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Disabilità: il nostro elenco non finirebbe certo qui

Fabio Fazio e Roberto SavianoGli elenchi proposti in diretta dalla trasmissione televisiva di Raitre Vieni via con me – tra i più noti quelli dei “valori della sinistra” e “della destra”, letti rispettivamente da Pierluigi Bersani e da Gianfranco Fini – guardano anche ai suggerimenti che arrivano da chi frequenta il sito internet del programma. Qui, infatti, vi è una specifica sezione, denominata Vado via / Resto qui, ove si scrive: «Perché vai via? Raccontaci i motivi per i quali vorresti andartene, cosa ti respinge del nostro Paese, cosa non sopporti, cosa vorresti cambiare. Perché resti qui? Cosa ti trattiene, cosa ami, cosa desideri conservare… raccontaci le tue ragioni, aggiungi se vuoi la tua età e la regione in cui abiti e resta dentro le 20 righe. Fabio e Roberto [Fazio e Saviano, N.d.R.] leggeranno in trasmissione i testi che riterranno più interessanti».

Ebbene, quanto mai interessante e stimolante ci appare oggi la proposta di Antonio Nocchetti, presentata nel sito dell’associazione napoletana Tutti a Scuola, della quale lo stesso Nocchetti è presidente. Si tratta di un elenco rapido, ma quanto mai incisivo, di una serie di motivi per i quali chi vive la disabilità – direttamente o come familiare – dovrebbe “andare via” o “restare” nel nostro Paese. Ben volentieri proponiamo lo stesso testo qui di seguito, che successivamente anche la nostra redazione invierà a quella di Vieni via con me, chiedendone la lettura in trasmissione, magari sin dalla puntata del 22 novembre prossimo.
Rispetto a Nocchetti, c’è anche una nostra integrazione – che riteniamo pure utile – arrivata da Giorgio Genta della Federazione Italiana
ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), qui indicata in corsivo. Per il resto, non potremmo altro che “rifare il verso” a Pierluigi Bersani, quando concludendo il suo intervento dichiarò: «Qui finisce il mio tempo, ma non certo il mio elenco». Vale senz’altro anche per i problemi delle persone con disabilità e delle loro famiglie. (S.B.)

«Vado via dall’Italia perché da più parti si sente dire che le classi differenziali per bambini disabili possono essere una soluzione.
Resto in Italia perché siamo stati il primo Paese in Occidente ad abolire le classi differenziali per disabili.

Vado via dall’Italia perché il mio bambino disabile trascorre molto tempo fuori dalla classe perché “disturba”.
Resto in Italia perché sono convinto che il mio bambino disabile sia una straordinaria risorsa per gli altri miei figli e per i suoi compagni.

Vado via dall’Italia perché gli insegnanti di sostegno sono sempre meno.
Resto in Italia perché esistono gli insegnanti di sostegno.

Vado via dall’Italia perché io e mia moglie invecchiamo e non sappiamo che fine farà nostro figlio.
Resto in Italia perché solo in un Paese come il nostro esistono leggi come la 104 e la 328 [la 104/92 e la 328/00, N.d.R.].

Vado via dall’Italia perché in Italia ci sono troppe buone leggi che nessuno fa mai applicare.
Resto in Italia perché c’è ancora tanta gente che si appassiona ai diritti delle persone con disabilità.

Vado via dall’Italia perché in televisione e sui giornali si parla di disabilità solo quando un genitore disperato si  uccide con il proprio figlio malato.
Resto in Italia perché spero che Vieni via con me racconti le nostre storie senza sensazionalismi e con verità».

Il testo è stato scritto da Antonio Nocchetti, presidente dell’Associazione Tutti a Scuola. L’integrazione in corsivo è di Giorgio Genta della Federazione Italiana ABC (Associazioni Bambini Cerebrolesi).
Per inviare questo o altri elenchi alla trasmissione televisiva di Raitre Vieni via con me, cliccare qui.