Per una didattica «normalmente speciale»

Essere presenti, accolti e attivi nella vita della scuola, avendo però anche tutte le possibilità tecniche e organizzative per sviluppare al meglio le proprie potenzialità: sta in questo il senso dell’inclusione nella scuola di tutti, tramite una didattica che faccia tesoro dell’esperienza di un’integrazione ben fatta. Ruoterà attorno a questi concetti, per condividere e discutere le varie metodologie inclusive, il convegno nazionale sull’integrazione e l’inclusione scolastica, che si terrà a Bressanone il 26 novembre

Bimba in carrozzina in aula scolastica, fissa l'obiettivo. Sulla cattedra l'insegnante«In Italia, da quasi quarant’anni, per tutti gli alunni e le alunne con Bisogni Educativi Speciali essere a scuola con i compagni è una garanzia. Le nostre leggi sull’Integrazione Scolastica assicurano ad ognuno, indipendentemente dalle sue abilità, l’accesso al regolare percorso formativo. In questa cornice legislativa si sono sviluppate diverse vie efficaci per la pratica dell’Integrazione, ma sono rimasti aperti anche molti interrogativi sulla reale qualità della partecipazione e degli apprendimenti. È evidente che esserci è insostituibile, eppure non basta».
Incomincia così – a cura di Dario Ianes e Demo Heidrun, responsabili scientifici   dell’evento – la presentazione del Primo Convegno Nazionale Integrazione e Inclusione Scolastica. Metodologie, strumenti e pratiche educative, organizzato dall’Università di Bolzano, presso la sede della Facoltà di Scienze della Formazione a Bressanone (Viale Ratisbona, 16), per venerdì 26 novembre (ore 9).

«Avere una piena partecipazione alla vita scolastica – proseguono Ianes e Heidrun – e avere anche il migliore sviluppo possibile delle competenze individuali: questi i due alti obiettivi che l’Integrazione si pone per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali. E la sfida si fa ancora più ambiziosa, se estendiamo questo traguardo a tutti gli alunni e le alunne indipendentemente dalla loro abilità, dalla loro provenienza, dalle differenze individuali che portano con sé. Questo è il senso dell’Inclusione. Essere cioè presenti, accolti e attivi nella vita della scuola; e avere però anche tutte le possibilità tecniche e organizzative per sviluppare al meglio le proprie potenzialità. Essere e avere, dunque, per tutti».
«La didattica che si avvicina a questi obiettivi – concludono – è una didattica complessa, rivolta a tutti e che non isola; una didattica che utilizza metodologie di lavoro attive e partecipative; una didattica che sa arricchirsi di strumenti innovativi e specifici, tecnologici e non; una didattica capace di individualizzare e creare contemporaneamente appartenenza. Una didattica, quindi, che fa tesoro dell’esperienza di un’Integrazione ben fatta, per costruire l’Inclusione, nell’idea che Integrazione e Inclusione non si oppongono, anzi: la prima sta nella seconda, ne è un elemento costitutivo. Una didattica “normalmente speciale”».

Basato su questi concetti di base e rivolto a insegnanti, docenti e ricercatori, oltre che ad educatori e figure professionali impegnate o interessate nella scuola,  il Convegno di Bressanone vuole dunque essere un’occasione in cui le varie metodologie, le pratiche didattiche e organizzative inclusive – sia della scuola che dei contesti che ruotano attorno ad essa – possano essere presentate praticamente, condivise e  discusse. (S.B.)

Il programma completo del convegno è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni: convegnoinclusione@unibz.it.
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