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Chiediamo un dialogo che vada oltre le «belle parole sulla famiglia»

Totò con il megafono nell'immagine di un suo noto filmSono state principalmente due le iniziative di mobilitazione promosse dalle famiglie con disabilità, dopo essere state sostanzialmente escluse dal corso intersocietario denominato Terapie alternative e complementari nella riabilitazione delle disabilità dello sviluppo, organizzato a Bologna il 18 e 19 giugno scorsi dalla SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa) e dalla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), ciò che era stato più volte denunciato nei mesi scorsi da queste pagine (se ne legga ad esempio cliccando qui).

Innanzitutto la raccolta di adesioni alla lettera di protesta elaborata in accordo con altre Associazioni dalla Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi) e inviata ai presidenti di SIMFER e SINPIA, dai quali, purtroppo, si attende ancora una risposta (il testo integrale della lettera è disponibile cliccando qui). E il risultato non è stato certo disprezzabile: oltre cento adesioni, delle quali entro pochi giorni sarà disponibile l’elenco completo nel sito dell’ABC Sardegna.
Su un altro fronte, poi, sono stati capillarmente “volantinati”  medici e terapisti della riabilitazione, partecipanti all’incontro di Bologna, con le varie richieste delle famiglie.

«Siamo estremamente dispiaciuti per la mancanza di un dialogo che vada al di là delle tradizionali “belle parole sulla famiglia” – si dichiara in una nota dell’Ufficio Stampa della Federazione Italiana ABC – e interpretiamo questo silenzio come un’ulteriore indisponibilità a una proficua collaborazione». (G.G.)