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Eliminato l’emendamento: vincono le associazioni e soprattutto le persone con disabilità

Bimba con disabilità, in classe, si gira a guardare l'obiettivo della macchina fotografica«La “palla” passa al Governo», avevamo scritto poche ore fa (se ne legga cliccando qui), insieme alla responsabilità di sistemare il “pasticcio” combinato in Commissione Bilancio del Senato, ovvero di eliminare quell’emendamento n. 9143 all’articolo 9, comma 15 della Manovra Finanziaria, che avrebbe consentito di aumentare il numero degli alunni in una classe ove ve ne sia uno con disabilità, in deroga al limite di venti, previsto dall’articolo 5, comma 2 del DPR 81/09.
Gli stessi relatori di quell’emendamento, i senatori del Pdl Giuseppe Esposito e Cosimo Latronico, avevano testualmente dichiarato che qualora il testo dell’emendamento potesse «dare adito a fraintendimenti di sorta, affidiamo al Relatore e al Governo, in sede di formulazione del maxiemendamento, il compito di adottare quelle scelte che consentano di raggiungere l’obiettivo di una migliore integrazione dei soggetti affetti da disabilità nel contesto scolastico».
Ma siccome è assai difficile «emendare l’inemendabile» – come pungentemente si annota in un comunicato della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – all’interno del maxiemendamento alla Manovra Finanziaria Correttiva, su cui a breve il Governo chiederà la fiducia, quel provvedimento è stato semplicemente eliminato, ciò che costituisce un nuovo positivo risultato per le associazioni di persone con disabilità, che si erano schierate compatte contro un testo che avrebbe rischiato di creare ulteriori, gravi problemi al processo di inclusione scolastica delle persone con disabilità, già in sofferenza da anni, a causa di numerose questioni tuttora aperte. Un testo, inoltre, che avrebbe portato a risparmi assai scarsi, esponendo anzi l’Amministrazione Scolastica a una vera e propria “cascata” di contenziosi, con un incalcolabile aggravio di costi per la stessa.
Avevano duramente protestato, ad esempio, le Federazioni FISH e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili), l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), ciò di cui avevamo ampiamente informato nel nostro sito (se ne legga cliccando qui, qui e qui), oltre ad organizzazioni non direttamente coinvolte in ambito di disabilità, ma impegnate da anni sul fronte del diritto dei minori, come Terre des Hommes, il cui presidente Raffaele K. Salinari aveva dichiarato la propria «profonda preoccupazione e contrarietà per un emendamento che ancora una volta mette in pericolo il diritto allo studio e all’integrazione dei minori con disabilità».

«Una vittoria, dunque, per l’inclusione scolastica – si commenta dalla FISH – che non a caso arriva a una settimana dalla poderosa manifestazione del 7 luglio organizzata a Roma dalla nostra Federazione insieme alla FAND, che ha costretto il Governo a ritirare le disposizioni che comprimevano drasticamente la fruizione degli assegni per gli invalidi parziali e l’indennità di accompagnamento per gli invalidi totali. E nel maxiemendamento questa vittoria è sancita nero su bianco. Si tratta quindi di una doppia vittoria per le Federazioni, ma prima ancora di tutte le persone con disabilità»
Parla di “vittoria” anche la senatrice Anna Serafini, presidente del Forum Infanzia e adolescenza del Partito Democratico, «una vittoria frutto della battaglia che abbiamo condotto insieme alle più significative associazioni del settore, come quelle che fanno parte delle Federazioni FISH e FAND, al mondo della scuola, ai sindacati e alle professioni. Il che dimostra che quando si hanno idee e valori forti come la difesa dei diritti dei bambini disabili e quando ci si impegna tutti insieme, questi valori fanno breccia anche in chi ha posizioni politiche diverse». (S.B.)