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Non stanchiamoci di ripeterlo: la scuola è luogo e patrimonio di tutti!

Il presidente della Provincia di Udine Pietro FontaniniDunque “c’è chi insiste” e che oltretutto continua a darci ragione, quando avevamo scritto, qualche giorno fa, che «ci sono casi in cui le smentite rischiano di confermare proprio quanto si intendeva smentire» (se ne legga cliccando qui). E così, dopo Giuseppe Pellegrino, l’assessore comunale di Chieri (Torino), secondo il quale per un ragazzo affetto da grave disabilità psichica – anche se egli aveva dichiarato di volersi riferire a un singolo caso – si dovrebbero «individuare, e ove non esistenti realizzare, altre localizzazioni più efficacemente strutturate, con risorse umane e materiali all’uopo predisposte, più funzionalmente idonee a rispondere alla domanda di aiuto», dopo Joanne Maria Pini, docente del Conservatorio di Milano, secondo il quale c’è una «pseudoscienza senza bussole che fa comparire organismi che non lo dovrebbero», le ennesime parole assai pesanti nei confronti dell’inclusione scolastica e del percorso da essa attuato nel nostro Paese in oltre trent’anni arrivano da Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, segretario regionale della Lega Nord nel Friuli Venezia Giulia ed ex insegnante di scuola media, con laurea in Sociologia.
Infatti, nel corso di un convegno a Palmanova, in provincia di Udine, Fontanini – secondo quanto riportato da vari organi d’informazione – si sarebbe pronunciato in questo modo: «I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati». Subito dopo la smentita, che tuttavia – come annotavamo – non fa che confermare il concetto espresso: «In Germania – le parole del presidente -, dove ci sono percorsi differenziati per ragazzi con problemi, le cose funzionano meglio».
Qui di seguito presentiamo il nostro commento, affidato a Marina Cometto, presidente dell’
Associazione “Claudia Bottigelli” per la Difesa dei Diritti Umani e l’Aiuto alle Famiglie con Figli Disabili Gravissimi. Non possiamo però non riportare le reazioni assai negative alla “sparata” di Pietro Fontanini, innanzitutto da parte dei presenti al Convegno di Palmanova e poi non solo dalle opposizioni politiche del Friuli Venezia Giulia, ma anche dai rappresentanti istituzionali della sua stessa parte.
«Attonito e indignato – si è detto ad esempio Vladimir Kosic, assessore regionale alla Sanità e persona con disabilità – per dichiarazioni che vanno in palese contrasto con tutto quello che stiamo facendo con gli enti locali e le famiglie sul tema della disabilità» e «in totale dissenso» si è dichiarato anche il consigliere regionale del Popolo delle Libertà (PdL) Paolo Ciani. Dal canto suo, Renzo Tondo, presidente di centrodestra della Regione ha affermato: «Ha ecceduto, è stata una frase del tutto infelice. L’integrazione è stato un risultato non semplice da raggiungere, ma che ha consentito a tanti ragazzi in difficoltà e alle loro famiglie di ottenere obiettivi di crescita veramente importanti».
Non può non colpire, in conclusione, questo infittirsi di frasi pronunciate contro “la scuola di tutti”. Che sia l’attuale clima politico e sociale del nostro Paese a favorire “l’uscita allo scoperto” di posizioni prima magari non dichiarate? (Stefano Borgato)

Gentile Dottor Fontanini, Ho letto su numerosi quotidiani italiani, tra cui «Il Piccolo» di Trieste del 23 ottobre scorso, la sua seguente affermazione: «I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati». Ad essa è seguita, sempre secondo quanto scritto nell’articolo, la sua smentita: «Quello che ho detto è che, rispetto al modello italiano che prevede l’insegnante di sostegno, si potrebbe pensare a quello in vigore in altri Paesi europei: la classe differenziata».
Come genitore e come presidente di associazione che si occupa di disabilità, sono molto dispiaciuta e preoccupata da queste sue parole, proprio perché pronunciate da un politico che dovrebbe rispettare e far rispettare le leggi esistenti in Italia e non metterle in discussione pubblicamente. Per questo, infatti, esiste il Parlamento.
Ho sempre pensato e continuo a pensare – nonostante il negativo esempio di molti politici – che l’uguaglianza dei diritti e dei doveri fosse alla base di una democrazia vera, seria e onesta, in grado di impegnarsi per rendere il proprio Paese civile, accogliente e vivibile positivamente, oltre che di esempio per quelle Nazioni che ancora non si sono scrollate di dosso il timore di confronto e collaborazione con chi e con quello che ritengono “diverso”, che ancora vivono la chiusura intellettuale e intellettiva di fronte alle variegate differenze che esistono fortunatamente tra gli esseri umani. E invece le sue parole dimostrano che ancora in questo nostro “bel Paese”, in fatto di civiltà culturale e di pensiero, siamo molto indietro.
Lei è stato insegnante, ora politico, pagato con il denaro pubblico di tutti i contribuenti, quindi anche con il denaro versato dalle famiglie di quelle persone (perché sono persone, non se n’era accorto?) che lei vorrebbe ghettizzare «in classi differenziate». I bambini devono stare con i bambini, gli studenti sui banchi di scuola non devono solo imparare nozioni, ma devono anche conoscere la vita, quella vera, certo con l’aiuto di insegnanti validi e formati sia culturalmente che umanamente. I ragazzi con disabilità non solo traggono giovamenti, ma offrono opportunità ai propri compagni, con la speranza che questi crescano con coscienze più mature e umane delle generazioni precedenti che tanto  male hanno fatto all’umanità intera.
L’assessore regionale del Friuli Veneiza Giulia, Vladimir Kosic, sempre secondo quell’articolo, avrebbe affermato: «Ricordo che la legge nazionale 517/1977 ha stabilito, con una scelta di umanità e rispetto, le “classi speciali” che altro non erano che ospedali psichiatrici per bambini», dimenticando anche lui, tra l’altro, la più recente Legge 104/92, la Legge 67/06 sulle discriminazioni e la recente Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
C’è molta disinformazione e discriminazione nella nostra politica, Dottor Fontanini, e questo non è certo un fatto positivo né per chi queste forme discriminatorie le mette in atto né per chi dovrebbe subirle, e le assicuro che chiunque ci proverà troverà una marea di persone che si opporranno, quantunque queste vengano mascherate da «buone e positive azioni per il bene degli studenti stessi»!

Marina Cometto – presidente dell’Associazione “Claudia Bottigelli” per la Difesa dei Diritti Umani e l’Aiuto alle Famiglie con Figli Disabili Gravissimi.

Della vicenda che ha coinvolto l’assessore comunale di Chieri (Torino) Giuseppe Pellegrino, si sono occupati, nel nostro sito, i testi intitolati: Fuori i disabili dalle classi? No, fuori quell’assessore da Giunta e Consiglio! (di Giorgio Genta) (cliccare qui); Siamo seriamente preoccupati per questi continui attacchi ai diritti! (di Roberto Speziale) (cliccare qui); È ora di far suonare un campanello d’allarme (di Franco Bomprezzi) (cliccare qui); Se le associazioni e l’opinione pubblica vigilano sull’informazione (di Giorgio Genta) (cliccare qui); Il pregiudizio, i tagli alla scuola e l’insegnamento di Socrate (di Salvatore Nocera) (cliccare qui); Caro Assessore, non bastava scusarsi? (cliccare qui).

Sulle dichiarazioni, invece, di Joanne Maria Pini, docente di Teoria dell’Armonia al Conservatorio di Milano, abbiamo pubblicato: È ora di far suonare un campanello d’allarme (Franco Bomprezzi) (cliccare qui); Il «nazista»* che insegna Teoria dell’Armonia (Giorgio Genta) (cliccare qui); In un passato non lontano, certe affermazioni furono prese molto sul serio… (Fulvio Santagostini, Giovanni Merlo e Franco Bomprezzi) (cliccare qui); Se le cose vanno così, allora è proprio il periodo più triste! (Matteo Schianchi) (cliccare qui).