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I bambini, i genitori e l’impatto della rivoluzione digitale

Due ragazzini davanti al computerIn occasione della consegna a Milano del Child Guardian Award – terza edizione del premio promosso da Terre des Hommes, dedicato alle imprese che tutelano l’immagine dei minori nella pubblicità, coniugando il rispetto dei diritti dell’infanzia con un linguaggio comunicativo efficace – è stata anche presentata un’interessante ricerca commissionata alla Società People, da un innovativo gruppo di soggetti (Google, Vodafone e la Fondazione Ugo Bordoni), messi insieme dalla stessa Terre des Hommes, organizzazione leader nella protezione dei diritti dell’infanzia.
Al centro di tale studio – denominato Bambini e Nuovi Media: una ricerca di People per Terre des Hommes – vi è stata per la prima volta non solo la relazione tra bambini, “nuovi” (Internet, cellulare, social network e videogiochi) e “vecchi” media (TV, giornali e radio), ma anche il sempre più complicato ruolo svolto dai genitori in questo rapporto spesso “caldissimo”.

La rivoluzione digitale, infatti, abbracciata entusiasticamente dai bambini, mette a dura prova proprio i genitori, che non sempre hanno la consapevolezza o le competenze per supportare i figli a un uso responsabile dei media. La ricerca, dunque, delinea un quadro in cui solo una minoranza di genitori è consapevole dell’importanza di spendere tempo per accompagnare con competenza, regole e dialogo i figli nel mondo dei media che cambia, con nuovi linguaggi, nuove opportunità, ma anche nuove insidie, mentre a vari livelli la maggioranza rischia di lasciarli soli, abdicando al proprio ruolo di genitori, con il rischio di rendere più conflittuale il rapporto in famiglia.
E così – pur spaesati e incerti di fronte a un contesto che faticano a comprendere e regolare – gran parte dei genitori italiani non dimostra molta voglia di aggiornarsi, demandando spesso alla scuola l’educazione ai media.

Alcuni dati emersi dallo studio. Solo il 18% dei genitori – quelli che la ricerca definisce Esperti – sembrerebbero non solo conoscere le nuove tecnologie, ma anche essere disposti a svolgere fino in fondo il loro ruolo, dosando regole chiare e semplici con il dialogo e la capacità di affiancarsi ai figli. La parte restante del campione, invece, oscilla tra ansia, compiacimento spesso immotivato e un imprudente permissivismo. I più numerosi sono i cosiddetti Ansiosi (ben il 35% degli intervistati), che coscienti di essere impreparati davanti alla continua evoluzione tecnologica, si rifugiano in divieti che non solo non sanno argomentare, ma che a volte finiscono per non saper imporre.
Dai divieti non spiegati al compiacimento, il passo, in termini statistici, è breve. Infatti, il 26% dei genitori italiani, i Compiaciuti, si dimostrano orgogliosi del fatto che i figli sappiano utilizzare bene i nuovi media e considerano l’esposizione massiccia agli stimoli dei diversi apparecchi elettronici semplicemente come segno di intelligenza e autonomia. Perciò non sembrano intenzionati a mettere freni alla “dieta mediatica” dei figli. Chiudono la classifica i Permissivi, il 21% del campione, che finiscono per lasciare ai media il compito di bàlia.

«Occorre intervenire al più presto – dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes – ricordando ai genitori che proteggere i bambini significa saper dosare regole e dialogo, limiti e capacità di accompagnarli verso una maggiore autonomia. Un ruolo importante lo deve svolgere la scuola, ma sono i media stessi che possono e devono avere un ruolo decisivo nell’accompagnare i genitori alla riconquista della funzione perduta di educatori».
Impossibile? Forse no, visto che proprio grazie al contributo dei media e della scuola sembra essere stata vinta la battaglia della sicurezza online, che vede genitori e figli sempre più consapevoli dei rischi di adescamento, cyberbullismo e pedofilia. «I grandi sforzi che le aziende più responsabili stanno facendo per assicurare il livello più elevato di sicurezza ai minori che usano i new media – annota ancora Salinari – sono ben rappresentati dal pool che si è raccolto attorno alla ricerca di People e Terre des Hommes, mostrando grande sensibilità e capacità di visione a lungo termine». (Barbara Erba)

Una sintesi della ricerca Bambini e Nuovi Media è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Terre des Hommes Italia, tel. 02 28970418, ufficiostampa@tdhitaly.org.