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Cinque per mille: come potrete ancora parlare di sussidiarietà?

Matita con la punta spezzata«Ringraziamo i 303 parlamentari che con il loro voto hanno decretato la riduzione del 75% dei fondi destinati al cinque per mille, passati dai già risicati 400 milioni dell’anno scorso ai risibili 100 milioni dell’attuale Manovra»: è questo il duro commento di Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, dopo l’approvazione alla Camera di un taglio che sostanzialmente riduce dal 5 all’1,25 per mille – come aveva in precedenza sottolineato lo stesso Olivero – la quota proveniente al Terzo Settore dalle denunce dei redditi dei Cittadini.

Sono rimasti dunque del tutto inascoltati i vari appelli prodotti in questi giorni da tantissime organizzazioni, tra i quali quello lanciato proprio dal Forum del Terzo Settore – insieme a ConVol (Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato) e CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) – o quello che ha visto come prima firmataria l’organizzazione Emergency.
«Riducendo il cinque per mille a un quarto, cioè a un tetto di 100 anziché 400 milioni come in precedenza – si scriveva nell’appello del Forum, del ConVol e di CSVnet – verranno traditi nella loro libera scelta quasi quindici milioni di Cittadini contribuenti che hanno scelto di sostenere il Volontariato e il Terzo Settore. Questo in un Paese dove aumentano i Cittadini in stato di bisogno e dove quindi l’impegno del Volontariato e del Terzo Settore è sempre più essenziale per superare l’emergenza sociale e per rinforzare la coesione sociale. Il tutto in un quadro già gravato dai tagli ai fondi delle politiche sociali: dai 1.472 milioni di euro del 2010 ai 349,4 del 2011, pari al 76% in meno».
«Chiediamo al Governo e al Parlamento  – era stata la conclusione dell’appello – di onorare gli impegni, di ascoltare il non profit e di non colpire i servizi sociali, di non togliere cioè quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i Cittadini danno al Volontariato e al Terzo Settore».

«Ora dunque – ha aggiunto “a caldo” il portavoce del Forum del Terzo Settore, dopo la temuta approvazione del provvedimento da parte della Camera – possiamo solo sperare che al Senato prevalgano la responsabilità e il buon senso e che vengano assegnati al cinque per mille fondi adeguati e non elemosine».
«Ci auguriamo per altro – conclude polemicamente Olivero – che d’ora innanzi i parlamentari che hanno voluto questo grave taglio non usino più la parola sussidiarietà nei loro interventi politici». (S.B. e P.S.)

Per ulteriori informazioni: Uffcio Stampa e Comunicazione Forum del Terzo Settore, tel. 06 68892460, stampa@forumterzosettore.it.