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Sardegna: la mobilitazione continua

Un'immagine della manifestazione promossa a Cagliari il 4 novembre dalla FISH Sardegna, davanti alla sede del Consiglio RegionaleCome avevamo scritto nei giorni scorsi, è forte, in Sardegna, la mobilitazione delle associazioni di persone con disabilità, dopo l’approvazione della Deliberazione della Giunta Regionale n. 34/30, che avrebbe stabilito il taglio di 25 milioni di euro (su un budget di 116), rispetto ai fondi destinati ai progetti personalizzati, in base alla Legge 162/98.
In tal senso, una manifestazione di protesta ha avuto luogo presso il Consiglio Regionale, promossa dalla
FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), mentre sempre a Cagliari è in corso un’assemblea indetta dal Comitato dei Familiari per la 162, insieme alla Consulta delle Persone con Disabilità della Provincia di Cagliari.
Dal canto loro, i consiglieri del Partito Democratico Marco Espa e Mario Bruno hanno presentato in Consiglio Regionale una mozione, firmata da ventisette consiglieri dell’opposizione, in cui si chiede alla Giunta di modificare i criteri per la predisposizione e l’erogazione dei finanziamenti, per l’accesso ai progetti personalizzati per persone in situazione di handicap grave. «I diritti delle persone disabili – dichiarano Espa e Bruno – non devono essere sacrificati in virtù di un calcolo puramente economico. Siamo consapevoli che la spesa non può essere infinita, ma qualunque cambiamento deve essere sperimentato per non creare dolorosi e reali  danni  alle persone con disabilità e alle loro famiglie». Infatti, proseguono i due consiglieri, «i nuovi criteri  previsti dall’Esecutivo tagliano di fatto ogni singolo progetto per un ammontare  di  25 milioni di euro su un budget di 116 milioni, somma prevista nell’esercizio precedente e questa è una decisione inaccettabile. La Giunta, anziché decidere nuovi criteri penalizzanti, dovrebbe rendere conto dei controlli rigorosi, previsti dalla legge,  che avrebbe dovuto effettuare sugli eventuali “abusivi” che usufruiscono dei benefìci e, semmai, recuperare risorse tagliando gli sprechi nella sanità».
Perplessità, inoltre, era stata espressa da Espa, dopo le parole dell’assessore regionale alla Sanità Antonello Liori, che aveva affermato: «Non stiamo distruggendo un modello virtuoso che anno dopo anno vede aumentare di migliaia le domande di contributo, rendendone difficile l’applicazione. Ma dobbiamo invece prestare la giusta attenzione a non far crescere la spesa in maniera incontrollata, soprattutto in presenza di un rigoroso Piano di rientro imposto dallo Stato. Ribadisco che non è avvenuto alcun taglio di finanziamenti per i piani per la disabilità. La Finanziaria ha previsto il medesimo stanziamento di partenza dell’’anno precedente e i 25 milioni che mancherebbero, utilizzati per i piani del 2010, erano scaturiti dai residui di altri capitoli del bilancio e da una decisione del Consiglio Regionale con un’apposita legge, condizioni, queste, non necessariamente riverificabili ogni anno. I punteggi dei piani vengono attribuiti attraverso due schede (salute e sociale) e sono stati parametrati tenendo conto soprattutto del fabbisogno assistenziale delle famiglie».
«Lasciano perplessi le dichiarazioni di Liori», aveva replicato Espa «Davanti ai fatti che le persone con disabilità denunciano in prima persona, davanti alle mamme che dicono che i progetti dei loro figli, in base ai nuovi criteri della Giunta, diminuiranno anche di 5 o 6.000 euro, l’assessore dice che non ci sono tagli. È un mistero per noi difficile da capire, visto che l’anno scorso c’erano 116 milioni di euro a disposizione e quest’anno solo 91».
In ogni caso la mozione presentata impegna la Giunta Regionale a salvaguardare il livello essenziale di assistenza sociale, raggiunto in dieci anni di ottima applicazione della Legge 162/98 e a proporre con una  legge specifica, o con la prossima Finanziaria, uno stanziamento  di 25 milioni di euro, con l’obiettivo  di mantenere il livello di assistenza dello scorso anno pari a oltre 116  milioni di euro».
Qui di seguito diamo spazio alle considerazioni espresse da Alfio Desogus, presidente della FISH Sardegna, dopo la manifestazione promossa davanti alla sede del Consiglio Regionale. (S.B.)

Un'altra immagine della manifestazione di CagliariSi è svolta a Cagliari la manifestazione organizzata dalla FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per esprimere la contrarietà al provvedimento della Giunta Regionale con il quale vengono finanziati i progetti personalizzati previsti dalla Legge 162/98 a favore delle persone con disabilità grave.
Le associazioni provenienti da tutta la Sardegna – sostenute anche da rappresentanze delle autonomie locali, della cooperazione e dei sindacati – hanno chiesto l’incontro con le forze politiche presenti in Consiglio Regionale, per avanzare proposte precise, finalizzate alla rimozione di inutili adempimenti medici e di immotivate richieste sulla titolarità di indennità di accompagnamento; è stato inoltre proposto il superamento delle clamorose ingiustizie e delle iniquità, ribadendo l’esigenza di una diversa stima del budget di bilancio.
In particolare, i numerosi manifestanti hanno respinto la discriminazione che punisce gli ultrasessantacinquenni con disabilità, che si vedono tagliati il contributo del 65% e ristrette le tipologie di prestazioni e di servizi.
Negli incontri effettuati, sono state denunciate inoltre le disparità di valutazione e di contribuzione per identiche disabilità e per identiche situazioni socio-familiari, respingendo graduatorie e ipotesi di compartecipazione finanziaria che avranno solo il risultato di mettere “in concorrenza” i progetti e di spingere i cittadini con disabilità verso strutture pubbliche o private, con un aggravio di spesa ben più consistente per il Servizio Sanitario Regionale.
Le risposte avute nei diversi confronti con i gruppi politici consiliari sono generiche e poco rassicuranti e per questo motivo la mobilitazione continuerà, con incontri e assemblee nei Comuni sardi. Occorre rafforzare l’alleanza con gli amministratori locali, per sviluppare un fronte più largo e destinato a rilanciare in Sardegna il tema dei servizi integrati diffusi e disponibili su tutto il territorio regionale.
Non può che essere questa la strada maestra per contrastare i rischi di istituzionalizzazione e per intraprendere percorsi innovativi che richiedono politiche e programmi che favoriscano la vita autonoma e indipendente dei cittadini sardi con disabilità.

Alfio Desogus
Presidente della FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)