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Per contrastare quell’«epidemia silenziosa»

Puzzle con un pezzo rosso a parteSono già numerose le iniziative nazionali promosse in ottobre dalla FNACT (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico), nel tentativo di dare la maggiore visibilità possibile a quella vera e propria “epidemia silenziosa” costituita dalle vittime di gravi cerebrolesioni acquisite, sia da trauma cranico – la maggior parte dei quali a causa di incidenti stradali – sia da problemi cardiovascolari (inctus, infarti e aneurismi). Si è incominciato infatti il 7 ottobre a Bergamo, con la prima Giornata Nazionale per la Ricerca nelle Gravi Cerebrolesioni Acquisite, per continuare il 16 ad Alghero (Sassari), con la tredicesima Giornata Nazionale del Trauma Cranico (Problematiche conseguenti agli esiti di gravi cerebrolesioni acquisite. Protagonisti ed Esperti a confronto) e il 23 a Bra (Cuneo), con un convegno sulla sindrome di locked-in (La vita dietro il coma) (dei due primi appuntamenti si può leggere anche nel nostro sito, cliccando qui e qui).
A concludere il mese nel migliore dei modi vi sarà ora, venerdì 29 ottobre a Torino (Via Cimabue, 2, ore 12), l’inaugurazione del Centro Puzzle 2 – alla presenza del sindaco di Torino Sergio Chiamparino e dell’assessore comunale alla Famiglia, alla Salute e alle Politiche Sociali Marco Borgione – struttura che intende rispondere all’incessante domanda di tutte le persone con gravi cerebrolesioni che, una volta uscite dallo stato vegetativo e di minima socienza, necessitano di terapie che li aiutino a reinserirsi nel “mondo”, sconfiggendo le varie problematiche createsi con i danni cerebrali. Ed è proprio ai responsabili del Centro Puzzle che ben volentieri cediamo la parola, per presentare il nuovo servizio. (S.B.)

«Nel mondo, ogni anno, sotto gli occhi di tutti, ogni giorno succede una strage continua e inarrestabile; muoiono più di un milione di persone. quale potrà essere la sua causa: un terremoto, una guerra nucleare, un’epidemia? Sì, proprio un’epidemia: sono gli incidenti stradali». Questa frase, tratta da un DVD realizzato da Bruno Bozzetto, sparataci in faccia dai media, ci sorprende appena e quindi scivola via velocemente nel dimenticatoio. Diverso però è quando le vittime degli incidenti stradali sono molti di meno, addirittura una sola. Quando infatti questa notizia arriva sul proprio cellulare e riguarda magari una persona cara, da quel momento più nulla sarà come prima e il futuro sarà pieno di sofferenze e di abbandono.

In Italia, ogni anno, per gli incidenti stradali, muoiono dalle 6 alle 8.000 persone e accanto a questa notizia drammatica ve n’è un’altra altrettanto degna di attenzione, ma in genere poco percepita dalla società nella sua gravità. Ci si riferisce alle migliaia di persone (circa 20.000) che ogni anno vincono la battaglia con la morte ed escono dallo stato vegetativo, ma alla cui richiesta di aiuto la società non presta la minima attenzione. La tragedia, quindi, si trasforma in un'”epidemia silente” che si consuma in famiglia.
Le strutture che possono accompagnare queste persone – nel lento ritorno alla vita – sono molto poche e non sempre con la professionalità necessaria. Ora un nuovo, imminente evento servirà a migliorare la risposta – seppure in termini numericamente minimi – a questa impellente domanda.
Il 29 ottobre, infatti, in Via Cimabue a Torino (ore 12), verrà inaugurato il Centro Puzzle 2, che si porrà all’avanguardia tra i soggetti che seguono le persone vittime di gravi cerebrolesioni acquisite. Il Centro, infatti, è una struttura socio-sanitaria ad alta valenza riabilitativa, accreditata dal Comune di Torino e realizzata anche grazie a un contributo della Regione Piemonte e delle Fondazioni Bancarie (Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT).
L’edificio è sviluppato su tre piani ed è composto da un Centro Diurno per venti persone e da sette minialloggi, per un totale di circa 2.000 metri quadrati. Puzzle 2 è collegata con Puzzle 1, Centro Diurno pilota,  primo nel suo genere in Italia, operativo dal 2001. Entrambe le strutture si dedicano al recupero delle potenzialità residue e al reinserimento socio-lavorativo e familiare dei gravi TCE (traumi cranio-encefalici) e delle gravi cerebrolesioni.
Direttore scientifico del progetto è Marina Zettin, docente a contratto dell’Unìversità di Torino e autrice di libri e pubblicazioni di livello nazionale e internazionale sul trauma cranico. Il suo gruppo è formato da un’équipe multidisciplinare che lavora in sinergia, composta in prevalenza  da neuropsicologi, per la riabilitazione neurocognitiva e comportamentale, oltre che da educatori, OSS (Operatori Socio Sanitari), fisioterapisti, logopedisti, medici specialisti (neurologo, fisiatra, psichiatra), esperti di musica e di attività motorie adattate.
Il Centro Puzzle 2 è anche dotato di apparecchiature robotizzate per il cammino, quali Erigo e Pigro (progetto eseguito con il Politecnico di Torino in corso di sperimentazione) e di una piscina terapica.
Per quanto poi riguarda gli alloggi, essi rientrano in un progetto sperimentale con le ASL di Torino e Provincia, per facilitare le dimissioni dalle strutture ospedaliere intensive. Ospitano sette pazienti con un familiare allo scopo di “educare” la famiglia alla gestione a domicilio del paziente anche in stato vegetativo o minimal responsive. Si tratta di mono o bilocali, dotati di cucina-soggiorno, camera da letto e bagno per disabili. Il personale presente per ventiquattr’ore su ventiquattro è composto da OSS, neuropsicologi/educatori e da personale specialistico a progetto.

I responsabili dei Centri Puzzle 1 e 2.

Per ulteriori informazioni: Centri Puzzle 1 e 2, tel. 011 3119900, centropuzzle@tiscali.it; e sulle attività della FNATC: tel. 334 3178202, paolofogar@alice.it; o anche: Associazione Amici di Samuel, tel. 035 5292958, info@amicidisamuel.it.