Pescara: maglie da carcerati, con la «matricola» 104/92-ONU

Si sono presentate così, l’antivigilia di Natale, davanti al Comune di Pescara, una decina di persone con disabilità in carrozzina, guidate da Claudio Ferrante – responsabile dell’Ufficio DisAbili della vicina Montesilvano – e subito ribattezzate “Carrozzine Determinate”. «Perché – hanno dichiarato – se a causa delle barriere una città diventa una prigione, i disabili ne sono i detenuti». Un risultato l’hanno ottenuto, strappando all’assessore comunale alle Politiche Sociali l’impegno di convocare un tavolo tecnico, per migliorare il progetto di eliminazione delle barriere nella centrale Piazza Italia e nei palazzi del Comune e della Provincia, «ma se le cose non cambieranno – ammonisce Ferrante – continueremo a protestare, perché la mobilità è un diritto inalienabile»

Claudio Ferrante durante l'iniziativa di protesta del 23 dicembre a PescaraMaglie da carcerati, a strisce orizzontali bianche e nere («perché per i disabili Pescara è ancora una “città-galera”!»), con la “matricola” 104/92-ONU – a ricordare naturalmente la Legge Quadro 104/92 sulla disabilità e la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – hanno scelto un giorno di grande movimento urbano, quello dell’antivigilia di Natale, Claudio Ferrante – responsabile dell’Ufficio DisAbili della vicina Montesilvano – e un’altra decina di persone con disabilità in carrozzina, per recarsi in Piazza Italia, davanti al Comune della città abruzzese.

Si è trattato per altro solo dell’ultima tappa di un’ormai lunga battaglia contro le barriere di Pescara che, per restare ai tempi più recenti, aveva visto Ferrante – nel novembre scorso – denunciare l’inaccessibilità di piazze, marciapiedi, ospedale, parcheggi, uffici postali, Prefettura, uffici ASL e autobus (se ne legga anche nel nostro sito cliccando qui).
In quell’occasione Ferrante aveva in particolare definito il Palazzo Municipale come una vera e propria «montagna da scalare» e si era anche “offerto” come consulente gratuito al sindaco Luigi Albore Mascia. Quest’ultimo aveva promesso di convocarlo e di istituire una commissione per valutare i lavori pubblici, che tenesse finalmente conto della “voce dei disabili”.
E invece, andate per il momento a vuoto quelle parole, si è imposta un’altra clamorosa iniziativa, come quella della scorsa settimana, che ha visto il gruppo delle persone con disabilità – subito ribattezzate “Carrozzine Determinate” – disporsi in fila davanti al Comune e dichiarare «fuorilegge il Palazzo Municipale, perché noi non possiamo entrarci».
Vi era anche una carrozzina vuota, per consentire al Sindaco di verificare da sé la situazione delle barriere, ma la presenza di quest’ultimo – più volte invocata dai manifestanti – alla fine, tra le proteste, non c’è stata, cosicché a scendere per parlare con i manifestanti sono stati gli assessori agli Affari Sociali e al Volontariato e Solidarietà Guido Cerolini e Carla Panzini, seguiti poi dall’assessore provinciale alle Politiche Sociali Valter Cozzi.

Non è mancata nemmeno un po’ di tensione, ma alla fine, calmati gli animi, un segnale positivo sembra essere arrivato. Infatti, l’assessore Cerolini ha dichiarato: «So che i disabili hanno difficoltà ad accedere al Palazzo di Città ed entro gennaio convocherò un tavolo tecnico, per migliorare il progetto, già messo in cantiere, per l’eliminazione delle barriere architettoniche in Piazza Italia e nei palazzi del Comune e della Provincia».
«L’assessore provinciale Cozzi – ha replicato in tal senso Claudio Ferrante – sarà il nostro garante, ma in ogni caso se le cose non cambieranno concretamente, continueremo a protestare, perché la mobilità è un diritto inalienabile». (S.B.)

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