In acqua con i cani: è «hydro pet therapy»

D’estate si possono esplorare frontiere diverse della pet therapy. La voglia di piscina può infatti diventare un’occasione per fare attività in acqua con cani addestrati. La “hydro pet therapy” è una modalità poco conosciuta in Italia ma che inizia a essere proposta da alcune Associazioni

Si chiama hydro pet therapy. L’idea alla sua base è quella di abbinare due attività benefiche, la piscina e la pet therapy. La pet therapy è un lavoro che permette di costruire una relazione con un animale appositamente addestrato, stimolando la comunicazione non verbale, l’affettività e l’autostima. L’elemento acqua stimola la fluidità, facilita il rilassamento muscolare e permette movimenti altrimenti difficili per le persone con una mobilità limitata. La “piscina a quattro zampe” mette insieme le due cose e combina esercizi tipici della pet therapy con le attività della piscina.Marina Casciani
«Facciamo la stessa attività a terra con i cani, solo che svolgiamo tutto in acqua» ci spiega Marina Casciani, responsabile dell’Associazione ChiaraMilla di Santa Maria Codifiume, in provincia di Ferrara, una delle prime Associazioni che in Italia propone questo tipo di attività. All’estero è più diffusa, mentre da noi sta iniziando solo ora a farsi conoscere. ChiaraMilla ha cominciato da poco, all’inizio di questa estate, e lavora con alcuni dei cani formati alla pet therapy.

«Abbiamo scelto solo quelli, tra loro, che amano stare in acqua» puntualizza la Casciani. «Infatti, tra i nostri tredici cani alcuni ne stanno ben lontani e rispettiamo i loro gusti, preferendo i sei che invece in questo elemento si sentono a proprio agio e che quindi si prestano volentieri alle attività in piscina». ChiaraMilla, nata a Bologna circa sette anni fa, con sede operativa in provincia di Ferrara, si muove tra case di riposo, scuole, cooperative e altre realtà locali con i propri cani e i propri cavalli addestrati. Finora ha sempre lavorato a terra e il lavoro con l’acqua è una novità anche per i suoi istruttori.

Chiediamo alla Casciani se occorre saper nuotare, per fare questo tipo di attività.
«No. Nel nostro caso, poi, abbiamo scelto una piscina dieci metri per quattro, alta solo un metro e venti, per cui si tocca e si possono fare attività diverse dal nuoto».

Le persone in carrozzina possono partecipare?
«Sì, c’è una rampa che porta verso la piscina e poi dei gradini dentro all’acqua. La persona viene sostenuta nella discesa e poi, prima dell’arrivo dei salvagenti, può sedersi sui gradini e abituare progressivamente il corpo alla temperatura dell’acqua. In generale, al di là quindi dell’accessibilità della nostra struttura, le attività di pet therapy in acqua vengono proposte anche a persone con limitata mobilità, tanto più che in acqua i movimenti residui diventano più facili e gli arti meno pesanti».

Come viene introdotto il cane alla persona che dovrà lavorare con lui?
«Il cane entra dopo che la persona si è sistemata. I nostri cani sono addestrati all’ingresso in acqua e obbediscono all’operatore. Indossano delle pettorine che permettono alla persona con disabilità di agganciarsi per rimanere in migliore equilibrio in acqua, per degli specifici esercizi e per un eventuale traino».

Quali sono le attività che svolgete in acqua?
«Come dicevo, sono praticamente le stesse che svolgiamo normalmente a terra, come tirare la palla che poi deve venire riportata indietro dal cane, oppure esercizi di slalom. Naturalmente, oltre a tutto questo, si nuota insieme al cane. In generale, però, vorrei aggiungere che gli esercizi vengono studiati in base alle esigenze specifiche, così se ad esempio una persona ha un particolare bisogno di muovere i muscoli delle braccia, punteremo soprattutto sui giochi con la palla».

La “hydro pet therapy” è poco conosciuta in Italia. Che reazioni avete avuto finora alla vostra proposta? Avete avuto riscontri positivi?
«Abbiamo proprio appena cominciato e dobbiamo ancora farci conoscere. Finora, più che altro, stiamo lavorando con persone che già ci conoscevano e che si sono avvicinate alla pet therapy con i cavalli e con i cani da terra. E posso dire che queste persone sono soddisfatte, come lo siamo anche noi che vediamo i progressi di ognuno di loro. Bisogna tenere conto che si tratta di una attività sperimentale, qui da noi in Italia. Non sto parlando solo della hydro pet therapy, ma della pet therapy in generale, rispetto alla quale il nostro governo non rilascia alcun certificato che accerti i benefici che l’uomo riceve a contatto dell’animale.
Per quanto riguarda, poi, la hydro pet therapy in particolare, so che c’è ad esempio un Centro a Mantova che lavora in una piscina coperta e quindi prosegue anche durante l’inverno, mentre noi che abbiamo trovato spazio in una piscina all’aperto sospenderemo le attività con il calare delle temperature. A Mantova so che lavorano soprattutto con persone che hanno problemi di dislessia o che soffrono di autismo e stanno ottenendo ottimi risultati. In questi primi mesi, noi abbiamo lavorato in particolare con due persone in carrozzina, una delle quali è proprietaria di un cane già addestrato da noi, capace ad esempio di raccogliere oggetti da terra e aprire cassetti (per avere maggiori informazioni su questo tipo di addestramento specifico, che ChiaraMilla ha chiamato Progetto Abili a Quattro Zampe, si legga anche qui). Inoltre, stiamo lavorando con alcuni bambini con problemi comportamentali, ad esempio iperattivi, e autistici». (Barbara Pianca)

Per ulteriori informazioni: ChiaraMilla, Via Canne 198/1, 44048 Santa Maria Codifiume (Ferrara), tel./fax 0532 857589, Marina Casciani tel. 389 6814243

 

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