Special Olympics a Monza: spenti i riflettori, resterà l’attenzione?

Grande successo per i Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, l’organizzazione internazionale non profit che cerca di incrementare la pratica sportiva delle persone con disabilità intellettiva, per favorirne la crescita personale, l’autonomia e la piena integrazione. A parlare, infatti, sono le cifre della ventiseiesima edizione di Monza, appena conclusasi: 137 Delegazioni, oltre 1.500 atleti e 1.600 volontari. Crescerà ora l’attenzione dei politici brianzoli sulle tematiche riguardanti la disabilità intellettiva?

Fase di un incontro di basket degli Special Olympics di MonzaSi è conclusa con la partenza delle 137 delegazioni sportive partecipanti, la ventiseiesima edizione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, le Olimpiadi Italiane di atleti con disabilità intellettive [se ne legga la presentazione nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. L’edizione 2010 dei giochi si è svolta per la prima volta a Monza e in alcuni Comuni della neonata Provincia di Monza e Brianza, come Desio, Giussano e Villasanta. A fare da cornice all’evento è stato il celebre Autodromo Nazionale di Monza che per l’occasione ha ospitato il villaggio olimpico, cuore pulsante della manifestazione, nonché punto di incontro tra atleti, tecnici, volontari e familiari.

Gli atleti, oltre 1.500, provenienti da tutta Italia, si sono sfidati in sette diverse discipline, vale a dire l’atletica, il basket, le bocce, l’equitazione, la ginnastica, il nuoto e il tennis (maggiori dettagli sui vari eventi si possono avere raggiungendo il sito dei Giochi, www.monza2010.org.
Se però gli atleti sono stati l’anima della manifestazione, i volontari ne sono stati il motore: senza  di loro, infatti, i Giochi non si sarebbero potuti neanche realizzare. Reclutati grazie allo scrupoloso lavoro del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) di Monza e Brianza e della Casa del Volontariato di Monza, gli oltre 1.600 volontari, per lo più giovanissimi, provenivano dal mondo delle scuole, dell’associazionismo locale, degli oratori e dal settore delle imprese.
Fondato nel 1968 da Eunice Kennedy, Special Olympics è un programma internazionale di allenamento sportivo e di competizioni atletiche per persone con handicap intellettivo. Presente in 180 Paesi e in Italia da quasi trent’anni, Special Olympics conta 3 milioni di atleti e coinvolge, con le oltre 16.000 manifestazioni che organizza ogni anno, quasi un milione di volontari in tutto il mondo.

Suggestiva ed emozionante è stata la cerimonia di apertura di Monza, il 29 giugno, che ha dato il via ufficiale alla kermesse. Davanti a circa 3.000 persone accorse sugli spalti dello storico tracciato brianziolo, è andato in scena infatti un vero e proprio spettacolo, dove non potevano mancare le Ferrari e i fuochi d’artificio finali.
Qualche ora prima, invece, si era svolto presso la sala stampa dell’Autodromo il convegno dal titolo La scuola che vorrei nel cui ambito, coordinati dalla celebre firma del «Corriere della Sera» Lina Sotis, cinque atleti Special Olympics si sono confrontati sulle tematiche scolastiche. Dalle testimonianze emerse, la scuola ne esce sconfitta: i pregiudizi sono troppi, sia da parte di compagni e insegnanti che degli stessi genitori, mentre manca ancora un’efficace informazione e conoscenza sul mondo della disabilità intellettiva.
L’ultimo atto della manifestazione è stata la cerimonia di chiusura del 3 luglio, durante la quale Monza ha virtualmente passato il testimone a la Spezia, che ospiterà l’edizione del 2011.

Ora dunque che si sono spenti i riflettori sugli Special Olympics, si spera non si siano “spente” le attenzioni da parte dei politici brianzoli sulle tematiche inerenti la disabilità intellettiva. Sarà poi così?

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