I magici momenti vissuti in Egitto dalle «Talpe subacquee»

Con le pinne in una mano e il bastone bianco nell’altra, i subacquei del Gruppo sportivo dell’Associazione Disabili Visivi (ADV) – già simpaticamente ribattezzati “Talpe subacquee” – sono rientrati in Italia, dopo un soggiorno di una settimana a Wadi Gimal, splendida località del Mar Rosso, nell’omonima riserva marina protetta. E sono stati in tanti a poter godere della riposante sensazione di essere circondati e protetti dal mare amico e di potersi muovere nelle tre dimensioni senza l’ostacolo della forza di gravità, nel meraviglioso scenario della barriera corallina

Le mani della guida e quelle della persona non vedente - contraddistinta dalla fascia a righe gialle e nere - si toccano nella posizione cosiddetta «rudder» (timone)Si è conclusa il 10 ottobre scorso la seconda “Settimana blu” all’estero dei subacquei non vedenti dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), che ha avuto questa volta come meta la località egiziana di Wadi Gimal, nell’omonima riserva marina protetta [alla prima “Settimana blu” il nostro sito dedicò nel 2009 il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.]. A seguito dell’ottima riuscita dell’analoga manifestazione nel 2009 a Makadi Bay, sempre sulla riva egiziana del Mar Rosso, quest’anno la comitiva si è accresciuta, fino a comprendere ben trentatré persone.
Più di un terzo dei non vedenti – già regolarmente muniti di brevetto di sommozzatore – hanno eseguito le dieci immersioni prenotate sulla meravigliosa barriera corallina e alcuni di essi, entusiasti per la scoperta di questo ambiente marino, del tutto differente rispetto a quello mediterraneo, non si sono accontentati e hanno voluto godere di alcune immersioni supplementari. Essi hanno potuto così toccare coralli duri e molli, spugne di varie forme e consistenze e persino nuotare insieme a delle simpaticissime testuggini, ciò che è stato possibile in virtù di una speciale dispensa che è stata sempre ottenuta in tutti i mari tropicali del mondo, dopo avere dimostrato ottime capacità di stabilità e di acquaticità, oltre che la conoscenza delle modalità di contatto con gli organismi marini necessarie per non danneggiarli e per non farsi male.
Va ricordato che – per coloro i quali non hanno mai avuto il senso della vista – questo è l’unico modo per poter godere dell’incredibile spettacolo della vita sottomarina e delle svariate forme che popolano la barriera corallina, a differenza di chi può farlo semplicemente guardando i meravigliosi documentari proiettati sul piccolo schermo.

Un altro terzo dei non vedenti ha preso per la prima volta confidenza con le bombole e con la riposante sensazione di essere circondati e protetti dal mare amico e di potersi muovere nelle tre dimensioni senza l’ostacolo della forza di gravità. I rimanenti, più pigri o meno avventurosi, si sono limitati a nuotare nelle caldissime acque tropicali e a prendere il sole su una lunga spiaggia di sabbia bianca. Gli istruttori che hanno accompagnato le persone nelle profondità del mare – in parte italiani e in parte locali – erano tutti preparati alla guida dei non vedenti per avere seguito specifici corsi tecnici.
Wadi Gimal, Egitto: foto di gruppo per le «Talpe subacquee» dell'Associazione Disabili VisiviDa ricordare anche che la scherzosa denominazione di “Talpe subacquee”, molto ben accolta dai partecipanti, è comparsa per la prima volta sulle t-shirt azzurre donate lo scorso anno dal Centro di Immersioni di Makadi Bay e si è ripetuta sulle magliette arancione predisposte quest’anno dall’Associazione.

Qualcuno potrebbe chiedersi come mai un cieco – il cui contatto con l’ambiente esterno è fatto soprattutto di indicazioni sonore e olfattive – possa trovarsi a suo agio in un ambiente in cui domina il silenzio rotto soltanto dal rumore delle bolle che escono dall’erogatore e nel quale gli odori sono del tutto banditi. In realtà,come spiega nel libro Sott’acqua con un cieco il presidente dell’ADV Giulio Nardone, «anche chi non vede avverte la bellezza quasi ipnotica del silenzio profondo ed è portato a concentrare la sua attenzione sulle sensazioni tattili, sullo scorrere dell’acqua sulle parti scoperte del proprio corpo, sul variare della temperatura, sull’infinita varietà di sensazioni trasmesse al cervello dai polpastrelli che accarezzano la flora e la fauna subacquea» [sul libro “Sott’acqua con un cieco”, segnaliamo anche – sempre nel nostro sito – il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.].
Durante il volo di ritorno, un intervistatore improvvisato ha registrato in audio le impressioni a caldo dei non vedenti e dei loro accompagnatori: fra i primi, le espressioni più ricorrenti sono state «un’esperienza arricchente», «sentirsi immersi nella natura», «sensazioni emozionanti», «la vacanza più bella della mia vita». E il commento di una guida subacquea che per la prima volta metteva in pratica con i non vedenti le teorie apprese: «Un’esperienza che mi ha spalancato un mondo».
C’è stato poi anche chi ha approfittato della giornata di stop dalle immersioni per la gita archeologica a Luxor e alla Valle dei Templi o per la “cammellata nel deserto” («impressionante il silenzio nella sua forma assoluta»). E ancora, alcuni non vedenti hanno sperimentato il senso di libertà che dà il poter guidare la “quod”, la moto da deserto su e giù per le dune. Alla fine tutti si sono detti ansiosi di poter ripetere questa bella esperienza.

La seconda “Settimana blu” viene ad aggiungersi alle nove “Settimane verdi” già organizzate dall’ADV sulle Dolomiti e alle ventotto “Settimane bianche” che hanno portato nel corso degli anni parecchie centinaia di soci non vedenti a sciare sulle piste di discesa e di fondo del massiccio del Civetta.

Per ulteriori informazioni: segreteria@disabilivisivi.it.
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