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A Zurigo con Silvia

Un'immagine delle Cascate del Reno di Sciaffusa, a mezz'ora da ZurigoDisponendo di una settimana di “ferie possibili” – e tralasciando la sottile, ahimè, differenza tra ferie possibili, programmate e godute – cerchiamo una meta non troppo lontana, bella e accessibile e puntiamo su Zurigo, in Svizzera, da più parti ritenuta tra le prime città al mondo come qualità della vita, persone con disabilità incluse.
Cinque-sei ore di macchina – con un paio di soste per le necessità di Silvia di cambiare posizione – il nuovo (si fa per dire perché comprato usato) Mercedes Viano, successore della mitica vecchia Ulysse, carico all’inverosimile… e via.

Siamo attrezzatissimi. Due carrozzine (una di scorta, giacché le “malvage” vanno incontro ad avarie stranissime durante le vacanze), materiale sanitario sufficiente ad allestire un piccolo “ospedale da campo” e un bel po’ di euro.
Eravamo stati, anni addietro, alcune volte in Svizzera, ma la zona di Zurigo ci mancava. Soggiorniamo in un albergo economico – si fa per dire! – della catena Accor a Zurigo West, a fianco di un grandissimo capannone industriale trasformato in centro commerciale e culturale con antistante ampia piazza, ove assisteremo a un affollatissimo concerto rock in occasione della Festa Nazionale Elvetica.
Fortunatamente c’è anche un grande magazzino di una nota catena svizzera, con attrezzata caffetteria e supermercato alimentare,con una bella scelta di specialità pronte, comprese ottime tortine di verdure biologiche ed erbette amare che ci permettono di compensare il gran numero di würstel variamente arrostiti ingurgitati.
La camera è ampia, per i criteri attuali, con un grande, comodo e ben attrezzato bagno, il tutto ben accessibile e fruibile.

Zurigo è bellissima: la giriamo in lungo e in largo sui comodi enormi tram che si fermano a livello del marciapiede e che hanno ampi spazi per le carrozzine dei bambini e della nostra “bambina un po’ cresciuta” chiamata Silvia.
Notevolissimi i parchi in riva al lago, puliti e ben curati. Altrettanto si può dire dello zoo, con percorsi un po’ in salita, ma del resto bisogna tenersi in forma anche in vacanza. Da non perdere la ricostruzione di una foresta fluviale sotto un enorme “bolla”, con vegetazione e animali vari.
I dintorni meriterebbero più tempo di quello che abbiamo: vediamo Zug e qualche altro paesino caratteristico, con i centri storici medievali-rinascimentali ben restaurati.
Naturalmente non ci facciamo sfuggire una gita in battello a ruote e quella un po’ più audace alle Cascate di Sciaffusa (parcheggio per disabili gratis, uno dei pochi trovati), su una sorta di chiatta che ricorda i mezzi da sbarco della seconda guerra mondiale; è su tale mezzo che Silvia affronta impavidamente spruzzi dal Reno e… dal cielo (sono state vacanze un po’ bagnate).

Concludendo: andate a Zurigo, se potete, al limite anche solo per un fine settimana. Naturalmente è molto meglio per una settimana intera. Non dimenticate, però, un bel po’ di euro: infatti, è una città bella, ma dannatamente cara.

*Presidente ABC Liguria (Associazione Bambini Cerebrolesi).