte settentrionale dell’isola, richiedono un minimo di esperienza nella scalata e nelle ferrate.
Per rendere poi l’impresa ancor più impegnativa, Bruzzone – con la sua protesi in titanio della gamba destra – non partirà dalla Corsica, ma da Rocca Grimalda, a cinque chilometri da Ovada, sua città natia, in compagnia dell’amico Stefano Pini e dell’instancabile cagnolina Nessie. Per i primi dieci chilometri, al “team Robydamatti” si uniranno anche i circa centosessanta ragazzi delle scuole elementari e medie di Rocca e Ovada, oltre ad associazioni di volontariato e ad appassionati di tutte le età. Il gruppo trascorrerà poi la notte sulla montagna, per arrivare domenica 13 giugno a Forte Geremia e continuare in notturna fino al porto di Genova. Il 14, quindi, la partenza per Bastia, in Corsica, da dove verranno attraversate le montagne fino a Calenzana, luogo d’avvio del GR20. Il progetto è quello di arrivare a Conca, tappa finale del percorso, e continuare poi per Bonifacio, percorrendo altri novanta chilometri lungo la costa.
Normalmente i tempi previsti sono di quindici giorni – uno per ogni tappa/rifugio – ma “Robydamatti”, clima e condizioni permettendo, cercherà ancora una volta di stupire tutti, compiendo l’intero percorso in tempi da record anche per un non disabile.

«Un ragazzo come tanti, che ha ancora tanta strada da fare», scrive nel suo sito Roberto Bruzzone, parlando di sé. E anche per Superando, d’ora in poi, sarà un piacere e un onore stargli vicino e seguirne insieme il percorso, perché, riprendendone ancora le parole, «con la testa possiamo fare qualsiasi cosa». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Giulia Beneforti (Smack-comunicazione di parola), beneforti.smack@gmail.com – Naturabile ONLUS, roby@robydamatti.it.