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Quei tagli che rischiano di ripercuotersi soprattutto sui più deboli

Fotografia scattata dalla ruota di una carozzina che inquadra un'altra persona con disabilitàÈ una Delibera prodotta il 7 settembre scorso dalla Giunta Comunale di Torino la “pietra dello scandalo” che sta provocando una dura protesta nel capoluogo piemontese, come denuncia “Una tegola per cappello“, coordinamento di ex consulenti tecnici specializzati, che per circa dieci anni hanno lavorato – tramite la cooperativa Il Sogno di una Cosa – come esperti di attività espressive, cognitive e psicomotorie presso i Centri Diurni Disabili del Comune di Torino, coinvolgendo la quasi totalità delle persone con disabilità ospiti di quelle strutture – anche persone con patologie gravi e gravissime – che ora rischiano di subire un conseguente peggioramento della qualità della loro vita.

«Quei laboratori – spiegano i componenti di Una tegola per cappello – sono stati reali spazi di vita nei quali la persona poteva esprimere, mantenere, accrescere le proprie capacità e autonomie personali e svilupparne di ulteriori. I progetti coniugavano costantemente un’elevata professionalità tecnica a una disponibilità all’ascolto, all’attenzione alle relazioni, alla vera conoscenza delle persone. Tutte iniziative rivolte alla costruzione di rete, dando risposta ai desideri dell’ospite, in particolare quello di uscire dall’isolamento e incontrare l’altro. Si sono realizzate, inoltre, molte collaborazioni con Servizi Sociali, Associazioni, Circoscrizioni e numerose sono state le occasioni di incontro e confronto, insieme alle mostre, gli spettacoli e le feste, anche al di fuori dei Centri. Tanti utenti disabili, insomma, si sono sentiti finalmente coinvolti nella vita sociale, hanno partecipato ad iniziative artistiche ed espressive importanti. Un esempio significativo: uno di loro, forte del percorso riabilitativo e del rapporto con i tecnici della cooperativa Il Sogno di una Cosa è diventato a sua volta lavoratore e consulente per la stessa, proponendo un progetto speciale di altissima qualità».

Ebbene, quel provvedimento del Comune di Torino – che fino a pochi giorni fa, tra l’altro, non era stato ancora comunicato alle famiglie delle persone con disabilità – rischia ora di azzerare tutto quel lavoro, con l’eliminazione di ben 35 diverse attività, ripercuotendosi – per dare qualche cifra – su 300 persone con disabilità coinvolte in esse e su 15 Centri Diurni in cui erano impegnati 50 consulenti tecnici.
«La motivazione, come sempre accade, soprattutto di questi tempi, è quella dei tagli alla spesa pubblica – aggiungono da Una Tegola sul Cappello – ma crediamo che sarebbe bene rifare i conti e ripensare un taglio che va a spese dei più deboli, di persone e non solo di numeri».

Quegli stessi consulenti tecnici, dunque, hanno deciso di promuovere un presidio di protesta – insieme ad educatori, assistenti sociali, operatori socio sanitari, istruttori e anche associazioni di genitori – per lunedì 25 ottobre a Torino, in Piazza Palazzo di Città (ore 16.30). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: tegolapercappello@libero.it.