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E il Presidente della Provincia insiste: «meglio classi separate»!

Uomo con le mani che nascondono il volto, in espressione di disperazioneE dunque il presidente della Provincia di Udine, l’ex insegnante Pietro Fontanini, insiste: per gli alunni con disabilità sarebbero meglio «classi separate» e quelli con disabilità intellettiva andrebbero preferibilmente avviati «a percorsi lavorativi». Su toni analoghi si era espresso in ottobre, durante un convegno a Palmanova (Udine), suscitando numerose reazioni e polemiche, delle quali avevamo informato i nostri Lettori (si vedano i testi segnalati in calce). Nei giorni scorsi, però, si è ripetuto in una sede ancor più istituzionale, vale a dire proprio il Consiglio Provinciale.
Sulla questione riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le riflessioni ricevute dall’Associazione Down Friuli Venezia Giulia, aderente al
CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down).

Quanto accaduto nella seduta del Consiglio Provinciale del 15 novembre scorso è sconcertante. Le parole espresse dal presidente della Provincia Pietro Fontanini denotano una mancanza di sensibilità e un atteggiamento discriminatorio ancor più inaccettabili perché provenienti da un autorevole esponente politico. Non possiamo tollerare la doppia discriminazione tendente a distinguere gli alunni con disabilità fisica dagli alunni con disabilità intellettiva, sostenendo che questi ultimi non sono in grado di apprendere e che quindi per loro è preferibile essere avviati a percorsi di lavoro.
Si tratta di affermazioni che pesano come un macigno per chi lavora quotidianamente per una vera inclusione: è come se trentatré anni di integrazione scolastica non fossero serviti a nulla. Siamo dunque indignati per le dichiarazioni del Presidente della Provincia, ma lo siamo anche per il silenzio e l’indifferenza di buona parte della classe politica e dei mezzi di comunicazione che hanno dato poco risalto alla vicenda.

In sostanza, il presidente Fontanini ha difeso a oltranza una sua personale convinzione, in un luogo che rappresenta il Governo della Provincia, riaffermando dichiarazioni già ben note e producendone altre ancora più gravi. Sarebbe sufficiente che egli ascoltasse le parole lette in Sala Consiliare, a sottolineare ciò che afferma l’articolo 3* della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, ne prendesse atto e riflettesse sulle proprie affermazioni.
Se ciò non bastasse, suggeriamo al Presidente della Provincia di Udine – nonché a quanti hanno preso posizione a suo favore – di leggere attentamente anche l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana [«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. N.d.R.].

Il presidente Fontanini – che è anche un docente – con le sue parole dimostra di ignorare la legislazione sull’integrazione scolastica, a partire dalla Legge 517/77 che ha stabilito il principio dell’inclusione per tutti gli alunni con disabilità della scuola elementare e media dai 6 ai 14 anni. Nel 1987, poi, la Corte Costituzionale emise la Sentenza n. 215, con la quale si riconosceva il diritto pieno e incondizionato di tutti gli alunni con disabilità, anche se in situazione di gravità, a frequentare anche le scuole superiori, imponendo a tutti gli Enti interessati (Amministrazione Scolastica, Enti Locali, Unità Sanitarie Locali) di porre in essere i servizi di propria competenza per sostenere l’integrazione scolastica generalizzata. Nel 1992, quindi, è stata approvata la Legge quadro 104/92, che agli articoli dal 12° al 16° fissa i princìpi per una buona qualità dell’integrazione scolastica: «L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione» (articolo 12, comma 3). «L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap» (articolo 12, comma 4) [nella citazione grassetto dell’Autore, N.d.R.].
Il presidente Fontanini ritiene di poter negare ai suoi cittadini quanto le Leggi dello Stato invece garantiscono, mentre al contrario dovrebbe chiedersi come renderle applicative in base alle proprie responsabilità e competenze. Chiediamo in tal senso che la Provincia di Udine attivi e incrementi i percorsi di formazione scuola-lavoro a favore dei ragazzi con disabilità, già a partire dalla scuola superiore, come premessa all’inserimento lavorativo.

Una scuola inclusiva è fatta di insegnanti capaci e formati che non devono essere l’eccezione, ma la regola. Insegnanti capaci e formati, inoltre, fanno bene a tutti gli studenti, con o senza disabilità e un alunno con disabilità intellettiva, quanto più è inserito in un contesto stimolante e ben organizzato, tanto più è in grado di apprendere e di incrementare le sue abilità, diventando un cittadino che, pur con le sue difficoltà, sarà una risorsa attiva per tutta la società.
Non dipende pertanto dalle loro difficoltà di apprendimento se gli alunni – come afferma Fontanini – “vengono parcheggiati”, ma dalla mancanza di una programmazione seria, contemplata nel Piano dell’Offerta Formativa (POF), che la scuola deve mettere in atto, attivandosi con risorse compatibili con le esigenze dell’alunno e non di certo per le esigenze sindacali del docente.
Dalle Pubbliche Istituzioni, in conclusione, ci saremmo aspettati non quello che abbiamo sentito, ma una presa di posizione a difesa dei diritti delle persone con disabilità, senza distinzione alcuna, e a favore della qualità dell’istruzione, dell’autonomia di vita e dell’inserimento lavorativo.

*Articolo 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Principi generali): I principi della presente Convenzione sono: (a) il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone; (b) la non discriminazione; (c) la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società; (d) il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa; (e) la parità di opportunità; (f) l’accessibilità; (g) la parità tra uomini e donne; (h) il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità.
 

Alle precedenti dichiarazioni di ottobre del presidente della Provincia di Udine, l’ex insegnante Pietro Fontanini, il nostro sito aveva dedicato tra gli altri i seguenti testi:
– Non stanchiamoci di ripeterlo: la scuola è luogo e patrimonio di tutti! (cliccare qui)
– Quando ci sveglieremo dal Lungo Sonno? (di Franco Bomprezzi) (cliccare qui)
– Una scuola di tutti, perché a misura di ciascuno (di Edda Calligaris) (cliccare qui)

L’indirizzo dell’Associazione Down Friuli Venezia Giulia ONLUS è down.fvg@libero.it.