Si riparte dalle bocce

Disciplina di antichissima tradizione, infatti, il gioco delle bocce è anche un’attività sportiva idonea alle persone con disabilità e come tale rientra a pieno titolo nel Progetto “Sport e Disabilità”, avviato lo scorso anno presso il Comune di Maniago (Pordenone), per coinvolgere le persone con disabilità nelle attività sportive, per favorirne la socializzazione e l’apprendimento nel rispetto delle regole e per farle uscire dall’isolamento in cui sovente sono costrette loro malgrado

Henri Matisse, Il gioco delle bocce, 1908, San Pietroburgo, Museo dell'ErmitageA differenza di quel che comunemente si può pensare, le bocce non le lanciano solamente più o meno arzilli nonnetti che si ritrovano nei campetti per quattro tiri in allegria. Il gioco delle bocce, infatti, ha una tradizione antichissima: in Turchia (a Catal Huyuk) sono state ritrovate alcune sfere in pietra – antenate delle attuali bocce – che risalgono circa al 7000 avanti Cristo e anche in Egitto sono stati trovati degli oggetti simili in una tomba, risalenti al secondo millennio avanti Cristo.
Nel gioco moderno, poi, le bocce venivano realizzate in avorio e risultavano quindi molto costose, soprattutto perché l’omogeneità delle zanne di elefante, da cui erano ricavate, è variabile (in media era idonea una zanna su cinquanta). Abolita questa barbarie, con l’invenzione e il perfezionamento della bachelite, le bocce da biliardo sono state realizzate in questo materiale più povero e la cosa ha reso la pratica della disciplina molto più economica e accessibile. Ciò premesso, le bocce possono essere uno strumento oltremodo utile per sviluppare non solo nuovi interessi, ma anche nuove, perché no, abilità.

A riprova di ciò, dopo la pausa estiva, riprenderà venerdì 24 settembre – proprio al Bocciodromo Comunale di Maniago (Pordenone) – il Progetto Sport e disabilità – Insieme si può [se ne legga nel nostro sito un’ampia presentazione, cliccando qui, N.d.R.], cui hanno già preso parte ben duecento persone – soprattutto ragazzi e ragazze – provenienti non solo da Maniago, ma anche dalle vicine località di Codroipo, Azzano Decimo, Spilimbergo, Istrago e da Pordenone stessa.
Nella fattispecie dell’iniziativa dedicata alle bocce, essa è stata resa possibile dalla generosità di soci e volontari dell’Associazione Bocciofila Violis e dell’intero quartiere di Sud ferrovia e si protrarrà tutti i venerdì (ore 10-11.30), con una breve pausa solo per le festività natalizie. La Bocciofila Violis accoglierà dunque gli ospiti del Centro Diurno di Maniago e della Comunità Alloggio Casa Carli (gestita dalla Cooperativa Sociale Itaca), per svolgere attività motorie e ricreative, ma non solo.

«L’idea di dedicare momenti di solidarietà ai ragazzi e agli adulti con disabilità, avviata dalla Violis nel 2005, nasce dalla convinzione – afferma il presidente della Bocciofila Violis, Renzo Bolzicco – che le persone con disabilità stesse possano, se adeguatamente stimolate e istruite, godere dei benefìci della pratica di una disciplina sportiva di squadra o individuale».
Sport e disabilità – vale la pena ricordarlo – è un progetto pilota attivato l’anno scorso dal Comune di Maniago che vede coinvolti assieme l’Assessorato alle Politiche Sociali, retto da Ilia Franzin, e il Referato allo Sport che fa capo a Gianfranco Turatti, con il sostegno del presidente della Provincia di Pordenone Alessandro Ciriani. Fondamentale per il successo ottenuto durante il primo anno è stata la preziosa collaborazione di alcune associazioni sportive del territorio, tra le quali – oltre alla citata Violis – sono coinvolte a vario titolo Maniago Nuoto, Basket Maniago, Gruppo Arcieri Maniago, Jouf Ski & Snowboard Team e Judo Club Maniago, oltre alla Lega Handicap e alla Cooperativa Sociale Itaca.
«Attraverso momenti collegiali di allenamento sportivo e di coinvolgimento nelle competizioni – si leggeva nel progetto – alle persone con disabilità viene proposta la possibilità di praticare una sana attività fisica attraverso la quale godere dei non rari momenti di incontro e condivisione». Anche perché la partecipazione, aperta a tutti, non è vincolata ad aspetti economici, così come gli allenamenti e le competizioni si svolgono nelle migliori condizioni ambientali e organizzative.

Tornando al gioco delle bocce, «esso – dichiara ancora Bolzicco – si è rivelato come attività sportiva idonea a diverse età e livelli di disabilità. Pur essendo poi un programma principalmente sportivo, la Bocciofila Violis offre ai duecento ragazzi e ragazze coinvolti nel progetto anche la possibilità di fare esperienze sociali e culturali, occasioni di scambio di opinioni, esperienze ed informazioni tra gli operatori e le famiglie e momenti di socializzazione».
Ogni anno, infatti, nel mese di giugno, ottiene sempre maggiore successo e partecipazione la manifestazione Sport e solidarietà: l’unione che dà forza, diventata ormai appuntamento fisso, cui partecipano finanche gli ospiti dell’ANFFAS di Pordenone (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), del Laboratorio Socio Occupazionale di Barbeano di Spilimbergo, insieme a operatori sanitari e familiari.
Va riconosciuto, infine, un particolare merito ai cinque tesserati della Bocciofila Violis Maniago che ogni venerdì offrono gratuitamente e generosamente la loro preziosa collaborazione, vale a dire Luca Sante Basso, Gianfranco Famea, Lino Perin, Tiziano Pioli e Claudio Rosa Gastaldo.

Obiettivo più generale di Sport e disabilità è coinvolgere le persone con disabilità nelle attività sportive, per favorire la socializzazione, l’apprendimento nel rispetto delle regole e per uscire dall’isolamento in cui sovente sono loro malgrado costrette. Lo spirito del progetto è infatti quello di valorizzare l’importanza che lo sport può avere come elemento di crescita personale, cercando di abbattere le barriere mentali e culturali che spesso sorgono, dando l’opportunità di integrarsi nella società. (Fabio Della Pietra)

Per ulteriori informazioni: ufficio.stampa@itaca.coopsoc.it.
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