Costerebbe poco rendere accessibile quel Consolato in Germania

È confortante sapere che anche all’estero vi sono nostri connazionali attivi nel denunciare situazioni riguardanti edifici pubblici inaccessibili alle persone con disabilità. Meno confortante apprendere che uno di quegli edifici pubblici è proprio il Consolato Generale d’Italia a Colonia, in Germania, come ha segnalato qualche tempo fa e anche in questi giorni – tramite una lettera inviata direttamente al nostro ministro degli Affari Esteri Franco Frattini – il presidente del Circolo Culturale Italiano “Rinascita” e.V. Troisdorf, Franco Pugliese

Franco Pugliese, presidente del Circolo Culturale Italiano «Rinascita» e.V. TroisdorfBello, innanzitutto, sapere che anche in Germania – tramite il telegiornale RAI del 7 luglio – sono state viste le immagini della manifestazione nazionale organizzata a Roma dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalla FAND (Federazione tra le Associazioni nazionali dei Disabili). Bello anche apprendere che vi sono nostri connazionali all’estero impegnati per migliorare l’accessibilità di strutture presenti nel Paese dove vivono.
Molto meno bello, invece, quanto denuncia Franco Pugliese, presidente del Circolo Culturale Italiano “Rinascita” e.V. Troisdorf, rivolgendosi con una lettera dalla Germania direttamente al ministro degli Affari Esteri italiano Franco Frattini.

Fondato a Troisdorf il 16 giugno 1978, «con l’obiettivo statutario di promuovere attività di tipo culturale, informativo, sportivo e sociale intese a realizzare la giusta collocazione dell’emigrato italiano e della sua famiglia nella vita sociale del Paese ospitante», il Circolo “Rinascita” ha visto dunque il proprio presidente – già il 3 dicembre 2008, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Diabilità di quell’anno – scrivere a Eugenio Sgrò, console generale d’Italia in Colonia, per attirare la sua attenzione «sul fatto che il Consolato che dirige non possiede i richiesti requisiti di agibilita per persone con difficoltà motorie».
«Il Consolato – proseguiva Franco Pugliese – svolge un servizio pubblico, ma l’edificio non è libero da ostacoli e/o barriere per nostri connazionali diversamente abili. E poi, qualcuno diversamente abile si trova anche tra le persone impiegate presso codesto Consolato. Persino il Palazzo del Quirinale, nonostante la sua veneranda età, si è attrezzato per superare ostacoli che sarebbero – oggi, nel terzo millennio dell’Europa moderna – segno di mancanza di civiltà».
«Le chiediamo – concludeva il presidente del Circolo “Rinascita” – di conoscere quali iniziative concrete Lei intenda assumere affinché tutti i cittadini, compresi coloro ai quali siamo chiamati oggi a guardare con ancor maggior rispetto ed attenzione, possano godere nel nostro Consolato – come affermato in primis dalla nostra Costituzione, successivamente da diverse normative, nazionali e soprattutto europee, alle quali il nostro Paese dovrebbe adeguarsi – dello stesso basilare diritto: usufruire dei servizi di codesto Consolato come chiunque altro. E, per poterlo fare, dovrebbero innanzitutto potervi accedere fisicamente».

Un anno e mezzo dopo, Pugliese – proprio nel vedere sullo schermo le immagini della grande manifestazione di Roma e di migliaia di persone con disabilità mobilitate per non dover subire un grave sopruso – decide di prendere carta e penna e di rivolgersi al ministro Frattini, ricordando l’ormai datata lettera inviata al console Sgrò e richiamando la risposta di quest’ultimo che, dichiara, lo ha lasciato «completamente insoddisfatto». Infatti, «il tenore all’incirca era il seguente: è stato presentato un progetto al Ministero, ed è stato anche approvato, ma all’uopo non ci sono soldi». A quel punto, aggiunge il presidente di “Rinascita”, «ho interrogato un paio di carpentieri italiani della zona di Colonia i quali mi hanno assicurato che, per realizzare tale opera in cemento, con ringhiera [immaginiamo si parli di uno scivolo, N.d.R.], il costo complessivo si aggirerebbe intorno ai 1.000/1.500 euro».
«Vede signor Ministro – conclude Pugliese – noi all’estero contiamo poco, ho quindi forti dubbi che Lei mi risponda ma, inviando questa denuncia anche alla Presidenza FISH e alla Presidenza FAND, oltre che alla stampa, confido in una soluzione di questa vicenda, quale che sia, ma onesta e civile».
Naturalmente è un auspicio che condividiamo e anzi cogliamo l’occasione per complimentarci con un Circolo – com’è appunto “Rinascita” – le cui iniziative sono rivolte al superamento della consunta immagine di un’Italia sempre e solo all’insegna di “pizza, spaghetti e mandolino”. La recente Festa Italiana di Troisdorf, ad esempio, promossa in giugno dall’organizzazione, si è distinta per il suo carattere di multiculturalità, con la partecipazione di artisti provenienti da svariati Paesi del mondo. Al massimo, quindi, visto che la buona gastronomia italiana non mancava, si potrebbe parlare di “pizza, pasta e impegno culturale e sociale”. Possibile che il ministro degli Esteri Frattini non intenda rispondere a chi svolge all’estero un lavoro tanto meritorio per il nostro Paese? In fondo un Consolato senza barriere può sempre essere utile anche dal punto di vista dell’immagine…

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